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domenica 17 settembre 2017

Stanislav Petrov






From Wikipedia: Stanislav Petrov

Ci si ricorda degli anni 80's come degli anni facili del divertimento della trasgressione dell'edonismo e c'è chi li ama chi li evoca e chi parla di riflusso e li vorrebbe cancellare, ma in pochi sembrano ricordarne o conoscerne il lato oscuro che era presente molto più di quanto ora si possa ricordare o immaginare, manca il senso di morte presente nel "decennio spensierato", quando c'era il timore che tutto potesse finire da un momento all'altro in un lampo di luce, quando l'idea di guerra nucleare era onnipresente e segnava ogni cosa, che si trattasse di film telefilm cartoni animati videogame o anche programmi scientifici, manca il ricordo di quell'anno pericoloso che fu il 1983... 

l'8 Marzo di quell'anno Ronald Reagan definì l'Unione Sovietica come l'impero del male, nello stesso anno la Regina d'Inghilterra fece un discorso che a lungo restò segreto, nel quale parlava alla nazione dopo un ipotetico conflitto atomico. Test o messaggio pronto per ogni evenienza non è chiaro, una simulazione verrà detto in seguito ma è lecito avere qualche dubbio, poi il 1 Settembre un aereo civile sudcoreano che aveva sconfinato lo spazio aereo sovietico venne abbattuto e, infine nelle prime settimane di Novembre l'esercitazione Able Archer 83 fece ritenere imminente ai sovietici un attacco preventivo americano, con conseguente preparativi un primo attacco preventivo... ma questo si seppe solo molto tempo dopo, allora quando a fine Novembre usci il film tv “The DayAfter” in molti ne furono scioccati senza sapere che quel film aveva rischiato di arrivare in ritardo sulla realtà.

Un anno pericoloso il 1983 ma c'era stato qualcosa di peggio che solo in seguito venne fuori, un 26 Settembre 1983 di Lunedi... in un certo senso non potrebbe che essere un Lunedì il giorno della fine del mondo, e quel Lunedi il sistema di rilevamento Sovietico individuò il lancio di alcuni missili americani, forse il tempo delle parole era finito e in quel momento tutti l'avrebbero pensato prima di consigliare ordinare una rappresaglia, inevitabile ed inutile perché in caso di guerra atomica ci sarebbero solo sonfitti e nessun vincitore, ma invece l'ufficiale di servizio in quel momento si disse:

"Solo cinque?"

Quel "solo cinque missili" ha un qualcosa d'ironico, anche e sopratutto per questo molto 80's, eppure il ragionamento era serio, teneva conto della dottrina di "distruzione mutua assicurata" non a caso MAD, perché c'è qualcosa di folle nel garantire la pace con l'idea che in caso di conflitto la distruzione sarebbe totale per entrambe le parti, quindi, perché mai esporsi ad una dura rappresaglia lanciando "solo cinque missili”?

Un errore del sistema fu la sua decisione, ed aveva ragione ma non fu una scelta scontata.

Immaginatevi il momento, l'attesa è finita gli allarmi risuonano la gente corre da tutte le parti l'ansia è generale e se rapporti da altre fonti negano il lancio il sistema di rilevamento insiste nel suo allarme e i tecnici confermano che sì, è tutto apposto, non ci sono dubbi, non è un'esercitazione, non ci sono errori, si è sotto attacco. Allora immaginatevi i secondi che scorrono le richieste d'informazioni da parte dei comandi superiori il dover decidere cosa fare mentre vi dicono che dei missili vi stanno per colpire e invece, ragionarci un attimo e chiedersi: "solo cinque?"
Una scelta coraggiosa e giusta, ma per niente scontata, e quell'ufficiale era Stanislav Evgrafovič Petrov.

Il dopo è fatto di imbarazzo e silenzio da parte di quell'apparato militare, a suo modo lui aveva dimostrato che il sistema era imperfetto e non era una cosa accettabile quindi il silenzio e in seguito una scusa per un pensionamento rapido, poi anni dopo quando la storia divenne nota, qualche riconoscimento, forse troppo tiepido, ora a distanza di mesi si viene a sapere che Stanislav Petrov è morto il 19 Maggio di quest'anno. 
Da parte mia c'è ben poco che possa fare se non ringraziarlo e ricordarlo, perché ricordare qualcuno è un modo per farlo vivere ancora, è un modo per portare il giusto rispetto e un riconoscimento a chi nel momento giusto ha fatto la cosa giusta, e non è stato facile, e posso immaginare che se ne sia andato come nella migliore tradizione di certi eroi, quelli che dopo aver salvato la "città" se ne vanno in silenzio.[1]

[1]In quest'epoca di leoni da tastiera tuttologi da monitor e bastian contrari da gregge, non mi stupirei se qualcuno avesse da ridire, per loro è sempre tutto facile.
Dopo.

3 commenti:

Nick Parisi. ha detto...

Come sempre un altro articolo molto profondo e geniale, ti faccio i miei complimenti.

Coriolano ha detto...

Grazie ma è solo un piccolo doveroso post, nulla di più.

Nella Crosiglia ha detto...

Quante cose ho imparato leggendo questo post , che , pur conoscendo a grandi linee gli avvenimenti mi mancavano i dettagli che poi sono quelli che fanno la storia.
Grazie Coriolano, grazie mio caro , sempre un piacere essere da te!
abbraccio e buon pranzo