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giovedì 1 giugno 2017

Neanche il tempo di riaffacciarsi che... Alien Covenant.










                  !Attenzione pericolo megaspoilerone nel caso di proseguimento lettura!
                                               



Grazie a fortunate congiunzioni astrali ecco il ritorno del peggior blogger della blogsfera, nonché il quasi certo vincitore del premio "Meno presente sulla rete", ma senza indugiare e saltando inutili scuse resoconti di vicissitudini quotidiane e tediosi aneddoti su stress & impegni assortiti, passo subito a (stra)parlare in modo supponente e superficiale di un film appena uscito di cui si è detto un gran bene, in special modo da parte della Critica, quindi ecco le mie tre righe su Alien Covenant, il secondo film della nuova saga di Alien.

Non so quanto questa serie possa interessare i miei quattro fedeli lettori, da parte mia come scrissi all'uscita di Prometheus ad essa sono stato molto legato o, almeno così è stato fino all'uscita di quel primo prequel remake reboot o qualunque cosa fosse, un seguito che considero deludente come questo Covenant.
Non è una questione di cliché grossi come grattacieli (ehm...) o questioni di "principio", anzi li considero entrambi se non buoni almeno validi, ma al tempo stesso sento entrambi lontani da quella che era la vecchia serie, privi di fascino interesse e per quanto mi riguarda a livello soggettivo, pessimi nonostante, lo ripeto, come “film de paura” facciano bene il loro lavoro.
Potrei dire che si tratti di una questione di gusti o di antipatia soggettiva e chiudere qui il post, oppure come dice il "manuale del bravo blogger per negati" cercare di spiegare il perché, e per farlo potrei cominciare dicendo che questo Covenant come il suo precedessore non ha niente a che fare con la vecchia saga, potrei dire che pur apparendo in parte similare (alla lontan-issima) ad Aliens scontro finale Covenant racconti un'altra storia, una diversità dimostrabile che va oltre la facile etichetta di "nostalgia", una diversità che comincia dall'assenza di tutto ciò che rendeva speciale la vecchia serie.

Un salto indietro.

Del primo film di quello del 1979 sempre di Ridley Scott, si diceva che in esso fossero potenti le influenze lovecraftiane, influenze che non si fermavano all'ideazione dell'Alien da parte di HR Giger, quanto piuttosto alla struttura del film nel quale c'era un mistero, l'astronave abbandonata, con dentro un altro mistero, gli alien, in un posto remoto nello spazio e sopratutto nel tempo, e nel libro tratto dal film, ovvero “canonico” per eccellenza, si parlava di un'astronave che sembrava fatta di osso, incomprensibile nella sua struttura nel suo sembrare un gigantesco essere vivente ormai fossilizzato come lo stesso suo unico occupante così già a prima vista differente dagli ingegneri molto umani del nuovo corso, un occupante morto forse da millenni che nell'avere le costole spaccate dall'interno, dimostrava di essere stato il protagonista e testimone di un qualcosa di antico e, si sarebbe scoperto in seguito, ancora letale nel presente.
C'era un senso di antica minaccia di orrori persi nel tempo ma sempre mortali, e la sensazione che per quanto terribili gli stessi alien fossero solo la piccola parte visibile di un qualcosa di molto più grande e terribile, di un qualcosa di antico forse quanto o più dell'universo stesso, sempre in grado di risvegliarsi nel caso di uno “sfortunato” incontro.


Si è nell'immaginario dei Grandi Antichi di The Call of Cthulhu, questo è Lovecraft allo stato puro, ed era lo sfondo il punto di partenza l'intelaiatura che i successivi film non cambiavano, anche se ad essere evidenziati erano solo "i mostri", anzi la loro astuzia malevolenza freddezza tenacia li rendeva qualcosa di diverso da semplici spauracchi trasformandoli in emissari di un universo oscuro e minaccioso, almeno fino a questo Covenant dove il tutto viene spazzato via e quello che resta è ovvio al punto che non c'è bisogno di fare congetture o ipotesi in quanto:

[è solo] un sintetico, un umano artificiale, [che] crea gli alien.

Nient'altro.

Gli ingegneri del primo episodio diventano delle comparse e le loro motivazioni si perdono, di fatto si esemplifica il tutto e quello che resta, non per caso, è un dottor Frankenstein e le sue creazioni.
Non per caso perché si è passati da Lovecraft a Mary Shelley dal ciclo dei Grandi Antichi a -Frankenstein; or, the modern Prometheus-




Il secondo film rende chiaro che si è cambiato qualcosa di più importante di semplici atmosfere, che da una visione di un universo lovecraftiano sul quale poggiava il tutto, si è passati ad un'altra visione del tutto diversa, ed è stato come prendere un film come Rocky I e il suo messaggio tra le righe
con l'impegno e il duro lavoro si ottengono buoni risultati

e rifare il film con un messaggio diverso
storia di un perdente che sfida il campione e perde.

In apparenza non cambia nulla, Rocky in effetti era un perdente e lo scontro col campione non lo vince, eppure alternando i due messaggi o premesse o quel che vi pare il cambiamento è totale.
Il primo film racconta di un pugile che pur perdendo lo fa a testa alta e che pur nella sconfitta si ritrova migliorato e in pace con se stesso e con gli altri, mentre il secondo film racconterà la storia di un pugile che ha provato inutilmente a sfidare il campione, ma che ha fallito magari perdendo ogni possibilità di riscatto e finendo KO al primo round.

Un film di riscatto vs uno drammatico con sfumature di tragedia, come dire che no, non si ottiene lo stesso film cambiando cose in apparenza ininfluenti. 

Ora volendo parafrasare Stephen king si potrebbe dire che entrambe le ambientazioni (o messaggi, o premesse o quello che vi pare) di partenza, quella legata a Lovecraft e quella legata a Shelley, sono come due carte dei tarocchi, entrambe fanno parte dello stesso mazzo, entrambe hanno (per chi ci crede) poteri divinatori, ma tra loro non sono intercambiabili né hanno gli stessi significati, col risultato che sostituirli porta ad ottenere film diversi da storie in apparenza uguali, proprio quello che ha fatto Ridley Scott quando ha tradito e rinnegato il suo film del 1979 per realizzare un Prometheus che non è e non può essere un prequel di Alien, così come Covenant non è e non può essere un remake di Aliens scontro finale.
Niente prequel ma un reboot, una ripartenza, la vecchia serie non ha legami con la nuova e Ridley Scott ha fatto per quanto mi riguarda un'operazione inutile, anche se pare comune per chi abbia creato film o serie di culto, basta ricordarsi di George Lucas e Star Wars.

Ed è questa la ragione per cui questo nuovo corso è indigesto & insopportabile per molti di noi ex fan, la ragione della nostra insofferenza non è legata alla qualità, tanto più che poi ironicamente il regista è sempre lo stesso, quanto piuttosto al come il tutto viene raccontato, un come che sa di stravolgimento.

Questa non è più la nostra serie, storia.

Così se a voi il tutto piace e allo stesso tempo vi chiedete come ma di tanto odio da parte nostra, tenete conto che questa è la vostra storia, non la nostra, beh a dire il vero ci sarebbe altro da dire, tipo il mega cliché [o trope se preferite] da film horror di serie B o il finale con annesso colpo di scena telefonato ed irritante che porta dritto al terzo futuro capitolo, finale degno anch'esso di un film di serie B, come altre cose tipo lo stile "10 piccoli indiani e vediamo chi sopravvive", o alla scontato "rimane solo la donna/eroina" che ora comincia ad essere un finale ridicolmente prevedibile (Ma almeno avessero il carisma della Weaver...) cose appunti e minuzie che però poco interessano questo blogger, che con questa serie sente di non aver più alcun interesse, ma solo indifferenza.[1]

Ci si risente alla prossima congiunzione astrale, sempre che ci sia, e per chiudere un suggerimento ai vecchi fan di ogni serie/film:
se mai un regista volesse rifare un prequel un remake o un reboot della sua (e vostra) grande opera "Cult" in preda a "carverite acuta", datemi retta, imprigionatelo in un'oscura segreta di saturno sorvegliata da Troll e buttate la chiave oppure, nel peggiore dei casi, giustiziatelo.
Eh no, non scherzo.






[1] Sia chiaro questo non è un giudizio negativo su Mary Shelley, e in questo tempo di "o qua o là" è bene precisarlo come precisare anche che il tarocco del "creatore di mostri" è potente e valido tanto quanto quello di "universo lovecraftiano", solo che non trovo nessun senso in questo voler stravolgere quanto di buono era stato fatto, quando bastava creare da capo una storia nuova.
A volte si ha la sensazione che taluni creatori giochino a scompigliare le carte solo per il gusto di irritare i vecchi fan, o per mostrare loro di essere i padroni dell'immaginario creato...

  





3 commenti:

Marco Lazzara ha detto...

Personalmente mi sono fermato ad Alien - La Clonazione e non mi sono mai sento troppo incentivato a vedere i seguiti.
Tra l'altro so che il primo Alien inizialmente era stato stroncato dalla critica, per poi essere rivalutato e divenire di culto.

Coriolano ha detto...

>Marco Lazzara
Se mai uscisse un quinto film "canonico", senza la Sigurney Weaver e con più attenzione ai retroscena della storia (quella originale), l'incentivo a seguire quel film ci sarebbe?

Stroncato dalla critica? Non lo so può essere non mi sono mai interessato al come allora fu giudicato, comunque la cosa non mi sorprenderebbe, non sarebbe la prima volta che accade, la critica a volte è grande nel saper analizzare quanto si conosce, ma tende ad essere alquanto miope e prevenuta verso le novità, e quel Alien era una grande novità nonostante in apparenza usasse la stra-nota carta del "mostro nell'astronave".

Marco Lazzara ha detto...

Forse sì, però per me Alien era un tutt'uno indissolubile con Ripley, quindi l'assenza di Sigourney Weaver già me ne smorza l'effetto.
Del resto non è detto che un Alien 5 con la Weaver sia necessariamente un capolavoro: potrebbe benissimo rivelarsi una boiata (vedi Indiana Jones 4).
E visto che si siamo, vedremo come sarà Blade Runner 2.