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domenica 15 maggio 2016

Tre minuti: una singola scena è meglio di un trailer.





Possono bastare poco più di tre minuti, in pratica una scena, per mostrare delle differenze tra due film o per farsi un'idea complessiva sulle singole pellicole?
Verrebbe da dire di no, si potrebbe pensare che sia come giudicare un film dal suo trailer, anzi forse i trailer possono dare un'idea migliore ma, è così?

Perché non fare una prova, così ecco il confronto tra le scene di due film del passato, il tutto cercando di avere la maggior equivalenza possibile, quindi entrambi i film trattano un tema e hanno una durata delle singole scene simile, come analoga è la loro posizione nella prima parte del primo tempo e la loro funzione quella di creare un momento di tensione, e i due titoli sono "Occhi dalle stelle" [1978] di Mario Gariazzo e "Incontri ravvicinati del terzo tipo" [1977] di Steven Spielberg, un confronto tra due film che hanno lo stesso tema e distanti appena un anno tra loro non per caso, infatti con Gariazzo si tratta del tentativo di riprendere e sfruttare l'interesse creato dal successo di Spielberg col tema dell'ufologia ma, senza aggiungere altro ecco le due scene a confronto.

In occhi dalle stelle è la prima scena dopo la sigla, in essa vi sono solo due personaggi, un fotografo ed una modella impegnati in un servizio fotografico, il luogo è la campagna al limitare di un bosco, e a parte loro due non c'è nessun altro. 

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  Nel primo minuto ci sono solo pose scatti e una colonna sonora molto leggera, questo fino al momento della pausa quando il fotografo inizia a cercare un nuovo posto dove continuare il servizio fotografico, e il luogo scelto è una radura tra gli alberi.

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 Il tempo di tornare avvertire la modella e incamminasi insieme per raggiungerlo, a questo punto si è a poco più di due minuti di visione del film, ed è in quel momento che iniziano a verificarsi delle stranezze, dapprima ci si accorge che la radio portabile ha dei problemi di ricezione, poi arrivati nella radura si nota che il posto è completamente silenzioso mentre tutt'intorno fino ad un attimo prima si sentivano i versi degli animali, cosa evidenziata anche dai rumori di fondo prima molto presenti e poi del tutto assenti, per finire ci si accorge che gli orologi hanno smesso di funzionare. Un attimo di sorpresa ma poi nonostante tutto si decide di continuare il servizio, e la scena termina con però in sottofondo una colonna sonora che lascia presagire sviluppi futuri.
Si è a più di tre minuti e mezzo.


In incontri ravvicinati si è alla seconda scena[1], la prima immagine è lo schermo di un radar, c'è un brevissimo inserto sonoro e poi un sottofondo audio che insieme alle immagini rimandano allo spazio chiuso di una torre di controllo piena di postazioni radar, strumentazioni e addetti impegnati nella solita routine di decolli e atterraggi.
Si riprende il passaggio della “striscia progresso volo” da un addetto al controllore che ha la competenza di quello spazio aereo, il tempo di prendere posizione che il controllore entra in contatto con i piloti dei voli di sua competenza, e le immagini si alternano tra lui lo schermo radar e in primissima evidenza le tracce radar degli aerei in una sorta di campo e controcampo. La situazione è di piena normalità ma mentre le varie procedure si susseguono come sempre, ecco che iniziano ad arrivare indicazioni sulla presenza di “traffico aereo” non identificato in zona.

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A questo punto, e si è al primo minuto, accanto al controllore iniziano ad avvicinarsi altri addetti della torre di controllo, ci si scambia parole opinioni mentre tra controllore e piloti continua lo scambio di comunicazioni.
Secondo minuto, sullo schermo radar c'è la traccia di un altro veicolo non identificato e pochi secondi dopo si ha un allarme collisione, immediatamente gli addetti al traffico iniziano a dare indicazioni ai piloti sul come gestire la situazione indicando le nuove coordinate da seguire, nel frattempo anche i controllori delle altre postazioni si voltano incuriositi da quello che sta accadendo, in sottofondo si continua a sentire l'allarme collisione ancora attivo.

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La collisione viene evitata l'allarme cessa e a questo punto il controllore chiede se qualche pilota vuole fare rapporto sull'accaduto, le immagini mostrano il controllore circondato da volti in attesa della risposta, ma uno dopo l'altro tutti i piloti danno risposta negativa, nessuno di loro ha intenzione di riferire un avvistamento ufo così la scena si chiude.

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Dopo aver riportato queste due scene si può trarre qualche conclusione, la prima è che in entrambi i film i registi avevano “studiato” il tema dell'ufologia, in Gariazzo c'è la radio che da problemi, il silenzio innaturale della radura, il mancato funzionamento dell'orologio, situazioni citate in vari casi di avvistamenti ufo, in Spielberg invece si riprendono i casi di avvistamenti da parte di piloti e torri di controllo, insieme alla stessa reticenza dei piloti nel parlare di certi argomenti, ma continuando ad analizzare le due scene si colgono anche differenze. In Gariazzo l'ambientazione è spoglia, povera, c'è solo una jeep ed un bosco, in Spielberg invece c'è la riproduzione di una vera e propria torre di controllo con molti attori, una differenza che già fa intuire la differente disparità di mezzi tra una produzione risicata e al massimo risparmio, ed un'altra che ha i mezzi per ricreare gli ambienti che vuole mostrare, se poi si vanno a considerare i tempi della narrazione si evidenzia come siano tra loro diversi i modi di rappresentare una situazione di latente mistero/tensione.
Con Gariazzo sono lenti, anche troppo, per poco più di un minuto ci sono foto e pose, per un altro minuto la ricerca di un posto dove continuare il servizio, il ritorno indietro, il ripartire insieme dei due, nel totale poco più di due minuti in cui non accade nulla, in apparenza non sembra un problema se rapportato alla lunghezza del film se non fosse che durante la visione, quel tempo sembra triplicarsi in modo insopportabile.
A difesa di Gariazzo si deve tener conto di un particolare importante, che di fatto si ha una situazione nella quale gli spettatori sono più informati dei personaggi del film avendo già visto nella sigla iniziale un disco volante e annessi alieni, così quel tempo in cui non accade nulla è anche quello in cui, potenzialmente, potrebbe accadere qualsiasi cosa, e nel quale le varie anomalie che si verificano rientrano nel campo del “io (spettatore) so una cosa che tu (personaggio) non sai”.
Si potrebbe pensare ad un espediente alla Hitchcock se non fosse che la scena sembra perdersi in un'eternità di “non succede nulla!” con solo alla fine “troppo tardi” qualcosa su cui pensare.
Eppure l'idea poteva essere buona, e con qualche “limata” forse si poteva migliorare.

Con Spielberg invece la tensione è graduale e non si ha la percezione di “tempi morti”, e se con Gariazzo sembra che ad un certo punto ci siano delle “frecce lampeggianti” 


La radio! [youtube]
Il silenzio!! [youtube]

Gli orologi!!! [youtube]
nella scena della torre di controllo invece sembrano mancare frecce indicatrici sul cosa provare, e ogni evento avviene in modo fluido senza scossoni con eventi che appaiono inevitabili e naturali nel loro susseguirsi.
Si prende la striscia progresso volo e si comunica con i piloti->avvistamento traffico non identificato->nella postazione radar arrivano altre persone->allarme collisione->procedure d'emergenza->si ha una piccola folla intorno al controllore->allarme rientrato->qualcuno vuole fare rapporto?->risposta negativa.

non c'è enfatizzazione, non ci sono “strattoni” improvvisi, e c'è d'aggiungere che in questo caso lo spettatore è allo stesso piano dei personaggi del film, nessuno sa cosa stia accadendo, spettatori e protagonisti sono tutti all'oscuro, ma le differenze non finiscono, c'è anche il modo d'inquadrare che è diverso.
Nel primo caso alle azioni dei due attori corrisponde una staticità delle inquadrature, e non a caso è stato possibile prendere delle GIF, con "incontri ravvicinati" invece pur rimanendo in uno spazio chiuso, c'è una forte dinamicità dato dai frequenti rapidi cambi d'inquadratura, oltre che dai movimenti stessi della telecamera, e non è stato possibile isolare delle singole GIF ma si sono dovute raggruppare più immagini per rendere l'idea.

Così riepilogando e tornado alle domande iniziali:
è possibile un confronto e arrivare a farsi un'idea sul come è fatto nel suo complesso un singolo film partendo da una singola scena sufficientemente lunga?
La risposta è si.

Chi ha visto la pellicola di Gariazzo ha potuto prendere atto di come si tratti di una produzione a basso costo, dai ritmi spesso lenti, enfatica in alcune situazioni, rozza in altre, anche se non mancano scene e spunti più che validi, e analogamente chi abbia visto l'opera di Spielberg ha potuto notare come il film sia stato realizzato facendo attenzione ai dettagli oltre che con mezzi più che sufficienti, di come la narrazione sia fluida, della mancanza di evidenti “tempi morti”, dell'abilità nell'uso della cinepresa.
Si una singola scena è stata sufficiente per dare un giudizio parziale ma veritiero sui più evidenti pregi e difetti, quanto basta per rendere onore ad un bravo artigiano come Gariazzo e, allo stesso tempo, ammettere come Spielberg sia di un livello nettamente superiore, però se da un lato tre minuti sono sufficienti per far risaltare ciò che più è appariscente, dall'altro è pur sempre una visione molto parziale e incompleta.
Non sapere nulla di "Occhi dalle stelle" fa perdere i riferimenti all'idea di ufologia complottista (in seguito ripresi dalla serie X-files), non si viene a sapere quanto questo film sia diventato noto, nel suo piccolo, anche fuori dai confini nazionali come un esempio di "vero" film ufologico, non si viene a sapere quanto Gariazzo stesso sia per certi versi egli stesso un "Personaggio", e la stessa cosa accade con "Incontri ravvicinati del terzo tipo", e per elencare tutto quello che c'è in questi due film si dovrebbero fare due post separati. 
  

E ora la seconda domanda:
è meglio un trailer o la singola scena, cosa rende meglio l'idea?
In questo caso non ci sono dubbi e la risposta è:
meglio le singole scene perché i trailer mentono, sempre.

Sembra un'affermazione eccessiva, ma basta chiedersi cosa sia un trailer per avere la risposta: un insieme di diverse sequenze selezionate e abbinate ad una determinata colonna sonora con l'unico scopo di catturare al massimo l'attenzione.

Per questo i trailer non mostreranno mai la verità, non è per quello che vengono realizzati quanto piuttosto per massimizzare le aspettative dei potenziali spettatori, è auto-promozione on-steroids cosa che invece non accade per una scena abbastanza lunga, in quel caso quello che si ha è una parte del film che per quanto incompleta, dà indicazioni “sincere” su tendenze ritmo difetti e pregi più evidenti.

Ma c'è un'altra ragione che rende inaffidabili i trailer, il fatto che basta poco per realizzarne la versione recut, il loro potenziale opposto[2].

Si prenda ad esempio l'idea di parodiare una scena di Shining trasformandola nella credibile scena di una commedia romantica, ebbene non basterebbe cambiare colonna sonora e modificarne il dialogo originale, ma sarebbe necessario rigirarla da capo (e quindi creare un palese falso per nulla credibile) per ottenere un risultato accettabile, né sarebbe possibile stravolgerla con un diverso montaggio, con troppe poche sequenze da utilizzare si finirebbe per trasformare una scena di qualche minuto in una ridicola GIF di pochi secondi, invece realizzare il trailer di Shining come se fosse una commedia, e il farlo in modo verosimile, è infinitamente più facile, basta scegliere le sequenze giuste tra le due ore e quaranta minuti di girato, basta aggiungere le giuste colonne sonore senza neanche il bisogno di modificare il dialogo originale, insomma alla fine basta realizzare 
“un insieme di diverse sequenze selezionate e abbinate ad una determinata colonna sonora con l'unico scopo di catturare al massimo l'attenzione”
per trasformare un Horror in una commedia, un film di guerra in uno contro la guerra, e un film sentimentale in un mistery.

Basta poco per cambiare le aspettative e il genere.

E allora una volta di più, diffidare dei trailer, diffidare sempre, ma allo stesso tempo diffidare delle piccole verità parziali delle singole scene. Sì possono dare qualche verità parziale, ma partendo solo da loro senza sapere altro, si potrebbe finire per credere che in fondo il film di Gariazzo parli solo di moda[3].

Come? Le avrei sparate grosse in questo post?!


[1] La scena del deserto è troppo diversa per poterla paragonare, per certi versi è molto più esplicita, chiara.
[2]Quant'è affidabile ciò che può essere vero e falso?
[3]Situazione capitatami leggendo un sito “Serio et Autorevole che si occupa di cose Importanti et Alte”. 
Mi sento buono quindi niente francesismi ma solo un consiglio: diffidate anche degli Autorevoli...

4 commenti:

Nick Parisi. ha detto...

Non si finisce mai d'imparare con te , riesci a cogliere particolari e dettagli che alla maggior parte di noi sfuggono totalmente.

Coriolano ha detto...

Grazie Nick ma non ho fatto nessuna grande rivelazione, solo evidenziato qualche insignificante particolare.

Glò ha detto...

Non ho visto nessuno dei due film che citi XD E immagino che se per un titolo io sia scusabile, per il più famoso, no!
Però, al primo impatto mi ispira molto di più quello a basso costo, e anche questo di sicuro non depone a mio favore :P
Il tuo post è molto interessante, coglie aspetti curiosi e particolari. Però si sappia che dei trailer diffido anche io :D

Coriolano ha detto...

>Glò
Non è obbligatorio aver visto letto ascoltato questo o quello, quindi siamo tutti giustificati, comunque te lo assicuro, Spielberg e in particolar modo questo Spielberg degli inizi non ha rivali, con buona pace di Gariazzo. In incontri ravvicinati ci sono scene in cui non ci sono solo "effetti speciali" ma vera e propria magia.
Finale da insulina a parte.
Il trailer non è diverso dal riassunto di un libro, e la singola scena non è poi tanto diversa da una pagina a caso letta dopo l'incipit. Ho solo usato il metodo con cui giudico un libro di cui non so nulla, e devo dire per i libri funziona.