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mercoledì 29 aprile 2015

Wargames giochi di guerra.



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Questo post è diverso da come era stato inizialmente pensato, tutto merito o demerito del crescente hype relativo “all'atteso nuovo & imminente" Guerre Stellari, il rifacimento di un titolo che ai suoi tempi è stato “generazionale” come lo stesso Wargames che è il tema originale di questo post, due film diversi entrambi di successo ma con un futuro differente, perché a differenza di Guerre Stellari, è impossibile un remake di Wargames.

Va bene detta così questa affermazione sembra una scemenza, eppure non tutti i film sono riproponibili, si può quando si racconta quello che succede in “una galassia lontana”, si può quando si rifà Dracula o Frankenstein, e ogni decennio ha la sua versione, si può per Atto di forza quasi uguale all'originale, la Cosa può avere il suo prequel, Alien il suo reboot, insomma ci sono storie che si possono riproporre più volte, decennio dopo decennio, poi ci sono casi in cui è invece impossibile farlo senza stravolgere il tutto.

Il Cacciatore Wikipedia[1]


Il cacciatore, Fronte del porto, Gioventù bruciata, o per restare in argomento SF, film a tema insetti giganti causa radiazioni.
Questi sono titoli che è difficile immaginare come remake, sono troppo legati ad un contesto storico o un interprete o un certo modo anche ingenuo d'intendere un genere, al punto che un loro eventuale rifacimento significherebbe stravolgerli trasformandoli in qualcosa di diverso.

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Ilcacciatore ad esempio sembra “rifattibile”, ma si dovrebbe cambiare contesto storico, situazione, ambientazione, diventerebbe un “liberamente tratto da”, non sarebbe un vero remake, lasciarlo uguale poi non interesserebbe perché troppo lontano è il contesto storico alla base della narrazione, troppo poco sentita e lontana la guerra nel Vietnam, invece raccontare l'ennesimo Dracula sarà sempre possibile, lo si potrà ambientare nel passato o nel presente, renderlo vicino a quello delle origini oppure mostrarlo in forma romantica o anche fantascientifica ma, sempre, sarà possibile farci un film senza problemi, invece un Via col vento con quella storia dello schiavismo non sarebbe fattibile ora, troppo poco politically correct, quanto al fare un film con formiche giganti neanche, a meno di non trasporre Fallout in film ma in quel caso non sarebbe più il remake di “Them”, quanto a Wargames è troppo legato al suo tempo troppo parte di quei primi anni ottanta.

Ma cosa si raccontava in Wargames?
Un ragazzo insieme ad una sua amica riesce a connettersi da casa con un computer che crede quello di una casa produttrice di videogame, li inizia una partita con un war-game, guerra termonucleare globale, ma quello che non sa e che con il precipitare degli eventi scoprirà, è che quello che crede un normale computer è in realtà un super-elaboratore dotato di una propria intelligenza artificiale che fa parte del Norad, il WOPR (War Operation Plan Response), che da poco ha il comando di tutte le forze di risposta nucleare americane, e che quella che sembra un'innocua partita sta portando il mondo verso una vera guerra atomica. L'intervento dei servizi segreti che li sospettano di essere delle spie sovietiche costringeranno i due ad una fuga e una corsa contro il tempo per trovare l'unica persona, Il professor Falken ideatore del supercomputer, forse in grado di fermare l'imminente guerra nucleare.

Una sinossi valida per i primi anni ottanta, ma a partire dalle premesse in poi per rifare questo film si dovrebbe cambiare così tanto da ritrovarsi alla fine con qualcosa di completamente diverso, questo perché mancherebbe la competizione Est Ovest, il concetto di MAD (Mutual Assured Destruction), il senso di novità dell'invasione dei personal computer nelle case e l'intravvedersi di quello che sarebbe diventato internet, come lo stesso modo di recitare e i toni tra commedia e dramma della sceneggiatura, mancherebbe la sensazione di apocalisse incombente e non a caso tra il 1983 e il 1984
uscirono molti film a tema nucleare apocalittico, poi non trapelerebbe quella voglia spensierata di vivere “nonostante tutto” che c'era in quel momento, sarebbe assente il senso di meraviglia verso le nuove tecnologie e, sarebbero assenti le domande che venivano poste in fatto di politica internazionale e strategia globale, e poco sentito sarebbe il messaggio pacifista sulla stupidità della guerra che invece allora era forte.

Il tanto ignorato e sminuito “contesto storico” era la struttura di quel film, senza di esso non può esistere, anzi se fatto anni prima sarebbe stato più simile a un “Colossus: The Forbin Project” con grandi super computer senzienti che prendono il dominio del mondo e ingegneri e scienziati come protagonisti/testimoni, un film di SF “serio” maturo mentre invece in Wargames i due protagonisti principali erano due ragazzi, cosa che alla sua uscita aveva una grande importanza e novità.


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C'era Matthew Broderick, diverso dalla solita caricatura del nerd, ma più versione smanettone delle nuove tecnologie, quello che si poteva vedere in una scena far tardi a scuola perché troppo occupato a battere il record in un arcade, una cosa che una volta o l'altra accadeva a tanti studenti di allora, quello che quando si connetteva ad un simil Internet delle origini era vicino agli spettatori più giovani anche se questi il massimo che riuscivano a fare, era il realizzare in Basic un programma per simulare il lancio di un dado, una piccola cosa che però dava un senso di familiarità col protagonista, quanto ai war-game e i giochi al PC non si poteva non pensare alle partite a Conan o Nato commander, la protagonista poi, Ally Sheedy, non era la “timida damigella in pericolo” anzi nel momento in cui tutto sembrava finito era lei a mostrarsi la più decisa, a non volersi arrendere, a voler insistere nonostante tutto.
Le nuove generazioni guardavano lo schermo ed era come vedere il proprio riflesso, lì c'era il loro mondo i loro interessi, poi tutta quella nuova tecnologia ovunque con la quale sorprendersi e allo stesso tempo sentirsi di casa.




E una delle componenti di quel film era l'aria di transizione, di cambiamento.

Ora potrà sembrare strano e bizzarro per i più giovani, il fatto che chi ha vissuto quel tempo provi una così forte nostalgia verso i vari ZX Spectrum Commodore 64 TI99 e tanti altri PC delle origini, potrebbe sembrare solo un ricordare i bei(?) tempi andati, ma al tempo stesso è il ricordare quello che di fatto è stato un salto generazionale, prima di quel momento gli unici PC che si vedevano erano nei film di fantascienza, immensi giganteschi incomprensibili, il massimo dell'interazione per le generazioni precedenti era stato il cambiare canale su una TV, spesso in bianco e nero e non con un telecomando ma premendo dei tasti o girando delle manopole, poi nel giro di pochi anni iniziarono ad arrivare le prime consolle i primi arcade e poi i primi computer, una cosa che rendeva la generazione che stava vivendo quel passaggio diversa da quelle precedenti, e se tanta “passione tecnologica” a molti appariva solo come un pigiare dei tasti a caso, è perché sfuggiva loro quello che qualcuno aveva detto

il medium è il messaggio”

e c'era tutta una generazione che quel messaggio non solo non lo rifiutava, ma lo stava facendo proprio.

Ora sembra tutto scontato, ormai tablet e smartphone stanno soppiantando i PC, da qualche giorno Google ha cambiato i criteri di ricerca per avvantaggiare i siti "mobile friendly", sembra normale fare ricerche sulla rete e non si riesce ad immaginare ad esempio cosa fosse cercare qualcosa in una biblioteca, tra richieste da firmare documenti d'identità cartellini da sfogliare e pile di libri, sfugge il momento in cui “normalità” era per tanti la “diavoleria del futuro”, manca il senso di novità di cambiamento, quello alla base di Wargames, così adattando/ammodernando il contesto quello che resterebbe di quel film sarebbe solo una domanda:

riusciranno i nostri eroi a scongiurare la fine del mondo?

Può bastare quella domanda come base per un remake?

Intanto un sequel è stato fatto, Wargames 2 - Il codice della paura (2008), titolo uscito direttamente per DVD e scivolato tra l'indifferenza generale, un film che a parte qualche piccolo punto di contatto con il primo capitolo, ne sembra la sbiadita copia e non per colpa del budget, ma perché a partire dalla trama in poi tutto è diverso e aggiornato, e il risultato è un onesto ennesimo young adult come tanti altri ben diverso da quello che era l'originale, e che ha la sua “forza” proprio su quell'unica domanda, un po troppo poco per renderlo interessante.
Ma come detto a volte può bastare qualche immagine per capire il cambiamento, così ecco le locandine a confronto.


In alto a sinistra Wargames 2, in basso la versione DVD del primo, a destra le locandine originali.
Nel remake tutto appare serio, in linea con questi tempi, anche la scritta “il gioco non è finito” fa pensare ad uno scontro duro e puro dei due giovani sei cupi maturi ma giovani "eroi", e l'impostazione grafica della versione DVD dell'originale si rifà a questo modo di percepire, ma quando si va a vedere la versione originale, e la si guarda anche in dettaglio, traspare la grande differenza che è la somma di anni sentimenti idee percezioni distanti decenni tra loro.
I volti sorridenti riflessi su di un monitor di chi si diverte con un videogame senza sapere del pericolo che sta correndo, nella versione espansa le immagini del fittizio NORAD che lasciano trapelare il senso di minaccia, poi il messaggio:
è solo un gioco o è la realtà?”.

Gioia di vivere e fine imminente, i primi anni ottanta in poche parole.
No, un remake non è possibile, perché non è possibile far rivivere un intero decennio, mentre invece raccontare di imperatori ribelli e della distruzione della Morte Nera, sarà sempre possibile ora, come tra dieci o vent'anni, invece Wargames già allora un anno dopo la sua uscita iniziava ad essere “datato”, meno probabile credibile.


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La tensione Est Ovest si attenuava lentamente, i computer si erano ritagliati il loro spazio e l'effetto novità si disperdeva mentre usciva in TV la prima e unica stagione de "I ragazzi del computer", la Virgin realizzava Electric Dreams film di fantascienza fantasy fantastico commedia romantica con un personal computer nel ruolo di antagonista, i Nerds avevano la loro rivincita diventando sempre più lo stereotipo che tutti conoscono, e dopo appena un altro anno Matthew Broderick da nerd si trasformava in un giovane ladro nel mondo medioevale/fantasy di Ladyhawke.
E già allora Wargames era il passato recente.


Si sentirà ancora parlare a lungo di Guerre Stellari, ma Wargames appartiene al passato, e se mai ci sarà un rifacimento sarà un altro film, un'altra storia con in comune con l'originale solo il titolo, e nient'altro.




[1]Mi scordo sempre la prima direttiva dei blogger, mai dare niente per scontato.

6 commenti:

Pirkaf ha detto...

Ottimo articolo!
Da estimatore del film, da giocatore di Galaga e da possessore di Commodore 64\128 e di ZX Spectrum, mi sono visto tutta l'infanzia passare davanti grazie al tuo post. :-)

Coriolano ha detto...

Grazie ma nulla di che, solo un piccolo salto nel passato.
Mai stato un patito di Galaga, anche perché ad essere sincero non l'ho quasi mai visto, ho passato il tempo sui più svariati arcade ma quello, a parte qualche sperduto bar era stranamente raro da trovare, invece in quel periodo ero preso da Xevious.
Però si potrebbe far girare il meme sui dieci migliori arcade dei tempi andati, chissà cosa ne uscirebbe fuori... videogiocatori dei tempi andati, fate la vostra lista! Dateci la vostra classifica!
Immagino le polemiche sui titoli... ;)
Commodore 64/128 e ZX Spectrum?
Per quel che ricordo c'era una certa rivalità tra i possessori dell'uno e dell'altro, comunque avevo un C64 così com'era invece lo Spectrum?



Glò ha detto...

Bellissimo questo post! *__*
Credo tu sia riuscito a dipingere perfettamente un'epoca e una fase di svolta che io ho vissuto solo in parte. Wargames ovviamente oggi è un film per nostalgici! XD

Coriolano ha detto...

>Glò
Film per nostalgici... detta così mi sembra di essere un tris-nonno. ;)
Si lo è, come ogni cosa del passato, lontano o vicino, però è anche un film ben fatto.

Glò ha detto...

Hai ragione e in effetti ho usato l'aggettivo in senso neutro, ma si è colorato di tinta ambigua ahahahahah!
Direi che rientro nella categoria dei nostalgici pure io, eh! ;)
Diciamo che quel film ha un valore differente se si è cresciuti con le cassettine per l'autoradio, via XD

Pirkaf ha detto...

Posso solo dirti che giocavo con entrambi, anche se ero più affezionato ai computer di mamma Commodore.
Complice le cassette che uscivano in edicola con la rivista Special Program, praticamente giocavo con entrambi visto che la parte davanti era dedicata al C64 e quella dietro allo Zx Spectrum.
Da bambino sono stato fortunato, poiché tramite mio fratello ho vissuto in pieno tutta l'epopea dei primi computer.
Tuttora considero Commodore 128 e Amiga 500 come i coputer a cui sono più affezionato.
Pensa che ci sono stati dei momenti in cui avevo in mente di tatuarmi il logo blu e rosso della Commodore. :-P