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domenica 12 aprile 2015

Quatermass: il suo creatore Nigel Kneale.





Ci sono cose alle quali in tanti credono: scie chimiche, oroscopi, l'inglese senza grammatica, oppure che il fantastico fatto in passato in TV o al cinema, sia qualcosa d'ingenuo datato, uno zoo fatto di mostri atomici Frankenstein insetti giganti dischi volanti spesso in bianco e nero e con effetti speciali al limite del ridicolo, un'epoca che può essere accennata e poi chiusa magari solo citando un Robot monster (1953), eppure anche nel passato non sono mancati film telefilm che non sfigurerebbero se riproposti adesso, e del 1953 è ad esempio la serie TV inglese “The Quatermass experiment” che ebbe un grosso successo, il primo per una produzione di genere, e che diede il via ad uno dei più noti personaggi della fantascienza “classica”:

Il professor Bernard Quatermass.

I non appassionati del genere l'avranno dimenticato, i più giovani forse neanche lo conosceranno, eppure si parla di uno dei personaggi più importanti di una certa fantascienza, quella prima di Star Wars per capirsi, e con il professor Bernard Quatermass si va oltre il cliché che oscilla tra lo scienziato pazzo col ruolo d'antagonista e quello “buono” addetto allo spiegone di turno, Quatermass non è la spalla e testa pensante del rude eroe che tutto risolve, lui non è una comparsa ma è il protagonista e allo stesso tempo il riflesso della fantascienza degli inizi, quella della corsa allo spazio prima della frenesia americana che sarebbe arrivata dopo lo Sputnick e la risposta finita in disastro col Vanguard, ribattezzato in seguito Flopnick, una visione del futuro che vedeva nello spazio un nuovo “oceano” nel quale potevano nascondersi meraviglie e nuovi pericoli, e se adesso la trama della storia di “The Quatermass experiment” sembra “già sentita”, allora riproponeva in chiave moderna un possibile futuro prossimo fatto di razzi e pericoli che erano anche un passato recente, quello delle V1 e V2 che erano cadute su Londra, una fantascienza vicina agli spettatori del tempo, e si dice che la gente corresse per riunirsi e non perdersi nessun episodio, ma vero o meno l'aneddoto l'effetto sui telespettatori del tempo fu molto forte anche per quella televisione degli inizi, facendo di quella serie un punto di riferimento e paragone per le produzioni televisive future, oltre che diventare il primo capitolo di una saga, e molto del merito andava al suo creatore, Nigel Kneale.

Nigel Kneale è forse a sua volta un nome sconosciuto, per chi lo conosce il giudizio può essere uno solo: uno dei migliori. A lui si deve Quatermass e la sua quadrilogia[1], a lui si devono tanti adattamenti per la TV dal Il Signore delle mosche al Mondo nuovo, lui è stato l'autore di tante storie originali, e se la TV inglese delle origini ebbe la sua prima evoluzione lo si deve a Kneale.
Autore sceneggiatore anche scrittore, al suo arrivo nella BBC quello che si trovò di fronte era un media non al passo con le sue potenzialità, ancora legato ad un certo modo teatrale di raccontare, con lui e con la collaborazione di un altro innovatore come Rudolph Cartier si deve l'esperimento di portare la fantascienza in TV, di spezzare la fase “intimista” modernizzando l'allora nuovo media, insieme sono alla base dei due episodi successivi, Quatermass II e Quatermass and the pit, insieme realizzarono l'adattamento di 1984 di Orwell per la TV con protagonista Peter Cushing, adattamento che a sua volta lasciò un grande segno nell'opinione pubblica, e si può dire che dopo Kneale nulla nella TV inglese fu più come prima, ma a parte i lavori su adattamenti per la TV o anche sceneggiature per il cinema come, The Abominable Snowman, con ancora Peter Cushing, fu anche autore e sceneggiatore di alcune delle migliori storie fantastiche del passato.

Appena tre esempi.

Per la serie "The Wednesday's play" nel 1963 scrisse The Road una storia di fantasmi ambientata in un paese del 18° secolo.
La trama appare a prima vista molto semplice, in un bosco nei pressi di un paese ogni anno si verifica un fenomeno che pare legato ad un'infestazione sovrannaturale, grida e rumori incomprensibili fugaci visioni di un qualcosa che possono spingere alla morte per terrore i malcapitati, o nel migliore dei casi portarli alla follia, a questo fenomeno cercano una risposta un filosofo ed uno scienziato del tempo, ma qual'è la causa? Isteria superstizione fantasmi streghe oppure, come pensa uno di loro, il riflesso spettrale dell'esercito in rotta di Boadicea inseguito dai Romani? A questa domanda non verrà data risposta, o meglio la risposta sarà chiarissima per i telespettatori ma resterà enigmatica per i protagonisti, perché quello che si sentirà e che loro non riusciranno a spiegarsi sono i rumori di macchine in corsa persone terrorizzate in fuga e di sirene della difesa civile, questo appena prima di un attacco atomico.




Il futuro getta lunghe ombre sul presente...


Kneale rovescia il meccanismo classico delle storie di fantasmi, in questo caso quello che infesta il bosco non è un traumatico evento del passato, ma del futuro, c'è da aggiungere che purtroppo di The Road non resta nulla a parte lo script, come per molte altre cose della vecchia TV non era previsto un archivio quindi, tutto è andato perso.

Nel 1968 è la volta di “The Year of the Sex Olympics”, in un futuro prossimo la maggioranza, che è la classe inferiore, viene tenuta in uno stato di felice e soddisfatta pace soddisfacendo i più elementari bisogni oltre che con l'uso di programmi televisivi di bassa qualità a volte incentrati sulla pornografia o su "eventi reali" ripresi in diretta, come il seguire le peripezie di persone costrette a vivere tra molte difficoltà in un isola remota.
Per “ravvivare” lo show si porterà sull'isola anche uno psicopatico il quale finirà per fare una strage, il tutto tra l'approvazione generale dei telespettatori che premieranno il programma come uno dei migliori e più “innovativi”.
E' il 1968 e l'idea alla base di tutto è una certa visione della controcultura miscelata al 1984 orwelliano, eppure anche nei suoi eccessi le previsioni di Kneale sono inquietanti con la sua TV fatta per "addormentare" gli spettatori, piena di reality show e programmi di bassa qualità.

Nel 1972 invece arriva in TV una storia di fantasmi da mandare per Natale, e come detto in un altro post, abbinare i fantasmi e il macabro alla vigilia o il giorno di Natale è stata a lungo un'usanza almeno in Inghilterra, e anche in questo caso come per the Road Kneale non si limita a sceneggiare una semplice storia di paura, ancora una volta riesce a slegarsi dai canoni classici, qui ci si basa sull'idea che alcuni eventi possano restare impressi in certi luoghi, così alcune apparizioni possono essere il riflesso di un qualcosa che si è già verificato, ma come i protagonisti inviati per studiare il fenomeno verranno poi a scoprire, a volte ci possono essere più eventi sovrascritti l'uno sull'altro, e alcuni di loro tra i più antichi possono essere tanto vecchi da perdersi nel tempo, forse collegati ad un qualcosa che non è umano oltre che ancora in grado di interagire in maniera malevola col presente.



Wikipedia
Un'idea che piacque a Carpenter il quale con lo pseudonimo di Martin Quatermass l'usò come ispirazione per la sceneggiatura del film, Prince of Darkness, ma Carpenter e Kneale si erano già incontrati durante 'ideazione di Halloween 3, e quando uno pensa alla serie Halloween pensa ad Michael Myers ma il terzo capitolo si distingue proprio per la sua assenza, e in effetti quel film è molto diverso dagli altri capitoli, eppure non racconta la storia che aveva in mente Kneale, e lui non era una persona disposta ad accettare stravolgimenti del proprio lavoro, così Halloween 3 Il signore della notte non ha tra i propri crediti quello di kneale. Se nella sua visione di come doveva essere la storia ci sarebbero dovuti essere pochi effetti visivi marcando più il lato psicologico, di diversa idea erano i produttori col risultato che Kneale si fece da parte, eppure anche così quello che resta è un film che si distingue dagli altri della serie, senza un invincibile Myers pronto a colpire qua e la fino al finale, quando muore, ma poi no, nel terzo capitolo c'è una cospirazione per trasformare il giorno di Halloween da festività allegra ad un momento di puro orrore, ma forse più che cospirazione è un rifarsi “alla vera tradizione”, al vero significato di quel giorno e non con oscure magie, ma tramite mezzi moderni in cui spicca uno spot televisivo e delle maschere dagli effetti raccapriccianti.
Un buon film a parte qualche difetto, che però non ebbe molto riscontro alla sua uscita.
Tornado a Kneale non era la prima volta che entrava in contrasto con qualcuno, stessa cosa era accaduta con il primo Film Quatermass realizzato dalla Hammers, diversa invece la ragione che forse lo spinse a rifiutare quando gli fu offerto di fare qualcosa per X files, rifiuto che forse ha come motivazione un'inaspettata ragione: non si considerava un autore di fantascienza.
"I'm not really a science fiction fan. I hardly ever read it,"

forse anche per questo non amava per niente la serie Doctor Who, come non apprezzava altre serie fantascientifiche del periodo, quasi che per lui attingere al fantastico servisse solo per la sua componente thriller, e lo stesso personaggio di Quatermass appare più come il protagonista di una saga, con un capitolo iniziale ed uno finale, perché per Kneale era difficile immaginare un Quatermass alle prese con tante avventure diverse, come poteva accadere con Doctor Who.

Ci sarebbe altro da dire, ma questo è solo un accenno al creatore di uno dei personaggi più noti di una certa fantascienza, che una volta non era difficile trovare in qualche emittente televisiva magari ad ore impossibili, ma che ora sembra essere stato dimenticato.

Adesso è tempo di passare al professor Bernard Quatermass e ai quattro film che fanno parte di quella fantascienza classica, argomento per il prossimo post.




[1] Di solito si tende a considerare solo tre film ed ignorare l'ultimo, Quatermass la Terra esplode,


4 commenti:

Nick Parisi. ha detto...

Un post del genere lo avrei visto benissimo su Il Futuro è Tornato.
Onore a te che hai ricordato un grande come Kneale col suo personaggio Quatermass.

Coriolano ha detto...

Grazie ma niente di particolare Nick, solo un piccolo ricordo su un grande autore, poi a Quatermass ci sono cresciuto e volevo per un attimo ricordarlo visto che ora sembra svanito nel nulla.

Glò ha detto...

Sempre belli i tuoi post! Non sapevo nulla di tutto ciò di cui hai scritto :P
Certo che la sperimentazione televisiva di quegli anni, oltre ad aver fatto la storia, è decisamente scomparsa!
Il riferimento ai reality show fa abbastanza impressione, almeno a me, pensando che quello è l'esito di molta della televisione attuale.
Alla prossima!!! ^_^

Coriolano ha detto...

>Glò
Tu ti contenti di poco...
Il passato riserva molte sorprese e in alcuni casi è stato "preveggente", quanto alla sperimentazione non è che sia finita, altrove si fa o almeno non ci si ferma alle "storie di santi & melodrammi".