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domenica 8 febbraio 2015

Five nights at freddy's








Una delle migliori storie horror del 2014 non è un film un romanzo o un racconto ma, un videogioco, di sicuro quello che dico potrà sembrare strano o esagerato ma "Five nights at freddy's" 1&2 [anche abbreviato fnaf] è una delle migliori storie horror del 2014, cosa non da poco per un titolo che non ha alle spalle una grossa casa di produzione, e che è "solo" una produzione "indie", eppure anche se con pochi mezzi il risultato ottenuto è notevole.



Il gioco in se è molto semplice, un punta e clicca concentrato in poche schermate, pochi comandi di luci porte e la visuale di alcune telecamere di sorveglianza, ma sopratutto a differenza di tanti survival horror che siano videogame o film, non sono previste armi o magie per sopravvivere, ma solo un un meccanismo che ricorda il gioco di "un due tre stella", in questo caso il giocatore impersona una guardia notturna che ha il compito di vigilare in una pizzeria stando nell'ufficio principale, e in apparenza tutto sembra solo un noioso lavoro notturno, una situazione anonima che però da subito si mette al peggio, anche se all'inizio il problema non sembra neanche grosso, ma solo bizzarro. Degli animatronics, dei grossi e buffi pupazzoni meccanici adibiti all'intrattenimento dei bambini hanno l'abitudine di spostarsi per le stanze della pizzeria durante notte, e compito del giocatore sarà impedire ai pupazzi tutta finta pelliccia ed esoscheletro di avvicinarsi a lui perché, come verrà a sapere, se questo accadesse per lui sarebbe la fine, così durante la partita si dovrà tener d'occhio in ogni momento la posizione di ogni animatronic per evitare di ritrovarseli davanti all'improvviso, e solo arrivando vivi alla fine di ogni turno si avrà vinto.

Viene da pensare agli angeli piangenti di Doctor Who, ma le citazioni sembrano tante come la serie di film "Una notte al museo", oltre che l'evocazione di forti atmosfere Kinghiane, proprio quelle del periodo d'oro del Re accennate durante la partita da tanti particolari, come ritagli di giornali e telefonate, e che fanno trapelare un lato oscuro di quella che in apparenza sembra solo una pizzeria, un lato che come nelle migliori storie kinghiane si rifà ad aneddoti del passato, come il morso del 1987, oppure la sparizione di cinque bambini i cui corpi non sono mai stati più ritrovati, o l'avvertimento sul modo anomalo di comportarsi degli animatronics a volte ostile verso gli adulti, un'atmosfera che non viene rovinata da super-spiegoni che ogni cosa chiariscono, anzi niente viene spiegato, restano le schermate stranianti delle telecamere di sicurezza che rimandano alle immagini di una pizzeria nell'ora di chiusura, con tavoli bandierine scritte di auguri e immagini buffe, poi ci sono loro gli animatronics che durante la notte iniziano a muoversi come se cercassero qualcosa o qualcuno, o meglio se gli dessero la caccia, quegli stessi pupazzi che di giorno si muovono e fanno piccoli spettacoli d'intrattenimento tra la folla di adulti e bambini.



Quanto può far paura un grosso orso col dall'aria buffa, una gallina con la scritta "let's eat" un coniglio o altri pupazzi simili?
Poca mentre durante il giorno eseguono il loro numero, tra risate gente e tanti bambini, ma quanta ne farebbero di notte quando iniziano ad animarsi, i loro occhi si spengono i sensori di riconoscimento visivo si attivano come due punti luminosi e, iniziano a spostarsi in modo furtivo da una stanza all'altra ripresi dalle telecamere di sicurezza?




La forza di questo videogame è che riesce con poco a creare una credibile atmosfera angosciante che molto contrasta con lo scenario in cui si svolge l'azione, e tutto sembra un concentrato di King in cui però molto viene lasciato all'immaginazione del videogiocatore.

Verrebbe da chiedersi quali siano le citazioni nascoste, a quale racconto o romanzo si sia rifatto il suo autore sennonché...

Capita che quando si parla di un'opera ci si sostituisca a volte al suo autore e si dica come e perché un qualcosa è stato fatto. 
Arrivano così le influenze lovecraftiane le atmosfere kinghiane e così via in un gioco di rimandi in cui alla fine, niente è originale ma tutto è il riflesso di qualcos'altro, un gioco al cercare la citazione o l'influenza che ormai è presente un po ovunque, basta notare il continuo citarsi addosso di molti film o telefilm, il continuo giocare alla citazione nascosta o palese quasi a voler anche rendere ogni cosa semplice da capire, purché si conosca la giusta etichetta da mettere, così anche questo titolo non sembra diverso, di sicuro c'è una citazione o c'è l'influenza che tutto spiega, e non si tiene conto di altre cose come potrebbe essere il cosiddetto "contesto sociale storico", quella cosa che magari porta a seguire la stessa strada seguita da altri, senza per questo che ci siano influenze dirette o voglia di citare.

Quando per la prima volta mi sono imbattuto in fnaf una delle prime cose che ho pensato è che era grande nella sua idea e semplicità, poi sono partite le analogie e la principale è stata quella di pensare ad una forte atmosfera kinghiana, e il King di alcuni racconti ma sopratutto di IT è stata la prima cosa a cui ho pensato, poi ho continuato la caccia alle citazioni alle influenze finché non sono andato a leggere qualche intervista al suo creatore, Scott Cawthon, e solo allora la percezione di quanto aveva fatto è cambiata.
In alcune sue interviste sono venute fuori delle notizie come la sua religiosità, l'aver sviluppato in passato giochi a carattere cristiano, i suoi momenti alti e bassi e il come ha avuto l'idea di fnaf, e una cosa non c'era, le citazioni.
Non ha citato King, non ha citato classici dell'orrore o film ma solo accennato a quello che si potrebbe definire "il suo personale contesto", gli animatronics nel loro contesto di attrazione nei centri commerciali o nelle pizzerie, perché negli ani 80's 90's c'erano pizzerie con arcade e sopratutto spettacoli di animatronics, e da li viene fnaf e anzi, quella di Scott Cawthon non è neanche la prima "rivisitazione", gli animatronics in funzione perturbante sono stati citati e parodiati più volte ma, di sicuro la sua è però la più riuscita.

da wikipedia. Pizzerie con animatronics ci sono state davvero... 

Quello lo scenario, ma non solo, tutto comincia con una critica ricevuta per un lavoro precedente, una critica dura che porta a pensare che forse è meglio smettere, che forse è meglio fare altro, una critica nella quale si diceva che uno dei personaggi da lui creati sembrava solo un, brutto ed inquietante animatronics.
Poi l'idea.
"Beh posso fare di meglio". 
Ecco come nasce fnaf, non ci sono autori o film dietro, e se non ci sono armi se non c'è spargimento di sangue è perché il suo autore non ama questa concezione dei giochi, e questa è la ragione che differenzia fnaf da altri survival horror, che lo rende originale diverso senza ambientazioni piene di zombie mostri armi sangue oltre che ambientato nel solito "brutto posto".

Cinque notti al freddy è un grande titolo, potenzialmente potrebbe essere una grande idea per un film o per un romanzo anche se forte è il rischio di rovinare l'idea di partenza, in ogni caso è diventato come si dice in questi casi, "virale", non si contano le tante citazioni o parodie presenti sulla rete, mentre fuori dalla rete è pressoché sconosciuto, ma anche questa non è una cosa nuova, in fondo nel “mondo reale” anche lo slenderman è del tutto sconosciuto, comunque se si dovessero trarre delle lezioni, una potrebbe essere che anche nelle critiche più dure e velenose possono esserci dei buoni spunti e idee, la seconda lezione potrebbe essere che anche per una produzione indie ci può essere speranza, e la terza è che a volte si cerca troppo la citazione o l'influenza, si cerca troppo l'etichetta giusta perdendo di vista l'argomento di cui si parla.
E per finire che quando si crea una storia, forse ma forse eh, si dovrebbe iniziare a "citarsi addosso[1]" un po di meno.





We're really quite surprised
We get to see you another night
You should have looked for another job
you should have said to this place good-bye

It's like there's so much more
Maybe you've been in this place before
We remember a face like yours
You seem acquainted with those doors

[The Living Tombstone]

[1]Che ironicamente è una citazione...


7 commenti:

Nick Parisi. ha detto...

Non lo conoscevo, grazie per la segnalazione.

Coriolano ha detto...

In se è solo un piccolo gioco indie, però l'idea è buona, e sulla rete sta a suo modo spopolando.

Glò ha detto...

Non sono una grande giocatrice, ma tu hai presentato fnaf in modo meravigliosamente incuriosente! *__*

In effetti il discorso sulle citazioni è parecchio interessante e vale in molti ambiti (anche in quello che mi è più vicino per passione, la lettura) perché, è vero, a volte a cercare rimandi, somiglianze, ecc. si finisce per perdere il messaggio effettivo o la spontaneità che quell'opera/creazione ha di suo.

Coriolano ha detto...

>Glò
Non ho mai giocato a fnaf, a dire il vero ci sono arrivato per caso, però mi sono rimasto incuriosito dall'interesse generale. Parodie canzoni animazioni insomma fanfic & fanart a non finire, così ho iniziato interessarmi all'argomento e devo ammettere che l'idea di base era interessante e originale, tanto originale da uscire dai confini iniziali per trasformarsi in un meme virale, così ho scritto un primo post ma poi quando ho letto le interviste al suo autore mi sono accorto di una cosa: mi ero messo a caccia della citazione o dell'influenza di questo o quello e avevo perso di vista cosa aveva davvero fatto e cosa c'era dietro.
Quindi si è vero, si finisce per correre dietro le citazioni e si perde tutto il resto come in questo caso, invece poi ci si accorge che non c'era una o più citazioni citazioni o l'influenza della fantascienza o altro, ma che in America le avevano davvero pizzerie con animatronics, e anzi ci sono ancora, e non tanto diverse da quella di fnaf...

Pazzo quotidiano ha detto...

Un gioco di merda, stupido, senza nessun tipo di divertimento. MA QUALE HORROR? ma a chi fa paura? ai bambini? Manco se me lo regalano.

Coriolano ha detto...

>Pazzo quotidiano

Questione di gusti.
Ho virtualmente fatto fuori nemici di ogni tipo, non morti alien lupi mannari insetti giganti quello che ti pare, e con tutti i tipi di armi, fucili motoseghe spade incantesimi pulse rifle, e fnaf è diverso, non è il primo alien, che giocato come marine coloniale era da brividi, non è Clive Barker's Undying, non è Alone in the Dark non è un sacco di altri titoli, però l'idea è buona, ha attirato l'attenzione e generato molto interesse, cosa che per essere un semplice indie non è male, poi come detto è una questione di gusti.
Un videogioco un libro un film o quello che ti pare, non può piacere a tutti, e se a te non piace ok, va bene non è un problema.
Solo una domanda;
si può dire che non piace una cosa senza per questo volerla distruggere almeno a parole?

Michele il menestrello pignolo ha detto...

"Five nights at freddy's" lo conosco, non ci ho giocato ma ho visto lo streaming ed è geniale. Come Coriolano anche io ho ucciso di tutto nel passato, nel presente e nel futuro :D quindi un pochettino di atmosfere che mettono paura nei videogiochi ne capisco e "Five nights at freddy's" assolve a tale compito anche se per poco, perché dopo i primi spaventi la tensione cala vertiginosamente quasi a zero