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domenica 4 gennaio 2015

Mai andati su Marte, sulla Luna chissà: Capricorn One





Capricorn One sembra arrivare in America nel momento giusto, in un tempo dopo la guerra del Vietnam, la controcultura, la contestazione, il Watergate, in cui veniva naturale dubitare di ogni cosa, del potere, della politica, di quello che veniva indicato come il “sistema” e le sue “verità”, premesse che ora rendono quel film con la sua carica di “copirazionismo”, quasi come il tentativo di catturare sul grande schermo le tendenze del periodo, come fosse l'equivalente di un instant book, eppure non è questo il caso, l'idea principale alla base della storia era anteriore, più legata al regista e sceneggiatore del film, colui che aveva immaginato il soggetto.




Peter Hyams, un nome troppe volte dimenticato quando si parla di fantascienza, ci si ricorda di altri nomi più o meno famosi e spesso ci si dimentica di lui, regista e a volte anche sceneggiatore di film come “2010” “Outland” “Relic” e, Capricorn One la cui idea nasce agli esordi della sua carriera, durante il periodo in cui lavorando per la CBS nella realizzazione di documentari, ebbe modo di vedere come agiva la NASA, gli aspetti delle missioni ma sopratutto, il realismo nelle simulazioni effettuate.
Realismo che aveva ed ha un suo perché, quello di non volersi ritrovare impreparati di fronte a qualche imprevisto, il voler rendere ogni procedura il più sicura possibile, e che fa si che ogni simulazione debba essere quanto più simile ad una vera missione spaziale, al punto da sembrare reale, ed è nel notare ciò che Hyams immaginò quello che poteva essere lo spunto per una buona sceneggiatura:
“e se un domani una missione su Marte, fosse tutta una finzione?”
Era una buona idea su cui cominciare a lavorare, nel frattempo Hyams lavorò dapprima per la Televisione e in seguito alla realizzazione del suo primo film, “Busting” (1974), un “poliziesco drammatico”, uno di quelli che nel vederlo si pensa che si sia eccessivamente cinismo, questo se non si sapesse che Hyams seguiva la stessa strada messa nero su bianco da Tom Wolfe nel saggio, “Stalking the Billion-Footed Beast”, riassumibile in:
devi conoscere l'argomento di cui vuoi parlare, e lo devi conoscere bene, poi se vuoi puoi pure ignorarlo, cestinarlo del tutto ma, devi conoscerlo.
Ed è quello che lui fa, s'improvvisa giornalista e va a parlare con i poliziotti, con gli stessi personaggi che “vivono ai margini della legge” e il film che ne esce fuori è molto più vicino alla realtà, di quanto si possa pensare.

Ma intanto l'idea su un falso viaggio su Marte non è stata lasciata cadere, anzi dal 1974 al 1975 inizia a lavorarci sopra in modo da trasformarla in una sceneggiatura, ma intanto rischia perfino di arrivare in ritardo rispetto ad altri film con lo stesso tema, nel 1976 il libro “We Never Went to the Moon" apre il via alle teorie sul complotto lunare, nello stesso anno le prime foto inviate da Marte dalla sonda Viking vengono ritoccate, mostrano un cielo azzurro molto familiare e molto diverso dalla realtà, si dirà poi per non sconcertare il pubblico, di fatto ciò provocherà non poche polemiche.
Insomma l'idea per girare un film simile inizia ad esserci nell'aria, ma dalla sua Hyams ha un grosso vantaggio, il suo approccio già evidenziato nello scrivere e dirigere Busting unito alla sua esperienza nella CBS, che gli ha permesso l'accesso a molti dati della NASA su missioni, piani, progetti tecnici.

Una familiarità con l'ambiente e una conoscenza dell'argomento che gli è di aiuto nel realizzare una sceneggiatura coerente, con una robusta base realistica.

E fantascienza e realismo sono spesso un'accoppiata vincente, almeno per chi sa la differenza tra fantasy e fantascienza, o almeno sa cosa sia la fantascienza.

Buone prospettive, ma c'è un grosso problema, nel 1976 il film Peeper (Fat Chance) da lui diretto, una commedia “noir” uscito con la concorrenza di titoli simili ben più forti, è un tale fallimento che la sua carriera appare già finita, ha degli “script”, uno dei quali è proprio Capricorn One ma, nessuno pare interessato ad “un film di Hyams”, ma quando le cose paiono andare per il peggio c'è una svolta, l'ingresso di un nuovo personaggio che avrà una grande importanza, Paul Lazarus già produttore di film come “West World“ di Crichton

e “Future world“, e che s'interessa al progetto sapendo che forse, c'è qualcuno che potrebbe volerlo realizzare: Lew Grade e la ITC.
Quindi perché non provare?


Così Sir Lew è interessato a finanziare un film la cui idea è un falso viaggio su Marte, con i cattivi che sono quelli della NASA, e implicazioni del governo americano?


La risposta questa volta è affermativa, Lew si dimostra interessato, solo richiede una riscrittura ma il progetto si realizzerà, e con una buona autonomia, beh ecco la ITC sta anche producendo una serie TV fantascientifica, Spazio 1999, così nel caso interesserebbe una collaborazione o dei set “marziani”?
Offerta declinata, questa non è la storia di un vero viaggio su Marte, piuttosto Lazarus cerca di ottenere l'appoggio della NASA ma, la cosa pare inverosimile.
Come potrebbero i “cattivi” della storia, voler collaborare a questo film?
E in simili casi come nel successivo “Incontri ravvicinati del terzo tipo” di Spielberg, non c'è collaborazione quando la NASA o enti fittizi riconducibili ad essa facciano “magre figure”. In ogni caso Lazarus si mette in comunicazione con un suo contatto alla NASA, dalla sua ha la riuscita collaborazione con l'ente nel film Futureworld, pure c'è lo scetticismo dello stesso Hayms il quale si chiede: come verrà considerata la richiesta quando leggeranno lo script?
Ci si aspetta un netto rifiuto, invece arriva in modo del tutto inaspettato il via libera all'appoggio.
Capricorn One verrà realizzato anche grazie al supporto della NASA, e questo si rivela un enorme aiuto.
In seguito Lazarus chiederà dell'imprevista scelta al suo contatto, ottenendo come risposta:

'If it had gone to Washington, you would have been finished, but because we liked working with you on Futureworld, I took it upon myself to give cooperation.'
Notevole...

Così dopo una riscrittura effettuata da Hayms e dallo stesso Lazarus, nel 1977 le riprese possono cominciare, il film che giunge alla fine della realizzazione è un misto tra fantascienza thriller e azione, e tutto pare procedere in modo spedito per l'uscita nelle sale, quando si manifesta un potenziale ostacolo che rischia di far naufragare ogni cosa: l'uscita del film Superman.



Superman (1978) era un film che per cast budget e volontà di portare in modo vincente i supereroi al cinema, mostrava ancor prima di arrivare sul grande schermo delle grandi potenzialità, si differenziava dai film di super eroi del passato in quanto non era pensato "per ragazzi", non considerava più l'immaginario dei supereroi limitato alle sole fasce più giovani ma puntava ad un ampio pubblico, un titolo che oltre azione ed effetti speciali, oltre l'eroe e il suo antagonista, non sarebbe stato privo di tematiche forti, ed è impossibile non ricordare Stan Lee:

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità.
Per Capricorn One ritrovarsi come concorrente quel film sarebbe stato disastroso, ma in modo fortunoso Superman ebbe dei contrattempi ed usci in ritardo, arrivando nelle sale solo nel Dicembre di quel 1978, di fatto lasciando campo libero al film di Hayms e facendone tra i film indipendenti, quello di maggior successo.

Ora che il complottismo, in particolare sulla rete sembra ovunque, è difficile cogliere il senso anticipatorio di rovesciamento della verità di quel film, la cui l'idea parte da quelle scene iniziali, quelle in cui 
mentre le autorità e gli spettatori arrivano per assistere al lancio, gli astronauti che si preparano per la partenza per Marte durante gli ultimi controlli di rito, vengono con loro stupore fatti uscire dalla navicella, il punto in cui la narrazione si spezza e senza l'uso di fastidiosi “split screen”, da una parte mostra coloro che dovevano viaggiare su Marte fatti partire verso una destinazione ignota, senza che nessuno spieghi loro cosa stia accadendo, mentre dall'altra fa vedere i tecnici gli addetti al lancio gli spettatori e tutti i media, che continuano a seguire quella che in realtà non è più una missione spaziale, ma un colossale inganno.
Questo prima di X-files.
Nel seguito della storia sarà un giornalista che a partire da piccoli indizi, e tra mille difficoltà e ostacoli, riuscirà a scoprire e svelare la verità al mondo intero, quasi a citare il Watergate, pure questa non è una storia su buoni e cattivi, non è solo la storia di un falso, di come i media il potere o il “sistema” possano mentire, questo grazie ad un'altra scena chiave in cui il capo della missione, colui che ha organizzato il tutto spiega agli astronauti il perché:
Le missioni spaziali non interessano, c'è gente che protesta perché la loro presenza cancella in TV le repliche dei loro programmi preferiti, c'è gente che si chiede a cosa serva viaggiare nello spazio invece di, occuparsi della fame nel mondo, delle malattie o di problemi più... “concreti”, ci sono politici pronti a seguire la corrente e tagliare ogni futura missione in nome dei bilanci, e c'è una missione che è destinata al fallimento a causa di un difetto imprevisto, e non ci sono margini per una soluzione, si potrebbe rimandare il tutto ma se lo si facesse, sarebbe la scusa che tutti cercano per cancellare questa e tutte le future missioni e allora, cosa fare, chiudere le porte dello spazio, oppure illudere tutti “a fin di bene” che si può fare, che lo si è fatto, e aprire un nuovo futuro?
Così quello che poteva diventare un pesante spiegone si trasforma in una domanda, che aleggia in tutto il film: fin dove si può arrivare pur di salvare una buona causa?

C'è chi ha parlato di B movie, non si capisce in base a cosa, per il periodo o per la mancanza di grandi effetti speciali?
Certo la sceneggiatura ha qualche imprecisione, un po' troppo telefonato appare l'andamento finale ma nel complesso, resta un buon film, se poi si amano le cospirazioni c'è sufficiente materiale per “pensar male”, e nei siti complottisti una citazione a Capricorn One non manca mai, se invece interessa la fantascienza questa è la dimostrazione come essa sia molto più varia, di quanto chi non conosce il genere possa immaginare, e di come spesso nelle sue idee di partenza sia molto più attuale e preveggente di tanti altri generi, nell'immaginare futuri o tendenze possibili, o
ppure se alla fine interessa solo il film e il suo cast, si potrà notare la presenza di O.J.Simpson di un Telly Savalas o di Elliot Gould, e magari soffermarsi sulla colonna sonora di jerry Godsmith.

Da vedere o rivedere, come film di un regista troppe volte dimenticato, di un epoca passata piena di dubbi, come specchio dei timori attuali che ad ogni verità ufficiale, ne affianca una alternativa ignorando le evidenze che spesso sono in piena vista.






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