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mercoledì 24 dicembre 2014

Racconti di fantasmi la vigilia di Natale.





Ci sono usanze che stonano con il comune sentire, ad esempio l'idea di raccontare storie di fantasmi la vigilia di Natale, può apparire bizzarra, così se può andar bene l'esibire tutte le sfumature dei buoni sentimenti fino all'eccesso che sa di zuccheroso falso, se come risposta si accetta il suo rovescio l'ultra-cinismo e la dissacrazione, l'idea di riunirsi per raccontare aneddoti misteriosi che quello, sia anche il momento buono per lasciar spazio al mistero nelle sue tinte più cupe, è una cosa che stona con l'idea di Vigilia natalizia, eppure non è sempre stato così, basta notare come ad esempio nella canzone natalizia "It's the Most Wonderful Time of the Year" di Andy Williams del 1963, c'è un pezzo che dice

There'll be scary ghost stories and tales of the glories of Christmases long, long ago.”

oppure ricordare di M. R. James, tra le altre cose anche scrittore di racconti di fantasmi, e di come era solito raccontarli proprio la vigilia di Natale, e andando un po più lontano si può arrivare a Jerome K. Jerome che scrive

"Whenever five or six English-speaking people meet round a fire on Christmas Eve, they start telling each other ghost stories"
Nothing satisfies us on Christmas Eve but to hear each other tell authentic anecdotes about specters.”

e la stessa TV, la BBC non si faceva problemi a mandare in onda episodi "natalizi" con una serie "A Ghost Story for Christmas ", che negli anni 70's ha proposto episodi in cui i fantasmi e il mistero erano i protagonisti, spesso proprio adattando racconti di MR James.

Non stride un "pochino" con l'idea Natalizia che si ha adesso?


E se si continua, se si arriva al periodo vittoriano, si scopre come per un certo periodo e in un dato paese, l'Inghilterra, raccontare storie di fantasmi la vigilia di Natale non è stata una bizzarria quanto piuttosto la norma, e allora non può mancare la citazione a chi avrebbe dato il via a tutta la tradizione, a Charles Dickens con il canto di natale, con i fantasmi dei natali passato presente e futuro.
Ma ci si potrebbe chiedere se anche prima di lui questa non fosse un'usanza già presente, così se si cerca non mancano citazioni o allusioni qua e là come in "The Sketch Book”[1818] (Washington Irving) prova di come ben prima di Dickens, raccontare storie o aneddoti su spettri e altre creature della notte, fosse una cosa più comune di quel che si possa pensare, e si trova anche un'altra "etichetta", non quella di "storie di fantasmi" quanto piuttosto di "winter stories" o "winter's tale" con le quali pare possibile arrivare perfino a Shakespeare.
Dickens non avrebbe iniziato una moda poi diventata di successo, quanto piuttosto avrebbe unito le "winter stories" alla festività natalizia, una festività che coincide con altre, con lo Yule di tradizione germanica col suo vischio l'albero di natale e l'agrifoglio, con quelle di origine romana, il Sol Invictus e i saturnali, il tempo i cui per gli antichi romani la distanza tra questo e l'altro mondo si assottigliava, permettendo ad altre entità di camminare accanto a loro.
Antiche celebrazioni in un momento dell'anno in cui, con i giorni più brevi e le notti più lunghe, era naturale e scontato il legame col mistero, eppure non si può fare a meno di notare come adesso sia Halloween, il periodo degli spettri e affini, magari dimenticandosi che era anche il periodo dell'anno in cui erano più forti le leggende dei primi colonizzatori d'America.
Forse la tradizione più vera non è quella del 31 Ottobre, ma proprio quella che coincide con la vigilia di Natale, col periodo del solstizio d'inverno, con l'oscurità del giorno più corto dell'anno, e al tempo stesso il momento del passaggio dalle tenebre alla luce, il momento dal quale i giorni aumentano nella loro durata, e la notte regredisce.

La festività natalizia per chi è credente è una delle date più importanti e luminose, e dove c'è molta luce non possono mancare lunghe impenetrabili ombre, così se mai si volesse evitare il solito scontato film zuccheroso, o il suo acido dissacrante scontato opposto, e buttarsi su altri generi magari con spettri e fantasmi assortiti, si potrà farlo senza troppi sensi di colpa, in fondo sarà solo il riprendere un'altra usanza che però, fa sempre parte della tradizione.



6 commenti:

Nick Parisi. ha detto...

Forse il tuo post è ben piú natalizio di molti altri che circolano in rete.
Ciao

Coriolano ha detto...

Solo un piccolo accenno ad altre usanze e tradizioni.

Glò ha detto...

L'esibizione dei buoni sentimenti è ormai abitudine che va oltre il periodo natalizio -_-

Comunque, evviva il Grinch per quanto mi riguarda... anche senza redenzione finale ^_^

Bello il post, come sempre del resto!
Buone giornate e a presto ^^

P.S.: Il captcha mi ha appena richiesto di digitare "Happy Holidays" :P Ahia! XD

Coriolano ha detto...

>Glò
Non sono contro i buoni sentimenti, ma l'eccesso di "zucchero" a buon mercato e di "facciata", mi provoca un "leggero" fastidio.
Allora auguri e in bocca al Grinch.

Nella Crosiglia ha detto...

Grande idea Coriolano, perchè non pensarci prima?
Ogni grande luce ha la sua grande ombra...
Grazie di questi ottimi consigli e un bacio misterioso....

Coriolano ha detto...

>Nella
Grazie ciao.