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martedì 30 dicembre 2014

Di sfere di cristallo, schegge di vetro e inaspettati flop: Damnation Alley.





Uno degli errori che a volte si commette quando si parla del passato, è quello di giudicarlo dal punto di vista del presente, così quando ad esempio si parla di un film libro o altro, a volte si resta sorpresi dalle scelte sbagliate e si danno per scontate quelle giuste, non tenendo conto di quanto sia difficile prevedere non il futuro, ma anche solo un suo accenno possibile.
Tutto appare facile dal presente, eppure anche se in passato in certe occasioni non sono mancati segnali, che pur non dando certezze, almeno suggerivano la scelta migliore, allo stesso tempo non sono mancate situazioni in cui, nonostante prospettive favorevoli, al posto dei risultati sperati si è finiti con con inaspettati fallimenti, e nel caso dei film che hanno fallito nonostante le aspettative favorevoli, c'è n'è uno in particolare che al momento della sua ideazione e realizzazione, era sentito come di sicura riuscita, sia perché riprendeva temi che parevano in quel momento di sicuro interesse, sia perché alle spalle aveva studi cinematografici importanti come la Twenty Century Fox, con un buon budget, e con una robusta idea di partenza basata su un romanzo di Roger Zelazny. 

Damnation Alley (1977).

Per cominciare si potrebbe dire che tra tutti i romanzi di Zelazny, quello è forse uno dei suoi meno riusciti, un buon racconto dilatato fino a diventare un discreto romanzo, ma forse la critica maggiore potrebbe essere la sua scarsa originalità il suo essere fin troppo scontato, del resto appare a prima vista come uno dei tanti romanzi a tema post-apocalittico/atomico, con tutto quello che ci si può aspettare da un libro simile dei primi anni 70's, deserti radiazioni predoni & mutanti, e si potrebbe aggiungere che di Zelazny si poteva scegliere altro, magari quel “Creature della luce e delle tenebre” molto più originale e molto meno lineare di Damnation Alley, così alla fine giudicando dal presente, vien quasi da chiedersi perché non si sia tentata la scelta più originale, eppure allora, quella era "sulla carta" la scelta migliore, basta dare una rapida occhiata alla trama per ritrovare temi come:
Una lontana città isolata in mezzo al nulla in pericolo, un virus mortale, una spedizione di soccorso che deve viaggiare attraverso quel che resta di un'America post-atomica pieno di pericoli mortali.

C'è una storia lo sfondo la variazione di un tema che dal “Pianeta delle scimmie” fino alla “Fuga di Logan”, uscito nel 1976 proprio l'anno di realizzazione dello stesso Damnation Alley, era familiare ma sopratutto veniva apprezzato dagli spettatori, insomma il giusto tipo di fantascienza che sembrava piacere, nel quale erano presenti le stesse dinamiche dei film catastrofici che molto andavano di moda al momento, dalla gestione dei personaggi fino agli eventi, come l'inclinazione dell'asse terrestre tempeste e, inondazioni varie.
Invece con "Creature della luce e dell'oscurità” la situazione era diversa, la storia di un universo in cui magia e tecnologia convivono, di una narrazione spostata nel nostro futuro e con legami col nostro tempo e mondo, una storia in cui sono presenti gli Dei egizi, ci sono le Case della vita e della morte guidate da Horus e Anubis, ci sono gli Angeli, una strega scarlatta, un uomo senza nome a cui il Dio della morte ne concede uno battezzandolo in suo nome, c'è poi il Generale d'Acciaio l'eroe di tante cause molte delle quali ormai dimenticate da tempo, poi scontri combattimenti in cui sono presenti balzi temporali, maestri della fuga e...



Due idee diverse, ma in quella metà dei 70's dovendo scegliere quella valida, dove per "valida" significa “incassare” e non andare in perdita, tra uno spunto post-apocalittico con venature catastrofiche, che tanto pareva andare di moda sul momento, e invece un intreccio di magia tecnologia antichi Dei Egizi e tutto il resto, la scelta appariva scontata, e ad essere sincero non credo che "Creature delle luce e della notte" abbia avuto neanche un minimo di considerazione come possibile idea per un film.
La strada era segnata, e pareva giusta, così le riprese iniziarono nel Luglio del 1976, e per la regia ci si rivolse ad un regista di successo, Jack Smight, il quale non a caso era anche stato il regista di Airport 1975, insomma si puntava sul sicuro dando la regia ad un veterano del genere, pure da subito cominciarono i problemi.
Il primo, e neanche il più grave, era l'adattamento.
Se la prima sceneggiatura era stata più fedele al romanzo, nella sua seconda versione definitiva se ne discostava del tutto, al punto che lo stesso Zelazny fermo al primo adattamento, rimase non poco sorpreso alla visione del film, e non in senso positivo.

Niente carovana di soccorso verso una città isolata in mezzo a deserti radioattivi, niente virus e niente vaccini da far arrivare in tempo, nella seconda versione si comincia dal giorno della guerra e ci si sposta a qualche anno dopo, i protagonisti sono ex militari di una base missilistica che si recano verso l'unico segnale radio esistente, un viaggio durante il quale ci sono imprevisti pericoli e perdite, ma anche sopravvissuti che si uniscono nel disperato viaggio verso quell'unico segno di vita.
Si è passati dalla missione di soccorso, una situazione “normale in un mondo non più normale”, al cliché della ricerca del “santuario”.
Ma il cambiamento più grande è un altro, Hell Tanner non c'era più.
Hell era il protagonista del romanzo, per certi versi Hell era la controparte umana del mondo di Damnation Alley, almeno nella visione di Zelazny.
Assassino, spacciatore, truffatore, pappone... Hell Tarner il nemico pubblico, il prigioniero a cui, controvoglia, viene promessa la grazia se aiuterà il convoglio di mezzi a portare i medicinali a destinazione in tempo, Hell il biker infernale tanto simile ad un Hell Angel post atomico, l'unico in grado di dare una speranza di successo a quella che sembra una missione suicida ma, nell'adattamento definitivo Hell non c'è, al suo posto c'è un anonimo Jake(?) Tanner, ex militare, anche lui a volte biker spericolato ma, lontanissimo da
quello che era Hell.
Insomma variazioni nette ma in teoria ancora in linea con i presunti gusti del momento, anzi con Hell si tagliava un personaggio che poteva risultare "scomodo" e non solo, ci si avvicinava più alla componente catastrofica che a quella fantascientifica, del resto qualcuno si ricorda il nome di un personaggio di un film a tema catastrofico?
Ci si ricorda gli attori, ma nessun personaggio resta impresso, e non a caso, come detto il protagonista è l'evento.
Ma se l'adattamento non si dimostrò facile, i problemi più gravi furono quelli relativi alla resa degli effetti speciali, e per un film di fantascienza quello era un ENORME problema.
Si può realizzare fantascienza con pochi effetti speciali, volendo anche facendone a meno, ma dipende da cosa si vuole raccontare e nel caso di Damnation Alley c'era il bisogno di più, del semplice sfondo del deserto del Mojave, si doveva almeno rendere l'idea di un mondo post-atomico pieno di pericoli, ma che fossero scorpioni da “ingigantire” o altro, il rendimento visivo era molto inferiore alle aspettative, questo nonostante la disponibilità di un buon budget.
C'è da dire che la decisione della Twenty Century Fox di smantellare il proprio settore "effetti visivi", non aiutava, ma mentre qualcun'altro con lo stesso problema, fondava la Industrial Light & Magic per ovviare al problema, in Damnation alley invece si decise di procedere in modo "diverso", evidenziando un qualcosa che c'era sia nel romanzo che nel film, ed era il “landmaster”, il mezzo futuristico simile ad un incrocio tra un carrarmato e un camion, di cui ne fu costruito un esemplare funzionante e l'effetto del mezzo fu tale da far decidere di includerlo in più scene, ma oltre alla riuscita scenica c'era la più concreta motivazione di coprire la scarsa presenza ed efficacia degli altri effetti speciali, e sempre per la stessa ragione si decise di aggiungere dei “cieli radioattivi" in fase di post produzione, operazioni che provocarono un grosso ritardo di mesi all'uscita del film.
Contrattempi ma nonostante tutto il film sembrava ancora avere dei buoni margini, sennonché la Twenty Century Fox aveva un secondo film di fantascienza in programmazione, un film dalle minori aspettative, ma la cui uscita avvenuta con qualche mese d'anticipo, cambiò ogni cosa, e ironia della sorte, il regista era lo stesso fondatore della Industrial Light & Magic, George Lucas.

Seconda volta che lo cito, eppure non parlerò di Guerre stellari, questo non è un post sui vincenti, ma sui perdenti.

Dopo l'uscita di Guerre stellari i produttori si trovarono con un enorme imprevisto successo, e con un ex film di "sicuro successo" di cui forse, non si sapeva più cosa farsene, così mentre dilagava una vera e propria Starwars mania, mentre iniziavano ad uscire i gadget più disparati su Han Solo La principessa Leila o Luke Skywalker, mentre c'era chi faceva la fila per vedere e rivedere più volte il film di Lucas, tra l'indifferenza generale qualche mese dopo usci anche Damnation Alley.





In quel momento la presenza di un credibile Hell Tarner avrebbe potuto salvare qualcosa, invece il film che arrivava nelle sale per uscirne rapidamente, appariva ai potenziali spettatori solo come uno dei tanti film a tema post-apocalittico, neanche migliore di film simili più vecchi come ad esempio “On the beach” che almeno da parte loro avevano una patina di “classico”, così il “successo sicuro” finiva per essere solo un film "già vecchio" alla sua uscita, che si ritrovava alla fine a venir trasmesso in coppia con altri film come un B movie low cost degli anni 50's, a volte perfino in coppia con Wizards film di animazione sempre a tema post-atomico, che però aveva successo e si dimostrava molto più efficace e interessante con quel suo rompere gli schemi e intrecciare, magia & tecnologia...



Ora viene da chiedersi:
qualcuno ha mai visto Damnation Alley, o ne ha mai sentito parlare?

Vien da chiederselo, non è menzionato tra i flop, viene ignorato tra i post apocalittici, viene escluso dalle liste di film brutti, davvero qualcuno l'ha mai visto?
A rivederlo adesso, quel che resta è un film con una struttura ad episodi che s'incastrano tra loro, si parte come un nukeporn e si trasforma in un Road movie tra predoni ed insetti mutanti, il tutto strutturato in stile catastrofico, così non mancano eventi come inondazioni o lo stesso spostamento dell'asse terrestre, e non manca il “Lieto fine”, che però suona molto fasullo, con la scoperta del “santuario” che questa volta esiste, in un finale pieno di tanta sbandierata speranza da risultare poco convincente.
Film non perfetto e neanche memorabile, datato alla sua uscita e ancor più adesso in cui a spiccare sono quei cieli “radioattivi” che fanno solo strano, anzi strambo, i suoi poco credibili insetti mutanti, poi appena il tempo di notare il futuro Hannibal Smith dell'A-Team, o ammettere che il Landmaster ha in effetti il suo fascino, per poi alla fine chiudere la pratica Damnation Alley.



Adesso pare assurdo che ci si sia buttati su un film del genere, uno guarda l'anno vede la presenza del film di Lucas e subito si chiede:
-Ma come hanno fatto a fare una simile scelta? Non era ovvio che...-

Beh è sempre facile predire un futuro “passato”, meno uno che deve ancora realizzarsi nel qual caso, c'è sempre un certo rischio.


Chi guarda troppo la sfera di cristallo, deve esserne pronto a mangiarne le schegge di vetro.

Beh non proprio finito nell'oblio del tutto, in un certo senso quel film un grosso segno l'ha lasciato, ma non al cinema...


5 commenti:

Obsidian M ha detto...

Star Wars è un film che ha anticipato di 20 ani i suoi tempi. Improvvisamente ha cancellato, in un solo colpo, decenni di (tutto sommato) buona fantascienza cinematografica,
A giudicare dalle immagini che hai postato qui questo "Damnation Alley" non doveva essere malaccio...

Nick Parisi. ha detto...

Io ho avuto modo di vederlo...un tempo Rai3 lo replicava spesso, sopratutto in orari notturni, il film è rimasto celebre specialmente per la presenza dell'ex Star George Peppard in uno dei suoi ultimi ruoli di rilievo prima della sua resurrezione professionale i "A-Team".
Non era male come film ma finì sommerso dall'eccessiva concorrenza di molti altri film.

Coriolano ha detto...

>Obsidian
Malaccio? Se ti piace il genere post-atomico ti piacerà anche il film, pur con tutti i suoi (tanti) difetti, da appassionato del genere ho trovato il film piacevole, e l'ho perfino rivisto questi giorni grazie a youtube, se vuoi vederlo ti basta andare lì e digitare "Damnation Alley", lo troverai completo l'unica limitazione è la lingua, solo inglese ma alla fine "Who cares?"
Sbaglio o c'è una sottile nota polemica verso Guerre Stellari? La cosa è interessante, di solito quel film riceve solo grandi "applausi", quindi se così fosse sarei curioso del perchè.

>Nick
Mi ricordo molti film interessanti su Rai 3 specie di notte, tempi migliori anche in tv, comunque noleggiato e visto per la prima volta come VHS qualche vita fa e male non era. E' ancora piacevole ma è anche pieno di difetti e irritante, tanto, ma non per quello che è, ma per quello che avrebbe potuto essere, poi la scelta di eliminare Hell non è stata geniale. Nel romanzo almeno ti resta il protagonista, il contrasto tra quello che lui è stato e quello che lui fa, e che fa senza neanche crederci davvero, senza che forse poi cambi davvero qualcosa dopo, ma che pure nonostante tutto porta a termine, nel film uno simile avrebbe fatto comodo.
Senza Star wars e senza cambiamento dei gusti forse sarebbe andato come previsto, ma che si poteva fare meglio se non come efftti speciali almeno come "forza evocativa", beh si poteva fare e non serviva molto, ad esempio nel pianeta delle scimmie basta e avanza mezza statua della libertà a fine film.

Nella Crosiglia ha detto...

Ma sai Coriolano mio, che dopo aver letto e riletto il tuo post come qualcosa di dejà vu, io penso di averlo visto questo film, ricordando però solo l'attore , pensa un po' ,pensa un pochino cosa mi è rimasto allora del tutto..
Ma mi hai incuriosito non poco e lo riandrò a cercare....
Ti lascio un grande abbraccio e tanta felicità!|

Coriolano ha detto...

>Nella
Anche a me dopo la prima visione rimase impresso il solo George Peppard, beh c'erano quei cieli strani il super-mezzo e altre cose ma, l'Hannibal dell'A-Team era la cosa che mi più di tutte mi veniva in mente.
E' un po come per tutte le prime visioni, o letture e ascolti, si rimane presi da questo o quel dettaglio e, non si nota nient'altro.