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lunedì 4 agosto 2014

TG notizie tappabuchi e linee editoriali.









E così capita che a fine telegiornale, nell'angolo notizie curiose e/o tappabuchi, si parli di un programma per i più piccoli che viene trasposto in film, e da come se ne parla sembra sia Peppa Pig così per un attimo si accende la curiosità, come accidenti si può fare un film del genere? Il tempo di restare perplessi ed ecco che si precisa che invece si parla di Lupin 3, e subito parte il servizio nel quale si parla di animé(?) si usa e abusa dello stereotipo sui giapponesi copioni, e si tira in ballo la Turandot come dire se vogliamo gli rendiamo il pan per focaccia(?!), poi si mostra qualche immagine del futuro Lupin 3 alternandolo alle immagini della serie francese del 1971.
Mah strano mi ricordo di Lupin 3 dalla notte dei tempi e di come non fosse già allora etichettatile "per piccini", poi in seguito spinto dalla curiosità ho avuto modo di capire come l'animazione e i fumetti, anime e manga, siano percepiti in modo diverso in Giappone, quasi un mezzo come un altro per creare storie, mentre da noi il tutto viene considerato come una cosa solo "per bambini", o in modo spregiativo per brufolosi nerd o bamboccioni di mezz'età, u
n giudizio netto senza appello in cui c'è disprezzo e derisione, e in casi simili è inutile citare esempi del passato, come "Minivip" "Heavy metal" "Fritz the cat" o tanti altri che mostrano come non ci siano queste distinzioni così nette e assolute, come anche con delle immagini colorate si possa fare qualcosa di più complesso del solo intrattenimento per i più piccoli.





















Quanto al copiare (però quanto siamo permalosi quando usano gli stereotipi con noi) mi viene da ricordare quando anche in Italia si prendeva spunto da idee altrui, e a volte anche un po' più di un semplice spunto, basta dire che in Italia si è copiato re-immaginato e re-inventato il genere western miscelandolo con generi all'apparenza lontanissimi.
Non c'era bisogno di tirare in ballo la Turandot, bastava ricordare che Sergio Leone si “rifece” a “La sfida del samurai” di Akira Kurosawa
Un ronin senza nome arriva in una piccola cittadina stranamente silenziosa e senza vita. Alloggiatosi nella locanda, viene a sapere dall'oste che in città, dove regnano l'omertà e corruzione più sfrenate, è da tempo in corso una guerra logorante tra due potenti yakuza, Seibei e Ushitora, e decide di fare qualcosa per mettere fine a questa situazione di caos; tuttavia, sapendo di non potere niente contro gli eserciti di tagliagole e mercenari che Seibei e Ushitora hanno raccolto attorno a sé, capisce che la cosa migliore da fare è spingere i due capi a uno scontro diretto che li finisca entrambi.

Creando “Per un pugno di dollari”, e iniziando il genere dei "spaghetti western", e riuscendo a farsi apprezzare perfino da chi il far west lo ha avuto come immaginario storico di casa, eppure alla fine questi giudizi sparsi alla fine di un TG non meriterebbero tanta attenzione se non fosse per quello che lasciano trapelare in modo indiretto, bisogna partire dal fatto che in un TG le notizie non vengano date preparate trovate supervisionate da una sola persona, ci si riunisce si vede quali dare si studia una scaletta, e allora possibile che nessun giornalista redattore o come altro si chiama, non si sia messo a ridere nel sentire come veniva costruita la notizia e il taglio scelto? Basta pensarci un attimo, si parlava di un manga e anime molto noto, usato anche in tempi non lontani sia pure in modo indiretto all'uscita della nuova fiat 500, di un qualcosa che è stato replicato più più e più volte, e allora possibile che nessuno abbia detto

“Diamogli un taglio diverso che non parliamo di un cartone animato per bambini di sei anni”

Davvero nessuno ha sorriso o fatto notare la cosa? A quanto pare no, anzi il servizio seguente ha perfino rincarato la dose, come se nessuno avesse mai sentito parlare di anime o manga, come se si fosse ancora fermi a quello che si diceva nei TG di 30 anni fa. Ammetto che di solito i TG mi irritano, invece questo mi ha messo a disagio, per un attimo mi è sembrato di tornare indietro di molti anni all'epoca della Goldrake-mania, sorpresa stupore dibattiti e tanti luoghi comuni il tutto oltre vagonate di stereotipi (e se mi si consente il francesismo, cazzate), eppure da allora sono passati taaanti anni, così come è possibile che tra chi ha curato ideato scritto preparato e supervisionato il servizio, par quasi che nessuno di loro abbia mai avuto a che fare con l'infinita programmazione di anime e manga che pure c'è stata? Poi possibile che si siano usate quasi le stesse parole che si usavano anni fa come se niente fosse cambiato? Non credo in tanta smemoratezza, piuttosto vien da pensare che la notizia e relativo servizio sia stato fatto seguendo la “linea editoriale del TG”, e a quanto pare per certi argomenti (solo quelli?) essa è un “pochino" ferma al 1978, come in fondo lo sono tante altre cose.


Così può capitare che nel 2014 per un istante un TG riporti indietro nel 1978 e, no per niente la cosa non è divertente, anzi è molto più inquietante di quel che sembra.



2 commenti:

Nella Crosiglia ha detto...

Gran bel post mio caro Coriolano , dove tute le cose sono state messe in chiaro e recepite benissimo..
Ti dò ragione da vendere, spesso ci limitiamo solo ad una sfacettatura dell'argomento , mentre le cose più importanti vengono trascurate.
Mi sembra tu sia iscritto al blog o sbaglio ?
In caso contrario ci terrei moltissimo..chiedo troppo?
Un abbraccio forte!
http://rockmusicspace.blogspot.it/

Coriolano ha detto...

Mi sono già iscritto. ;)