Pagine

venerdì 22 agosto 2014

Del bene, dei suoi guerrieri, del sonno della ragione.











Nel 1975 esce un film d'azione fantascientifico e satirico, Death race 2000. La trama è semplice, un'America alternativa con uno stato dittatoriale retto da un presidente a vita e una nazione che sfoga le proprie inquietudini rabbie paure, nell'assistere ad una folle gara da costa a costa in cui niente è proibito, e dove la vittoria si ottiene anche investendo più pedoni possibile il tutto riportato da media onnipresenti e osannanti.
Il film prodotto da Roger Corman con David Carradine e un Sylvester Stallone non ancora Rocky ottenne poco come incassi ma allo stesso tempo diventò un film di culto, e come film è ruvido come tanti altri dei 70s, piacevole da vedere col suo splatter molto farsesco, godibile nella sua cattiveria e il suo humor nero.

Ora 2014 sarebbe possibile fare un film del genere destinandolo non ad un circuito underground ma come titolo prodotto e realizzato da una grande Major?

Credo che sia difficile, se anche lo si facesse lo si dovrebbe stravolgere del tutto per poterlo rendere "accettabile", non tanto ai possibili spettatori quanto piuttosto per coloro che il film neanche lo vedrebbero.
Si potrebbe pensare il contrario, che in fondo come era allora si tratterebbe solo di finzione di un baraccone privo della volontà di offendere qualcuno, una pagliacciata fatto di tanta azione un po di sugo di pomodoro sparso e basta, solo finzione, e invece sarebbe difficile da riproporre, questo perché si è arrivati ad un punto in cui la stessa finzione è sempre a rischio di essere additata come cattiva maestra, e sempre più spesso lo si fa non in nome di ideali idee o principi, ma in modo più sottile ed efficace richiamandosi ai diritti delle vittime, e in loro nome ogni cosa è soppesata misurata e a rischio polemica, nella fiction come in ogni ragionamento idea discussione.
Tutto è soggetto ad una strisciante censura preventiva o a ostracismo in seguito, perché qualcuno anche senza volerlo, si potrebbe sentire offeso o chiamato in causa.



Politically correct, un'idea un modo di pensare di rapportarsi verso gli altri di per se non sbagliato se fosse nella sua forma "passiva" base ragionata di
non offendere volontariamente gli altri”
così potrebbe essere un modo per aiutare a regolare al meglio le relazioni tra persone gruppi categorie, un punto da cui partire per meglio capirsi parlarsi e scambiare idee e avvicinarsi, invece quella che è presente è la sua idea "attiva", quella che come assioma ha che il male è ovunque e va cercato ed estirpato, quella che agisce d'impulso che non ragiona, quella che in un testo estrapola parti alla costante ricerca del male e dei suoi portatori sani, e che niente per quanto involontario o equivocato deve essere tollerato.
In un certo qual senso l'idea di neolingua orwelliana si rispecchia in pieno nell'idea "attiva" del politicamente corretto, con l'invenzione di nuovi termini per sostituirne altri considerati offensivi o evitando temi "controversi" di cui è bene non parlare a prescindere per evitare problemi, temi per i quali al limite è permesso anzi è obbligatorio l'uso di lunghi giri di parole o luoghi comuni che vanno più e più volte evidenziati, al fine d'evitare fraintendimenti ed accuse.
Tornando all'idea di memi tanto cara a David Brin, si potrebbe definire il meme del politicamente corretto come un virus dannoso e paradossale in quanto la sua idea di partenza potrebbe essere buona, e invece viene stravolta estremizzata e trasformata in altro, in un meccanismo pavloviano che induce a non ragionare nelle varie situazioni ma solo creare gruppi contro il colpevole di turno senza mai entrare nella sostanza, senza mai chiedersi neanche il perché.
Certo c'è l'hate speech, certo ci sono offese e chi si compiace di offendere, c'è chi è rimasto al medioevo e chi all'età della pietra, ma il politically correct nella sua forma "attiva" come chiusura mentale, cecità ai problemi, ottusità, incapacità di ragionare, conformismo, sempre sospettoso malfidato diffidente e alla perenne ricerca di nuovi colpevoli nemici da additare colpire e rieducare, non è una soluzione, è un problema, e a volte in modo paradossale le stesse vittime che dice di voler tutelare si devono adeguare ad un ruolo ed un pensiero unico prestabilito dal quale è vietato deviare, pena l'essere considerate esse stesse complici o soggetti che in fondo se la sono cercata, che quindi non meritano ascolto, ma solo isolamento e che non di rado ricevono odio come “condanna meritata”.
Un virus memetico, molto efficace nel nascondersi dietro alti principi ma che è apportatore di un conformismo di facciata che di fatto lascia inalterata la sostanza di ogni problema, spesso nascondendolo e peggiorandolo senza mai offrire soluzioni ma solo condanne morali. Una forma mentale fatta di sospetto e interpretazioni diffidenti su ogni aspetto della vita, che ignora le parole preferendo il chiedersi “chi parla” per dare un giudizio, un atteggiamento che esso stesso aumenta a dismisura la possibilità di cattive interpretazioni equivoci e che anziché diminuire, aumenta gli attriti che vorrebbe stemperare, e che agisce in modo molto simile ai due minuti dell'odio, così basta la presenza di parole chiave in testi o discorsi per attirare da subito attenzioni da parte di chi si è auto-nominato giudice il quale non cerca di comprendere ma va solo alla ricerca di possibili estremi di colpa, e nel farlo si ha fretta perché perdere tempo non è possibile quando il male è ovunque, quando si ha l'obbligo di agire, il dovere morale di far sentire il proprio sdegno la propria indignazione.
E ragionare allora è impossibile, ogni tentativo s'infrange contro un muro fatto di parole dietro le quali si nasconde un
sei dei nostri o sei dei loro”
sta con noi o stai contro di noi”
con buona pace delle sfumature riflessioni e contesti storici.

E per finire quando il "bene" occupa tutti i posti "giusti", poi non bisogna meravigliarsi se in tanti sbagliando alla fine non trovino di meglio che fare il contrario, perché... 

Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati.


E tutto ciò è molto funzionale per chi ha bisogno di una guida, ma sopratutto, è molto funzionale per chi vuole guidare ed indirizzare “nella giusta direzione”.



Nessun commento: