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venerdì 30 maggio 2014

Da Dorking a Woking, il genere d'invasione.




Quando si segue un film o un libro a tema invasioni aliene, non si può fare a meno di notare quanto sia a volte “militaristico marziale” il modo di raccontare il tutto, quasi fosse il resoconto di una guerra o una battaglia del passato.
Gli invasori venuti dallo spazio, che poi lontano o vicino non importa essi sono solo il nemico, del resto questo tipo di fantascienza deriva in modo diretto da un genere ucronico, quello “d'invasione” [Invasion literature] a cui lo stesso romanzo “La guerra dei mondi” di Wells forse il capostipite di tutte le invasioni, si è ispirato, e il genere d'invasione fin dalla sua nascita non ha avuto come scopo principale quello d'intrattenere, quanto piuttosto quello di avvertire l'opinione pubblica, o meglio i suoi vertici, sui rischi futuri di una possibile guerra contro nemici reali, e non proponendo soluzioni pacifiche per scongiurarla ma suggerendo cosa fare o non fare per evitare la sconfitta e, vincere.


Si parla di un genere che nasce quando l'idea, o meme principale, non è in caso di conflitto la ricerca di una soluzione di compromesso ma di vincere, un tempo in cui il concetto di nazione territorio patria era un credo molto forte non attenuato da altre ideologie, e un luogo, l'Inghilterra, nel quale l'idea d'invasione aveva un significato del tutto diverso da altre nazioni.
Subite poche ma tali da stravolgere la struttura sociale, sventate altre, separata dal resto del continente dal mare, l'idea di essere invasi suscitava molte sensazioni, tra cui timore incredulità oltre che una certa fascinazione dell'apocalisse, cosa che altre nazioni con confini terrestri, più e più volte cambiati nella storia non potevano avere.
Un tempo, un luogo, e un genere che non nasce per caso, e l'evento scatenante è la guerra franco prussiana, il dopo, quando è forte l'impressione per l'accaduto, l'inattesa e rapida sconfitta francese il cui esercito veniva considerato tra i migliori, la sua entità di Debacle[1] totale, i suoi strascichi con la comune di Parigi le perdite territoriali il senso di umiliazione e voglia di rivincita [revanscismo] di un intera nazione, poi la sorpresa nei confronti dei vincitori, il timore verso la forza militare mostrata, la loro organizzazione e sopratutto il loro avanzamento tecnologico in campo militare[2].

E da quel 1871 che inizia ufficialmente il genere, con il racconto “The battle of Dorking”.


Niente marziani, niente alieni, in esso s'immagina come l'Inghilterra venga dapprima invasa e poi sconfitta da una non menzionata potenza straniera, si raccontano le ragioni della sconfitta attraverso gli eventi principali, poi il dopo, con una Gran Bretagna ormai ridotta ad una provincia della nazione vincitrice, un dopo in cui l'impero è dissolto e ormai solo un lontano ricordo. E il modo di raccontare la narrazione degli eventi, come per altre opere simili, è al passato. Quello che viene narrato è già successo, sono i ricordi di chi ha vissuto quel periodo, ma allo stesso tempo è un avvertimento ai lettori del 1871 sul cosa evitare per evitare che tutto accada, e The Battle of Dorking come molte altre opere del genere d'invasione in seguito, alla sua uscita era un "manifesto" sul cosa evitare migliorare cambiare fare nel caso di una possibile guerra futura, già immaginando un futuro scontro con una nazione che tra le righe del racconto, pur se non nominata, è proprio la Prussia.

Un racconto per la gente, ma sopratutto per chi nel governo inglese aveva la possibilità di cambiare le cose, e non è un caso che il suo autore [o coautore] George Tomkyns Chesney fosse un militare di alto grado dell'esercito inglese, non è caso raro che molte opere di quel genere siano scritte da “addetti ai lavori” che cercano di mettere in guardia su sviluppi tecnologie o strategie di un potenziale nemico di turno.

Così con quel racconto che avrà un forte impatto e molte variazioni, inizia in modo ufficiale un genere che sarà molto presente in seguito 



prima tra e dopo le due guerre mondiali, genere in cui il tema è quello dell'invasione-guerra, racconti romanzi poi film in cui s'intravvede sempre una guerra futura un'invasione o piani segreti di nemici, decisi ben organizzati e sopratutto, tecnologicamente più evoluti, solo per citarne alcuni recenti si può arrivare a "la terza guerra mondiale" John Hackett[3], oppure "Fenice rossa" Larry Bond o anche "Uragano rosso" Tom Clancy, ma su tutti impossibile non citare il film "Alba Rossa" [1984], che per la sua natura di ucronia e avvertimento sui rischi di una possibile invasione della stessa America, appartiene in pieno al genere, perché uno dei principali compiti del genere era ed è quello di avvertire, mettere in guardia su potenziali nemici, solo con Wells si è presa una deviazione più fantascientifica, anche se in seguito lo stesso Wells scriverà un romanzo più conforme al canone originale con "La guerra nell'aria" [1908] non più con marziani ma con nazioni in lotta tra loro, e che usano gli ultimi ritrovati in fatto di aviazione, ma nel caso di Wells è a lui e alla sua guerra dei mondi che si deve la svolta verso la fantascienza più pura. 
Wells scrive il suo romanzo nel 1998, in esso c'è lo schema classico di molte altre storie di fantascienza future che si basa sulle invasioni aliene, in questo caso i marziani, c'è l'arrivo imprevisto della loro forza d'invasione, il loro essere in apparenza inarrestabili, c'è sopratutto il divario tecnologico tra terrestri e invasori tutto a vantaggio di questi ultimi, e poi a citare in modo diretto c'è il punto in cui comincia l'invasione, Woking che è poco distante da Dorking, entrambi nel Surrey. 
Se si fa caso, ancora adesso molti film con lo stesso tema si basano su questo stesso schema, eppure questo è anche lo stesso schema che viene usato nella battaglia di Dorking, anche in quel caso gli invasori si dimostrano tecnologicamente superiori, decisi, inarrestabili, niente pare ostacolarli ogni difesa per quanto ostinata viene spazzata via, tutti tratti comuni al genere, dall'elemento “nemici tecnologicamente più avanzati”, alle immancabili battaglie disperate, passando alle sconfitte disastrose iniziali, così quasi si potrebbe dire che quando si vedono o leggono fiction su alieni invasori, un po sia come tornare indietro nel tempo in quel 1871 dalle parti di Dorking.

C'è un racconto italiano all'incirca dello stesso periodo [4], in cui il non aver rafforzato la flotta porta ad una sconfitta totale, ebbene per quanto si parli di normali navi, basta poco per accorgersi quanta somiglianza ci sia con storie su invasori alieni, e in quel caso la descrizione della flotta nemica che arriva inaspettata[5], viene fatta immaginando navi che appaiono improvvisamente all'orizzonte come enormi, impressionanti, innovative, terribili e allo stesso tempo affascinanti e per un attimo, si ha la sensazione che quelle siano le astronavi di una qualche invasione aliena.







[1]Dal romanzo di Emile Zola, che parla proprio della sconfitta francese.
[2]A dire il vero ad innovazione anche i francesi non erano da meno con la mitragliatrice, che fu però, mal utilizzata.
[3]John Hackett, militare e tra l'altro che era stato comandante del Gruppo Armate Nord della Nato.
[4]Letto e adire il vero riletto, e facente parte di una raccolta di ucronie ma, non ricordo autore o titolo. Tocca fidarsi del blogger...
[5]Una sorpresa, niente Prussia, in questo caso ricordando la storia del periodo, Francia.


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