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domenica 23 febbraio 2014

Di bivi anticipazioni Space Opera e Allen Steele




2001 un anno importante, di bivi, il momento in cui un tempo possibile ha inizio ed un altro si fa da parte.
In quell'anno i fatti del 11 Settembre hanno di fatto prendere una direzione alla storia che forse altrimenti sarebbe stata diversa. Ad esempio quello di viaggiare nello spazio, una delle previsioni/anticipazioni classiche della fantascienza, l'immaginare di lasciare questo pianeta, di viaggiare tra stelle lontane, in esso c'è il ricordo di quanto è stato, dei viaggi per mare delle esplorazioni delle grandi migrazioni degli incontri scontri tra culture diverse, della sfida all'ignoto.
Astronavi come velieri che anziché viaggiare su mari sconosciuti si avventurano nel vuoto degli spazi interstellari, nuovi pianeti come terre lontane, il mito della nuova frontiera, tutto quello che è parte del genere chiamato Space Opera.
Ma se fino 2001 questa poteva essere una strada possibile nel medio/lungo tempo a partire dal viaggio su Marte, dopo tutto è cambiato e allo stesso tempo è diventato indefinito nei contorni e nelle prospettive, come nella stessa immaginazione. Tutto l'immaginario fatto di sogni e timori si è ristretto al proprio "orticello di casa", ci si è scoperti vulnerabili e le minacce interne si sono dimostrate più importanti dell'ignoto, nello stesso tempo in nome della sicurezza e della prevenzione si è scesi dalle astronavi è ci si è avvicinati ad un tempo più simile a quello di Orwell, che a quello di un Clarke.
Sicurezza e prevenzione: la parola d'ordine che inizia il nuovo millennio.
Immaginario bloccato, così nel cinema o in TV gli orizzonti si sono ristretti, ci si affida a vecchie idee, si creano mondi alternativi della Terra, ovunque si cerca un pericolo interno e tutto è un rinchiudersi in se stessi con gli zombie i mostri e i misteri di casa che suggeriscono che viaggiare è inutile quando è dentro di sé, tra le mura di casa che si cela l'ignoto.
Non fosse accaduto nulla nel 2001 forse la storia avrebbe preso un'altra direzione, forse, oppure tutto quello che è accaduto sarebbe stato solo rimandato di qualche anno, ma a questa domanda ci vorrebbero le conoscenze di un Hari Seldom per rispondere.
Hari Seldom... Fondazione, space opera, futuri possibili, viaggio, dittature un nodo di svolta.
Aprile 2001 ad una sottocommissione su Spazio e Aeronautica della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, lo scrittore di fantascienza Allen Steele parla di spazio viaggi e 21° secolo.
Si è già occupato di space opera, si potrebbe dire che sia il suo campo, il suo orizzonte il suo sogno, qualche mese dopo le prospettive e le priorità cambiano, non c'è più tempo per guardare fuori il pericolo è in casa eppure, dal 2002 Steele fa uscire una serie sempre sul viaggio l'esplorazione la nuova frontiera, ma a suo modo riveduto e corretto ai nuovi tempi.
Coyote series, un pianeta lontano, il viaggio tra le stelle, la difficile colonizzazione di un mondo lontano anni luce e raggiunto dopo anni e anni di viaggio, il tutto lasciando alle spalle un mondo distopico, dittatoriale.
Il grande fratello è giunto, ma c'è ancora speranza e come i pellegrini del Mayflower non c'è che la soluzione di viaggiare attraverso l'oceano per lasciare un mondo sentito come estraneo opprimente oppressivo alle proprie spalle, poi verrà il tempo della grande frontiera e trasposta tra le righe c'è la Storia, la sua trasfigurazione.
Viaggiare almeno con l'immaginazione è ancora una cosa possibile, e tanto ci sarebbe da dire ma a questo ci pensa Nick Parisi che a Allen Steele (Lunedi su Nocturnia e Martedi sul Il Futuro E' Tornato) pone domande e ottiene risposte da parte di uno dei massimi rappresentati del genere, la fantascienza, e di una categoria, la Space Opera, che non è morta ma solo in attesa che al tempo del sospetto della prevenzione del controllo e del cortile di casa, si torni di nuovo a riveder le stelle e sognare di viaggiare per pianeti lontani.



1 commento:

Nick Parisi. ha detto...

Grazie per aver pubblicizzato il tutto!