Pagine

sabato 8 febbraio 2014

1984






Questo post sarebbe dovuto essere diverso, si sarebbe cominciato con una citazione di Snowden e si sarebbe proseguito chiedendosi quanto fosse attuale un romanzo come 1984

Il britannico George Orwell ci aveva avvertito dei pericoli derivanti da questo tipo di informazioni. Le modalità di raccolta nel suo libro (1984) – microfoni e videocamere, tv che ci osservano – sono nulla rispetto a ciò che è disponibile oggi.
Questo è un breve estratto del "messaggio natalizio" di Snowden, in cui si cita 1984, ed è interessante notare come una delle distopie più note del secolo passato sia così attuale in questo momento

poi si sarebbe continuato, qualche dato qua e là, qualche citazione su fatti e aneddoti, la riesumazione di un tempo stra-sepolto di un secolo passato il 1948

1984 era la realtà deformata di quello che era accaduto intorno ad Orwell fino a quel 1948, anno dell'uscita del libro, da cui deriva prese il titolo.
Nel romanzo c'è il ricordo dei lunghi anni di guerra con il "fronte interno" e la propaganda usata come mezzo per rafforzare l'unità del paese, c'è la visione di una Londra in rovina così com'era durante e alla fine della seconda guerra mondiale, c'è il ricordo del razionamento dei generi di prima necessità i bombardamenti la situazione geopolitica con la contrapposizione tra i diversi totalitarismi, il salto delle alleanze che rimanda al patto Molotov-Ribbentrop, il dopoguerra col mondo diviso in blocchi contrapposti e la nascente cortina di ferro, c'è il grande fratello-Stalin e c'è il nemico del popolo Goldstein-Trotzky, quanto ai teleschermi agli elicotteri le superarmi, non era nulla di nuovo né prima né alla fine della seconda guerra mondiale, guerra terminata con l'uso delle armi atomiche.

e qualche esempio sulle tante similitudini, o meglio tendenze che avvicinano il nostro tempo a quello fittizio di Orwell.
Tutto bello buono giusto, o almeno così è stato negli innumerevoli file di testo che si sono succeduti, un post decente (almeno a provarci) per un autore ed un libro molto apprezzato, e per meglio rendere un buon servizio alla memoria di Orwell ho cercato di guardare lo "stato della nazione" aggiornato al 2014, i nuovi sviluppi in fatto di tecnica le tendenze sociali il tutto per trovare la risposta il più possibile precisa alla domanda iniziale, su quanto adesso è attuale quella distopia e, invece a questo punto ammetto che i cambiamenti sono tanti e tali che stargli dietro è ormai impossibile, il futuro è adesso è sta cambiando ad un ritmo tale che questo stesso post è già vecchio nel momento in cui lo sto scrivendo.
E' attuale 1984?
Si lo è, oltre ogni aspettativa, e anche se tante sono le differenze, per alcune tendenze le somiglianze sono tante e tali che il vecchio George ne sarebbe rimasto sorpreso, forse anche soddisfatto di averci a suo modo colto, mi chiedo però quanto ne sarebbe stato contento.
Al momento è in atto un controllo che era inimmaginabile fino a qualche decennio fa e che tutto lascia immaginare che sarà sempre più stretto.
No niente nuovo ordine mondiale o rettiliani. Il problema dei cospiratori è che cercano scavano in luoghi lontani aspettandosi chissà quale grande rivelazione, mentre ignorano cosa hanno sotto il proprio naso e i “piccoli cambiamenti” sociali che avvengono, eppure basterebbe poco come per accorgersi di come la raccolta dei dati sia in crescita, e non necessita di particolari teorie complottistiche il chiedersi a cosa possano servire, basta guardarsi intorno magari chiedendosi quanto sia utile “il sapere”, o l'utilità che può portare come per l'attuale presidente americano e le ultime elezioni.

Controllo, ma non in nome di un partito unico, solo per proteggere.
Vi dobbiamo proteggere, bisogna prevenire, prevenzione oppure scoprire gli evasori, o in futuro dare maggiore sicurezza nelle città, poi eliminare il cyberbullismo.
I pericoli non mancano, il male e i cattivi maestri sono ovunque.

C'è la bizzarra sensazione in chi naviga di rado sulla rete, che questo sia il tempo dell'anonimato e del tutto è permesso, questo mentre ovunque, per il bene comune, si sistemano sensori si mettono telecamere, si monitorano gli aspetti della vita quotidiana, questo in un tempo in cui perfino le tazze possono entrare in rete e in cui i famigerati teleschermi di Orwell sono cosa fatta e funzionante.
Una bizzarra sensazione che sia necessario un maggiore controllo, quando né il mondo reale né la stessa rete sono anonimi, o almeno per la grande maggioranza per i comuni “mortali”, rete che invece è tracciata, controllata, registrata, spiata. No né il mondo reale né il cosi detto far west della rete è anonimo, se gli eccessi ci sono è perché ignorati tollerati considerati insignificanti.
Almeno fino a quando non si crea un “allarme sociale”, cosa facile da ottenere già ai tempi di W. R. Hearst.
La verità è che nessuno che abbia le conoscenze standard d'informatica (ovvero zero) come il comune fruitore della rete, può considerarsi anonimo eppure non mancano voci che richiedono per il mondo reale più controlli, e per la rete “carte d'identità-certificazioni” per eliminare "l'anonimato". Beh ho una notizia per voi: o chi vi dice queste cose non conosce la situazione, oppure vi mente sapendo di mentire.
Controllati.
Per i comuni mortali, la stragrande maggioranza, non essere ripresi da una telecamera, non essere tracciati dal proprio telefonino, non lasciare tracce durante la propria navigazione sulla rete, è quasi impossibile, e le tendenze della tecnologia che ipotizzano perfino le pentole o lavatrici connesse in rete, e perché non tutte le telecamere di una città o di uno stato come in Person of interest?
Nelle vecchie distopie come -Noi- di Evgenij Zamjatin per dare l'idea di controllo totale s'immaginano edifici trasparenti, invece adesso si può dire che perfino il mondo del grande fratello è stato raggiunto e superato ma, non c'è solo la tecnologia, le tendenze sociali non sono da meno, e di nuovo non bisogna essere complottisti bastano le notizie che sono ben visibili sui giornali o TV, non si deve scavare o cercare in luoghi lontani, basta ascoltare e guardarsi intorno per accorgersi come sia più che mai attuale 1984.
Due minuti dell'odio?
Così poco quando adesso potete avere tutte le emozioni che volete solo guardando una trasmissione TV o leggendo un giornale?
Il caso umano, l'angolo della denuncia, il momento dei sentimenti, emozioni per tutti dalla compassione fino all'onnipresente indignazione.
Credete di conoscere tutti i fatti, che solo la verità vi venga riportata?
Ci sono tanti e tali modi per ri-portare una notizia "nel modo giusto", o di trasformare/modificare lo stesso passato che non c'è neanche bisogno del “miniver”.
Si 1984 è attuale, del resto Orwell era uno di quelli che si definiscono "acuti osservatori", e di esperienze ne aveva fatte molte e varie.

nella polizia imperiale in Birmania, a Parigi a sopravvivere nella miseria, giornalista insegnate addetto in una libreria, tra i minatori inglesi per indagare sulla loro condizione, volontario in Spagna durante la guerra civile, curatore di trasmissioni di propaganda durante la seconda guerra mondiale, corrispondente di guerra

Quanto basta per altre due o tre vite "normali".
Basta guardarsi intorno per accorgersi come una distopia del secolo passato sia così spiacevolmente attuale, per imbattersi in bispensiero neolingua e situazioni in cui
2+2=5
e se si fa attenzione ci si accorge che anche il compagno camerata Ogilvy è vivo e lotta insieme a noi.
Un romanzo interessante, peccato però che sia molto citato e poco letto.
Anzi il primo tra i meno letti e più citati.
Ogilvy, bispensiero, prolet?

Un aiutino?!

Si cita Orwell allo stesso modo di come si fa impegno politico o come si fanno tante altre cose, e traccia un solco simbolico tra chi il libro l'ha letto e chi non l'ha letto.

Sapere e credere di sapere.
In futuro anche la certezza di non sapere varrà più dell'illusione di sapere, ma comunque no, questo non è il mondo immaginato da Orwell, forse non lo sarà mai, oppure lo sarà in modo differente, non c'è una dittatura però, se cercare sulla rete delle pentole a pressione fa ritrovare l'antiterrorismo in casa, qualche cattivo pensiero viene, nel frattempo tra il disinteresse generale il futuro corre e non riguarda solo la tecnologia.
Passare dal cavallo alla macchina non è stato solo cambiare mezzo di locomozione, ogni trasformazione tecnologica pone le basi per una trasformazione sociale, così se per noi del secolo passato essere controllati/spiati era spiacevole, avendo una certa prevenzione e concetti come quello di privacy, non è scontato che ciò valga anche per il futuro.
Nuovi modo idee concetti e preconcetti, non è detto che un giorno richiedere della privacy sia considerato come comportamento antisociale, non un reato ma forse sospetto si.

Allo stato attuale non si arriverà a breve su Marte, scordarsi astronavi più veloci della luce, ma per le distopie è già tutto pronto, con la piccola differenza che la distopia di oggi potrebbe essere la normalità di domani, per il momento la situazione attuale è di calma.
Calma apparente.
Domani niente sarà più come prima.


Nessun commento: