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martedì 28 gennaio 2014

Prima di cominciare.




Spesso un blogger di serie C (like me) non scrive per mancanza di tempo, altre volte per mancanza di idee, altre ancora perché quello che ha da dire non sembra abbastanza interessante o solo perché forse non ha niente da dire ma, sembrerà strano ma succede e spesso, perché si avrebbe voglia di dire così tante cose che, si finisce per non dire nulla.

Per il post su 1984 mi trovo in questa situazione, molte tante cose da dire, troppe, così tante che mi sfugge il da dove cominciare.
Già, da dove cominciare?
Dalla lettera che Huxley invio ad Orwell col suo commento/giudizio su 1984?
Dal confronto tra 1984 e "Il mondo nuovo"?
Dalle ultime rivelazioni di Snowden, dal disinteresse di casa nostra e il suo 
"chi se ne frega facessero pure non ho nulla da nascondere"?
Ci sarebbe molto da dire, poi rileggo un fatto di cronaca e, in lingua originale trovo un passaggio che era assente nei resoconti di qua:


I felt a sense of creeping dread take over. What else had I looked up? What kind of searches did I do that alone seemed innocent enough but put together could make someone suspicious? Were they judging me because my house was a mess (Oh my god, the joint terrorism task force was in my house and there were dirty dishes in my sink!). Mostly I felt a great sense of anxiety. This is where we are at. Where you have no expectation of privacy. Where trying to learn how to cook some lentils could possibly land you on a watch list. Where you have to watch every little thing you do because someone else is watching every little thing you do.
All I know is if I'm going to buy a pressure cooker in the near future, I'm not doing it online.
I'm scared. And not of the right things. 
Potrei tradurlo in maniera approssimativa e incompleta, potrei usare un traduttore di testi, spiegare il contesto la situazione raccontare la notizia invece, lascio il testo in originale e non spiego nulla, ed è una scelta simbolica, è solo il timore che sembra di una piccola minoranza, che non viene capito compreso da una maggioranza che oscilla tra il "è giusto così" e il "chi se ne frega".
Quindi è giusto che resti così in lingua "straniera", indefinito senza spiegazioni, non un qualcosa da leggere e via ma che richiede almeno un piccolo sforzo per essere cercata e compresa, e che forse non tutti possono capire.
I felt a sense of creeping dread take over.
Orwell era uno scrittore un saggista un giornalista, eppure ad un certo punto per raccontare quanto aveva intravisto in Spagna durante la guerra civile (1) dovette ricorrere ad un genere come quello della fantascienza, ma c'è una ragione, di lui adesso si ignorano saggi e testi che invece andrebbero letti non una ma più volte, la sua stessa esperienza in Spagna viene considerata come autobiografia, e si sa le autobiografie invecchiano e perdono interesse non appena uscite, hanno impresse su di esse date che fanno apparire il tutto come esperienze vecchie polverose inutili, invece una "favola" satirica come la fattoria degli animali o un romanzo distopico può essere sempre attuale, ed è per questo che ha scelto di mettere in un romanzo di fantascienza quanto voleva doveva dire.
E mi chiedo: 
anche lui ha sentito "una sensazione di paura strisciante" tale da costringerlo a scrivere e non tacere?
Se così fosse il grande fratello sarebbe più attuale di quanto già non sia adesso.
Così per ora ma solo per poco:
Be seeing you.
E ricordatevi, è solo per il vostro bene.


(1) Ahem... chi controlla il blog controlla il testo, e corregge gli errori storici, il tutto in pieno stile compagno camerata Ogilvy.

2 commenti:

Nick Parisi. ha detto...

Bentornato ragazzaccio!
Se non ci sosteniamo tra noi fan di "The Prisoner".... ;)

Coriolano ha detto...

Grazie, e come detto be seeing you!