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giovedì 5 settembre 2013

Fred Freiberger e Spazio 1999




Quando si parla di una vecchia serie come quella di Spazio 1999, prima o poi si finisce per parlare di Fred Freiberger, e spesso lo si descrive come il colpevole della fine di quella ed altre serie TV.

Fred Freiberger e Spazio 1999 [0], la vittima e il killer serial, colui che ha portato alla chiusura anche di Star Trek e l'Uomo da sei milioni di dollari, ma è andata davvero così? Quando si pensa alle vecchie serie di fantascienza si pensa ad un tempo ideale, gente che corre a vedere l'ultima puntata di Ai confini della realtà o Star Trek, si pensa a fans sempre pronti seguire e difendere a colpi di noccioline o tabasco[1] le proprie serie preferite, e in questo tempo del passato ideale ci si immagina gente come Fred Freiberger come i cattivi dal "cappello nero", quelli pronti a rovinare tutto solo per qualche misero punto di share in più. No, allora come ora la "vita" delle serie TV non è mai stata facile, il fenomeno dei fans è stato amplificato solo con la presenza della rete, e certe serie che ora sono considerate classiche, allora erano solo telefilm con ascolti troppo bassi rispetto alle spese o alle previsioni, e Fred Freiberger non cercava un punto di share in più, ma interveniva nel tentativo di risollevare le sorti di serie condannate alla chiusura.
Ancora adesso è raro che una serie come Fringe abbia, anche se dimezzata, una stagione di chiusura per non finire senza un finale [2], nella maggior parte dei casi con ascolti inferiori alle aspettative si termina la produzione senza farsi troppi problemi, e questa era la situazione di serie come Star Trek, L'Uomo da sei milioni di dollari e Spazio 1999, chiusura con buona pace di tutti, e in tutti e tre i casi solo l'arrivo di FF ha permesso se non altro la continuazione di un'ultima stagione. Poi è vero nulla è cambiato alla fine, ed è anche vero che le ultime stagioni marchiate FF sono tra le più deboli, ma è altrettanto vero che molti cambiamenti, giudicati dai fans della prima ora come stravolgimenti, in qualche caso sul momento ebbero dei riscontri positivi.  
Se si prende ad esempio Spazio 1999 si nota come tra prima e seconda stagione ci sia una differenza abissale.
La prima stagione.

La prima stagione è cupa, traspare formale serietà nel rapporto tra i vari personaggi, le ambientazioni tendono su colori netti e illuminazioni tenui o scure, quanto alle storie al loro svolgimento alla loro struttura c'è ovunque un sottile senso di amarezza e riflessione, un episodio può anche chiudersi "a lieto fine", eppure almeno un punto oscuro resta sempre.
Cellini può dimostrare di aver ragione ma solo a costo della sua vita [The Dragon's Domain][3]. La forza che s'impadronisce di Anton Zoref può lasciare Alpha senza alla fine distruggerla, ma solo dopo diverse morti [Force of Life]. Il guardiano del Pianeta Piri può essere battuto, per accorgersi che il pianeta è abitabile solo quando ormai è irraggiungibile [Guardian of Piri].
Insomma quasi mai un episodio si conclude con una reale vittoria, c'è sempre un rimpianto una sconfitta un dubbio un qualcosa che lascia pensare gli Aphani e lo spettatore.
Tutto questo cambia con la seconda stagione.
Sono assenti alcuni personaggi principali tra cui spicca l'assenza di Victor Bergman [Barry Morse], ce ne sono di nuovi, Tony Verdeschi [Tony Anholt], c'è l'aliena mutaforma Maya [Catherine Schell][4], le ambientazioni sono luminose con colori chiari e anche i rapporti tra i personaggi cessano di essere formali, ci sono legami sentimentali, e ci sono anche cambiamenti in apparenza insignificanti ad esempio nell'abbigliamento[5], quanto agli episodi c'è più azione e meno "pessimismo cosmico", anzi in fondo anche se alla deriva nello spazio si può dire che gli Alphani cerchino di vivere con allegria.
Ok questa è la seconda stagione...

Cambiamenti adesso considerati come insensati stravolgimenti, ma che allora qualche effetto positivo lo hanno avuto sugli ascolti, anche se non sufficienti per salvare la serie sfondando nel mercato americano[6], e se la ITC non avesse preferito spostare i finanziamenti sul film Raise the Titanic[7], come si dice, chissà.
Insomma può essere che Fast Foward Fred non abbia del tutto sbagliato nel cambiare qualcosa, il problema è stato nel farlo troppo, nel fare episodi a volte troppo simili a cloni di Star Trek, e altre volte troppo leggeri, eppure alla fine si deve ammettere che anche nella seconda serie c'è qualcosa di valido, quindi si deve ammettere che forse anche con Fred Freiberger la serie sarebbe potuta continuare.

Ma c'era un ostacolo più grande dei cambiamenti apportati nella serie.

Ci sono due episodi che più ricordo della serie, The Dragon's Domain, e The rule of Luton[8].
Il primo per il suo essere cupo e lovecraftiano, con il suo cimitero di astronavi tanto simile come concezione al relitto del primo Alien del 1979, col suo mistero dentro un altro mistero, con la sua entità tentacolare in grado di teletrasportarsi e dominare/manipolare le menti delle vittime di turno.


Poi c'è The rule of Luton, moscio debole, i soliti super alieni questa volta versione vegetale, una trama alla Star Trek il tutto per un episodio visto allora con scarso interesse.
Tranne una scena.

In quella scena il capitano Koeing e Maya s'imbattono nel punto dove si è combattuta l'ultima battaglia tra gli animali e le piante del pianeta, e lì koening spiega cosa è successo. Zero effetti speciali, qualche osso di dinosauro e altri animali (terrestri!?) semicoperti dalle piante, nient'altro, ma in quel momento ho immaginato come sarebbe dovuto essere l'episodio, a partire da quella scena. 

Non più piante con i super-poteri mentali ma nemici iper-tecnologici, non più distese d'erba colline prati, ma le rovine di una città poi le tracce di un'ultima disperata battaglia. I resti degli ultimi abitanti del pianeta tutti raggruppati intorno ad una strana struttura, la voce di koenig che dice come fossero morti tutti insieme quasi per farsi coraggio intorno a quello che era il simbolo della loro civiltà, oppure della loro divinità, tutti insieme a pregare un aiuto che non era mai venuto, a combattere con tutto quello che avevano prima di essere spazzati via per sempre.

Non granché ma meglio di qualche osso di plastica ricoperto di viti, o di qualche albero in primo piano, però c'era un piccolo problema.
Se con la mia fantasia ero stato in grado d'immaginare un episodio alternativo, per ricreare il tutto nella “realtà” con una scenografia appena decente ci sarebbero voluti soldi, e i finanziamenti per Spazio 1999 erano ormai scarsi.
Fred Freiberger ha preso una serie già chiusa, gli ha dato un ultima stagione, dovendo accontentarsi di poco e niente quando invece per avere qualità le idee da sole non bastano. Occorrono fondi per fare le scenografie, per avere a disposizione i migliori sceneggiatori[9], per gli effetti speciali, fondi non disponibili. Per risparmiare gli episodi della seconda stagione vennero prodotti al ritmo di due per volta, e in queste condizioni diventa comprensibile perché sia stato fatto un episodio come The rule of Luton, con una trama che richiedeva solo il primo piano di qualche albero, qualche scheletro di plastica e qualcuno con una tuta di lattice.

No Fred Freiberger di sicuro non è stato uno Spielberg, ma in quelle condizioni più di un attenuante l'ha avuta.
Prima serie. Qualcuno riconosce Peter Cushing?

[0]"Spaghetti all'amatriciana". Solo coloro che devono capire capiranno... per gli altri: 42.
[1]Jericho, Roswell.
[2]Con un occhio più al mercato homevideo che a quello TV. Comunque non va male, o meglio non ha il successo di Lost...
[3]Che a quanto pare suscitò proteste in qualche nazione, troppo horror e i bambini, chi penserà ai bambini?!
[4]Già presente nella prima serie come il guardiano del pianeta Piri, e si deve ammettere che il personaggio di Maya era ed è ancora molto popolare e ricordato.
[5]Perfino alphane con le gonne! WoW!!
[6]Se non in USA, almeno in Italia allora i giudizi furono diversi: “successo della fantascienza per la famiglia”. Forse per questo preferisco la prima serie...
[7]Visto e, preferisco Krull. Non è un brutto film è... anonimo, che forse è la cosa peggiore.
[8]Scritto dallo stesso Fred Freiberger.
[9]Una volta credevo che gli sceneggiatori fossero inutili e che Babbo Natale esistesse, poi sono cresciuto. Credo che troppa gente creda ancora in Babbo Natale (poco male), e nell'inutilità degli sceneggiatori (molto male).



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