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lunedì 4 marzo 2013

L'ufologia è noiosa: Project ufo, una serie dimenticata.




Prima che arrivasse il tempo degli X-Files, nei primi anni degli 80s arrivò in TV una serie che si occupava di ufo senza invasioni, battaglie nello spazio, o mostri alieni.
Lontana come concezione dalla più nota UFO di Gerry Anderson, questa serie riprendeva l'argomento trattandolo nel modo più realistico possibile, rifacendosi come spunto al progetto blue book, commissione dell'USAF che dagli ani 50s fino agli inizi dei 70s si era occupata di investigare sugli oggetti volanti non identificati.
Il titolo di questa serie era Project ufo o progetto Blue Book, e fu ideata e prodotta dopo il successo del film -Incontri ravvicinati del terzo tipo- di Spielberg, con l'idea di sfruttare il successo del film e seguirne la scia d'interesse che circondava gli ufo; in teoria una buona idea, nella pratica un po meno visto che non sì andò oltre le due stagioni, senza contare come il tutto sia stato in seguito dimenticato senza lasciare quasi alcuna traccia.
Eppure come serie non era scarsa, anzi se realizzata con qualche decennio di anticipo di sicuro sarebbe potuta diventare una serie di successo, ma tra il 1978 e il 1979 arrivava in ritardo, sia per realizzazione sia per il soggetto poco interessante, l'ufologia.

Cominciando con la realizzazione, basta ricordare come era fatto ogni singolo episodio.
Si cominciava ogni telefilm con l'avvistamento da parte di testimoni di oggetti che apparivano senza dubbio astronavi o navicelle aliene, o almeno qualcosa di molto strano, dopodiché entravano in azione due investigatori militari dell'USAF, i protagonisti, i quali durante l'episodio cercavano di capire in base alle testimonianze e alle eventuali prove, cosa fosse in effetti accaduto, arrivando alla fine a trovare per i primi avvistamenti una risposta razionale, ma lasciando l'ultimo come inspiegabile.
A questo punto il telefilm lasciava intravvedere che forse si, chissà, magari un vero ufo c'era davvero.
Insomma come dire: due terzi di Scooby Doo, un terzo di telefilm poliziesco alla Dragnet, e una punta appena di incontri ravvicinati.
Il tutto ben shakerato.
Poco vario, troppo scontato e ripetitivo nel suo svolgimento, sempre irritante nel modo di chiudere ogni episodio con quel suo “zuccherino fantastico”[1], messo lì solo per non scontentare chi si aspettava qualcosa di più fantascientifico.

Ma se la realizzazione lasciava a desiderare, l'argomento in se era, ed è, noioso.
Non è strano, se si elimina e si sfronda l'ufologia di tutto quello che la circonda come cospirazioni, misteri, eccentriche teorie alternative, elementi forteani, e si lasciano i soli fatti, gli avvistamenti le immagini i filmati le testimonianze, quello che resta è una cosa noiosa.
Parlare di ufo era interessante ai tempi della grande novità a partire dal primo avvistamento di Kenneth Arnold [1947], ma alla fine degli anni 70s era un qualcosa che aveva già dato tutto quello che poteva dare come fascino e curiosità, e quello che restava era solo distratto interesse.
E la tendenza è andata ad aumentare sempre di più.
Impossibile, sono balle?
Basta far caso alle ultime serie TV.
Quanti ufo o alieni, o meglio quanta ufologia c'è in Lost?
Ma sopratutto quanta in Fringe, serie definita il nuovo[2] X-Files?
Ci sono portali dimensionali, osservatori, tempi alternativi, mutaforma, viaggi nel tempo, dimensioni parallele ma, quello che è ufologia classica, è assente o accennato.
La stessa serie X-Files, quella vera, di ufologia classica o mostrata in modo realistico ne aveva ben poca, se non niente.

La verità non è la fuori, la verità è che l'argomento "ufologia" se ripreso nella sua essenza realistica è un argomento noioso.
Birdwatching [3], l'osservazione e lo studio degli uccelli in natura, l'ascolto e il riconoscimento dei loro canti, lo star fermi armati di binocolo in attesa di avvistare una specie rara, magari con una guida dietro per verificare dalla sagoma se quello che si è visto appartiene o meno alla specie che si pensa.
Con tutto il rispetto per gli appassionati, per i non appassionati è un qualcosa di una noia mortale... 
E l'ufologia, quella vera, cos'è?
Non è forse l'appostarsi con binocoli, il filmare o cercare filmati su strani oggetti volanti non identificati da catalogare secondo le caratteristiche e la sagoma?
Senza invasioni e complotti c'è solo noia.
Non sorprende allora che la serie Project UFO a differenza di altre sia stata dimenticata, l'ufologia nella sua forma realistica è un pessimo soggetto, e infatti con X-Files le cose sarebbero cambiate del tutto, lì gli ufo sarebbero diventati un pretesto per altro, per cospirazioni complotti, una serie del "mistero" tenuta insieme dal legame tra i due protagonisti, Fox spooky Mulder e Dana Scully, invece quanto al presente con Fringe, si è dimostrato che ormai dell'ufologia, se ne può perfino fare a meno.


[1]Il cliché dello "zuccherino fantastico". C'è un film un telefilm un racconto o un romanzo dove tutto fa immaginare a un qualcosa di misterioso come vampiri, alieni, Loc Ness o altro, ma allo stesso tempo si vuole restare con i piedi per terra e far finire il tutto come un episodio di Scooby Doo, senza però scontentare chi ha seguito e magari sperava che quei vampiri e co. ci fossero per davvero? Non c'è problema, basta aggiungere una piccola sequenza finale in cui forse, chissà, magari qualcosa di strano c'era per davvero. 
[2]Se Fringe è il nuovo X-Files, Doctor House era il nuovo Doctor Who?
[3]Una cosa del genere è in grado perfino di far scappare IT, chiedere a Stan Uris di Derry per conferma.

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