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domenica 17 febbraio 2013

Meteoriti comete & catastrofismo fantascientifico. A fire in the sky [Fuoco dal cielo, 1978].




In questi giorni tutti i media sono stati saturati dalle immagini dei meteoriti caduti negli Urali,
nei TG si sono visti e rivisti i filmati, si è data la parola agli scienziati, si è parlato di rischi e ci si è un po spaventati al pensiero "e se ne cadesse uno più grosso?", poi si sono tirati in ballo i dinosauri, ci si è chiesto che fare in casi del genere mentre nel frattempo, il meteorite 2012 AD14 passava vicino alla Terra, il tutto ripreso in diretta streaming.[1]

Bisogna ammettere che almeno per qualche ora, nessuno si è chiesto a cosa serva la ricerca, invece l'interesse per l'argomento è stato grande. 
Grande per un evento spettacolare, che per alcuni è stato un qualcosa di nuovo e inaspettato, mentre per gli appassionati di fantascienza solo una "vecchia conoscenza", infatti tanti sono i film i racconti i romanzi le storie i videogiochi nei quali si parla di cadute di meteoriti, a volte in modo catastrofista in altri casi come pretesto per scenari post apocalittici, e anche nella TV non sono mancate serie sul tema come -Fuoco dal cielo-[2].

-Fuoco dal cielo [1978]- è un film per la TV trasmesso in Italia nel lontano 1980, e mandato in onda a puntate in stile sceneggiato, e anche se adesso si parlerebbe di miniserie TV, quando venne trasmesso in Italia se ne parlò come di uno sceneggiato di successo che aveva spaventato gli americani, e che si proponeva di fare lo stesso con il pubblico italiano.
A dire il vero non si ricordano particolari reazioni, ma anzi anni dopo si deve ammettere che è stato perfino dimenticato, e le ragioni sono varie.

Ci si ricorda di Meteor o almeno della presenza in quel film di Sean Connery e Martin Landau[3], ci si ricorda dello spettacolare Deep Impact, del Bruce Willis di Armageddom, mentre -A fire in the sky- era solo un prodotto per la TV e cosa forse ancora più importante, rispetto ai film citati era più realista, con personaggi forti ma senza eroi o eroismi, e tanto meno soluzioni miracolose, inoltre era molto anni 70s, e come la maggior parte di quello che viene da quel decennio era spigoloso, essenziale nella sua narrazione, privo dei momenti che stemperano la tensione o dell'angolo della pacca sulle spalle, ruvido e pronto a lasciare più di qualche segno, mentre in quegli inizi di anni ottanta si desiderava altro.

La trama principale è molto semplice, e scontata nel suo essere catastrofista.
Si scopre che una cometa è in rotta di collisione con la Terra, e in base ai calcoli si scopre anche che il punto d'impatto è in un raggio che comprende la città americana di Phoenix. Mentre si cerca di tenere la notizia nascosta per evitare il panico si studiano le possibili soluzioni ma, un astronomo decide di passare la notizia ad un'emittente televisiva, affinché la gente sappia e faccia l'unica cosa giusta: 
abbandonare la città e in fretta perché, il tempo previsto per l'impatto, è di soli otto giorni.
Comincia così un conto alla rovescia, nel quale non mancherà il tentativo, inutile, di distruggere la cometa con due missili nucleari[4], seguiranno poi le operazioni di evacuazione che diventeranno verso la fine una vera e propria fuga, e alla fine ci sarà l'impatto, molto simile come effetti all'esplosione di una grossa bomba nucleare, mentre durante tutta la storia sullo sfondo ci sono le vite di tanti personaggi, in attesa di quello che sembra il momento del giudizio.

Un film per la TV "ruvido", dove c'è poco o nessun spazio per l'eroismo cinematografico anche se al suo interno non mancano figure negative, come quella del governatore dello stato, o quella positiva dell'astronomo che lancia l'allarme, ma nel mezzo ci sono gli altri, le persone comuni la cui vita è destinata a cambiare per sempre, in alcuni momenti potrebbe quasi sembrare una soap opera a tema catastrofico,



ma in altri non mancano situazioni che sembrano anticipare i tempi, come le dirette sulla TV mentre si fa partire un vettore equipaggiato con due missili nucleari, oppure quella del momento in cui i missili vengono fatti esplodere contro la cometa. 
Situazioni in cui non si possono non notare le tante TV accese, con l'evento catastrofico trasformato in uno show con la gente in poltrona con la famiglia, oppure tra amici in qualche locale, tutti in attesa di sapere se si dovrà fuggire o si potrà restare, tutti affascinati dalle immagini che scorrono sugli schermi, tutti attenti come se stessero guardando una partita o un altro grande evento televisivo, il tutto mostrato come fosse l'anticipazione delle future dirette TV targate CNN, e non solo, su guerre del golfo e attentati spettacolari.

A fire in the sky - The Day after
Ma oltre le anticipazioni su futuri mediatici non mancano le solite icone del genere, sopratutto le scene dell'evacuazione che col passare del tempo diventa fuga, non manca la presenza della guardia nazionale che presidia le varie operazioni, immancabile è poi la visione delle strade intasate di macchine, così come accadrà in The Day After, o come si vedranno in Independance Day, o in Deep Impact, o in altri film quasi fossero il modo migliore per mostrare il panico generale, la fuga spesso tardiva, inutile.
Quasi che una strada intasata da file di auto sia il simbolo di tutto un filone, quello catastrofista.
E forse lo è.

Una serie dimenticata, anche perché arrivata troppo tardi proprio quando nuovi gusti paure e lo stesso modo di raccontare stava cambiando, in ogni caso come sarà in seguito per The Day After[5], un altro film per la TV diverso dalla solita rassicurante programmazione[6], e pur con tutti i suoi limiti che vanno dagli effetti speciali alla plausibilità scientifica, un qualcosa che potrebbe essere interessante vedere per ricordare, o capire, che in fondo le paure di ieri, non sono tanto dissimili da quelle di oggi.




[1]Non ho fatto un instant post, ne avrei parlato in ogni caso di questa miniserie/sceneggiato/film TV, in ogni caso dov'è il problema?
[2]A fire in the sky è anche il titolo di un film ufologico degli anni 90s, e il suo titolo italiano è -Bagliori nel buio- e come "instant giudizio" posso dire che se è ben fatto dal punto di vista ufologico, come fantascienza c'è di meglio. Molto meglio.
[3]Martin Landau. Se c'è un solo capitano (J. T. Kirk) è anche vero che c'è un solo comandante (J. Koening).
[4]Come dirà lo stesso astronomo (L'attore Richard Crenna), le armi atomiche sono molto efficaci contro le città, ma molto inefficaci contro comete e asteroidi.
[5]Ci sono molti punti in comune con The Day After, film questo sottovalutato, sminuito da molti per incomprensibili ragioni. 
[6]Altri film per la TV simili, furono quelli inglesi della serie "The Wednesday Play", più che film docudrama in cui si prendevano in esame temi di volta in volta diversi, riportandoli in TV in modo efficace, che in questo caso più che ruvido si dovrebbe definire abrasivo. Uno di questi "The war game" avente come tema la guerra atomica sarebbe dovuto andare in onda nel 1965 ma, non venne trasmesso, troppo duro da sopportare e vedere allora.
Venne trasmesso in seguito, anni ottanta tanto per cambiare, appena dopo "Threads".   

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