Pagine

mercoledì 19 dicembre 2012

The new frontier II.




L'ennesimo post sul momento che si stà vivendo, ma da un punto di vista che è il fantastico che può essere considerato sbagliato, soggettivo, condivisibile, criticabile, minimalista, minimale, infatile inutile, risibile.

Etc etc.

O come direbbero i Borg, irrillevante.
Irrillevante, ma del tutto in linea con la natura di questo blog.
A quanto pare tutto tutto l'universo "del possibile" sul grande e piccolo schermo, vive un momento di calma piatta.

Una colossale balla?

Ho appena visto il trailer di Pacifc Rim e qualcuno potrebbe suggerirmi di mordermi la lingua, eviterei vaccate varie ma, "bello" mi sono detto, "WoW" mi è lampeggiato nella testa, ma poi un pensiero talmente rapido che sul momento non ci ha fatto caso.

Bello, mi pare Godzilla contro Mazinga Z...

E allora mi è venuto voglia di riaprire questo post, scritto mesi fa.

Una bozza di un post in cui scrivevo che...

...poche idee nuove, l'apparente incapacità di riproporre vecchie idee, mentre la maggior parte dei film che escono, nella maggior parte dei casi sembrano solo riedizioni rivedute e corrette di altri film precedenti.

L'assenza di miti, paure, speranze, che siano nuove.

O solo diverse.

Quello che si afferma và dimostrato, e allora come spiegare l'invasione di sequel, prequel, reboot?
Non è forse vero che c'è un continuo rifarsi all"usato sicuro"?
E le uscite al cinema quali sono state?
Un atto di forza, il reboot di Alien del quale si programmano da adesso i suoi inevitabili sequel [1], e perfino -La cosa- ha avuto il suo [inutile] prequel.

Ma non solo.
Gli spunti si prendono dai fumetti, si inflaziona il mondo dei super-eroi, adesso ci si contenta di variazioni che non aggiungono nulla.

Quanto alle serie TV, per quanto varie tendono troppo a seguire le orme di Lost.
Non sempre ma non si contano i tentativi falliti di trovarne "l'erede".
Invasioni aliene, regressioni a situazioni pre-industriali o eventi paranormali su base globale, qualunque fosse l'idea di partenza la cosa che più si sente, che più ci si chiede e quanto somigli a Lost.
In generale si nota come a venir portata avanti in certe serie non è tanto l'idea di partenza, ma il meccanismo, la struttura, la lostessenza quasi che cercare l'erede di quella serie sia diventata la cosa più importante.

Poi come ho già scritto, c'è il ripiegamento su se stesso del genere, e della stessa immaginazione.
Scordarsi il viaggio, si fanno solo picnic fuoriporta.

L'azione non si svolge più lontano, ma un lontano relativo, se non dietro l'angolo di casa, quanto alla scoperta, il confronto col diverso, con l'ignoto, è sempre più spesso interiore mentre il mistero una volta svelato si mostra come un qualcosa di conosciuto, come qualcosa di ben radicato nell'immaginario collettivo, come la sua ennesima variazione.

Tante variazione che, non aggiungono nulla.

Fringe[2].
Una serie piacevole, come Eureka.
Molto meno commedia e molto più cupa di Eureka.
Fringe che NON è X-files.
Fringe nel quale si viaggia in universi paralleli.
Eppure cosa cambia rispetto a questo mondo?

Parole al vento, vuote, esagerate?
Può essere, però una volta era tutto nuovo, tutto facile, era tutto da scrivere.
Negli anni 50s 80s 90s si ci poteva sbizzarrire al cinema o in TV proponendo cose diverse mai viste ma, più passa il tempo e più è difficile trovare qualcosa di innovativo.

Quando ero giovane, qualche mese fa, avevo in mente un progetto:
creare la storia di una citta, una citta particolare dal grande passato e dal grande declino, inserendo stranezze magia e chissa cos'altro, poi però mi sono accorto che era la solita strada, che per quanto fosse solo un gioco senza pretese, era un gioco già vecchio in partenza.
Una citta con strani eventi, con la sua storia il suo passato, eppure non dissimile da un episodio di un Eureka o di un Fringe, due serie che amo, che guardo con piacere, un'idea non tanto lontana dal raccontare di un Arkham, di una Derry magari con una nuova versione di Pennywise.
Solo un'altra citta immaginaria.

E quello che noto in giro in fondo, sono solo altre citta immaginarie.

Per questo nonostante le apparenze parlo di calma piatta, e poi non che sia un male, c'è la crisi, anche nell'immaginario non si possono perdere i buoni punti di riferimento che, ti fanno sentire al sicuro, siano essi zombi o l'ennesimo strano posto appena dietro l'angolo di casa.

Se poi si pensa alla situazione di casa, a come alcuni generi in italy siano considerati buoni per poveri sottosviluppati con tendenze nerd, si dovrebbe dire che tutto quello che è lontano da noi corre.

Ma corre perché noi siamo immobili, e sul nostro guardarsi indietro non aggiungo altro, c'è chi l'ha scritto molto meglio di me.

Dicembre, tempo di bilanci e profezie.

E allora eccone una a buon mercato:
questi anni hanno una certa analogia con gli anni 70s, non sono uguali, non sono e non possono essere la stessa cosa, ma le analogie ci sono, e non sarebbe strano veder arrivare l'equivalente di un guerre stellari a chiudere un periodo e aprirne un altro.

Oppure potrebbe esserci un revival degli anni 20s, di nuovo un salto nel passato.

Ma forse questo non dipenderà da cosa uscirà, ma da cosa la gente sarà disposta a seguire, da come sarà il futuro, da come lo si vivrà.

I tempi si riflettono sulle produzioni, quello che tutti immaginano credono temono sperano, si riflette su quanto è prodotto, su quale film o serie TV avrà successo e quale verra dimenticata.

Quello che viene prodetto, sia esso un film, un libro o qualunque altra cosa, può essere fatta male o bene, ma solo se è in sintonia con il sentire dei tempi può essere accettata, capita, apprezzata o anche respinta, e non ignorata.

Piccolo esempio da un argomento "crepuscolare"...
L'umanità vede strane cose nei cieli dalla notte dei tempi, ma solo nel 1947 aveva la capacità di creare capire comprendere, un concetto come ufo o disco volante e, tutto quello che comportava.

Non prima.

Così solo vedere cosa avrà successo dirà se ci sarà tempo per nuove frontiere o solo per vecchi confini, oppure se verra un nuovo corso che spazzerà ogni cosa per far posto ad un diverso modo di sognare o temere il futuro.

E visto che siamo in tema, ecco una profezia sull'orticello di casa.

Basta guardare cosa si vede in TV per avere un'idea delle tendenze della gente che vive in quel posto. questo perché TV cinema e altri media sono il riflesso di una nazione, di chi ci vive, e quello che si nota qui è una gran voglia di guardarsi alle spalle, di tornare indietro ai bei tempi felici.

I bei tempi felici.

Quando si arriva a pensare questo c'è sempre un problema, un grosso problema.

E non è un caso che i generi fantastici, non realistici, non verosimili, siano schifati da questa nazione.
Questo schifo, questo rigetto è la cartina di tornasole di quello che si stà vivendo.

Un paese in cui le soluzioni sembrano [e saranno] i vecchi slogan di ieri, con le stesse vecchie bandiere, mentre nascosti tra le pieghe degli eventi, ci sono [saranno] gli stessi suggeritori di sempre.

Ah, giusto il tempo per inserire in questo post da "paura e delirio" un piccolo accenno al 21 Dicembre 2012... non c'entra nulla, o forse si... 

Bill Watterson

 

[1]Remake a questo punto scontati e inutili. per quel che vale il mio giudizio, zero, per me quella serie è finita. Non starò a seguirla per 25anni in attesa del suo nuovo reboot. Forse sarebbe molto meglio definire Prometheus come un [colossale] errore di percorso, scaraventandolo fuori dalla continuity della serie, ci sarebbe ancora moltissimo da raccontare.
Oppure no, in fondo non si può piacere a tutti.
[2]Fringe è una bella serie, e chi non l'apprezza che maya lo colga.

Nessun commento: