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mercoledì 12 dicembre 2012

Ralph il supermaxieroe.


Agli inizi degli anni 80s, mentre infinite minacce si addensavano sul mondo libero rischiando di far cadere la nazione baluardo della civiltà, un eroe, un super eroe si prodigava per mantenere la pace, l'ordine e permettere a tutto il mondo di avere un futuro.
Ralph The Greatest American Hero!

O anche più modestamente Ralph, il supermaxieroe.

Serie televisiva simbolo dei primi anni ottanta, è un concentrato di commedia, azione, fantascienza, fantastico, spy-story, e super eroi.

Anzi, super eroe.

Tutta la serie è incentrata sulle imprese di Ralph Hinkley, giovane professore di liceo dalle idee aperte e innovative che riceve dagli extraterrestri un costume, che una volta indossato da a Ralph molti superpoteri.
Tanti e tali da renderlo invincibile, peccato che il manuale delle istruzioni venga perduto da subito rendendo così Ralph si un supereroe, ma anche un super goffo pasticcione.
In compenso non è da solo.
Ad aiutare il supermaxieroe c'è la "mente" Bill Maxwell, agente FBI per certi versi l'opposto di Ralph.
Guerrafondaio, amante delle tradizioni, poco aperto alle novità, ristretto di vedute, disincantato, cinico, è l'alter ego di Ralph, e nonostante sia privo di superpoteri affronta il pericolo con coraggio ma, allo stesso tempo è terrorizzato dagli "ometti verdi" e da qualsiasi cosa si discosti dalla "tranquilla" realtà di sempre come terroristi e criminali vari.
A chiudere poi c'è [una fascinosi-ssima] Pam Davidson, l'avvocato di Ralph oltre che sua fidanzata.
Non la classica scream girl, non si limita a fare presenza e a volte le sue intuizioni si rivelano molto importanti.

William Katt (Ralph Hinkley)
Robert Culp (Bill Maxwell)
Connie Sellecca (Pam Davidson)


Un trio perfetto, questi i protagonisti principali della serie, una serie che va dal 1981 al 1983, e che nei primi anni ottanta era impossibile non seguire.

C'era tutto quello che si voleva: un super eroe ma non troppo, avventure che rispecchiavano il tempo e l'immaginazione del momento, un alchimia di personaggi che risultava gradita e tanta, tanta ironia anche in episodi in cui il tema era la fine del mondo.

E non solo, anche una serie in cui si miscelavano le idee le musiche [impossibile non citare Joey Scarbury] 



i sogni le paure degli appena conclusi anni 70s con quelli dei nascenti anni ottanta, un mix perfetto per una delle tante serie di Stephen J. Cannell, basate più sui personaggi che sulla storia.
Una serie che in seguito è stata citata ricordata e che parlando di eroi, anzi di super eroi, è impossibile non nominare.



Quanto agli effetti speciali, beh non erano il massimo, anzi erano molto simili agli effetti speciali dei film degli anni 50s, alquanto artigianali e scarsi ma pur sempre accettabili.

Come accennato, a differenza delle serie attuali, non era importante la continuity quanto piuttosto il come i protagonisti avrebbero vissuto la nuova avventura di turno, e questo se portò al successo la serie, alla fine ne fu anche il limite, così come un limite diventò il suo essere mix tra due decenni opposti come i 70s e gli 80s.

Concentrare gli episodi sui personaggi, il ritrovarsi ogni volta da episodio a episodio ad affrontare un nuovo pericolo, senza un filo comune magari un super-cattivo o una situazione che incollasse tutta la storia evolvendosi, queste cose alla fine ebbero un peso, portando la serie alla fine. Ci vuole una robusta "corda narrativa" per tenere agganciati tanti episodi e tante stagioni, altrimenti si rischia di perdersi appena dopo la terza stagione e così di perdere anche le ragioni del successo, e Ralph supermaxieroe questo legame non lo aveva.

Pochi anni dopo si pensò a una quarta stagione, ma la cosa non funzionò.
Non poteva funzionare.
L'idea non era sbagliata, si era pensato ad un passaggio di consegne tra un vecchio e un nuovo super eroe, ma il pilot non portò ai risultati sperati e quindi, non se ne fece più nulla.
Come detto non poteva funzionare, si era nel 1986 in pieni anni ottanta, e quel mix tra vecchio e nuovo, tra idealismo e affermazione personale, quelle suggestioni anni 70s in quel film suonavano datate.

Senza contare che il tempo spensierato degli anni del disimpegno stava giungendo al termine.

Come detto in altre occasioni, le mode, i modi d'immaginare di sognare temere, raramente corrispondono ai rispettivi decenni, né cessano o iniziano di colpo. Gli anni ottanta dell'immaginario erano cominciati ben prima, con Guerre Stellari nel 1977, poi erano proseguiti e avevano raggiunto il loro culmine proprio intorno al 1986, ma da quel momento essi lentamente iniziarono a far posto ad un nuovo modo di pensare, d'intendere il presente il passato e il futuro.[1]

Per questo era impossibile riproporre un "nuovo" supermaxieroe.
Adesso si parla di film, si vocifera di un reboot ma, quanto senso avrebbe, ora in questi tempi dark per i super eroi, un super pasticcione?


Meglio lasciare il tutto alla memoria, magari con in sottofondo le note di una cover di Joey Scarbury -Eve of destruction-.

In fondo credo che sia anche in tema...




[1]Oppure si può credere che allo scoccare della mezzanotte del 31 Dicembre ci si sia ritrovati di colpo negli spensierati anni ottanta e, WoW far subito festa e iniziare così la stagione del riflusso...

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