Pagine

mercoledì 21 novembre 2012

La devoluzione felice di Idiocracy.







Il futuro è stato immaginato in tanti modi.
Con invasioni aliene, civiltà post-apocalittiche, dominato dalla super-tecnologia, con l'estinzione dell'umanità, con dittature o catastrofi, ma quante volte è stato visto pieno di idioti?



Idiocracy [2006] colma quel vuoto, porta alla visione di un futuro dove di grandioso, immenso, gigantesco, c'è solo la stupidità, e questo è anche l'incipit di questo film, ben fatto, curato, valido nonostante non molto costoso, e originale anche nei rimandi ad altri film.
La versione scema del Running Man vale da sola più di mille inevitabili remake.
Un film da vedere, eppure alla sua uscita è stato un flop, e anche ora non ha il riconoscimento che meriterebbe, al massimo ci si chiede se questa sia satira oppure altro, se sia solo un film comico o qualcosa di più, o di meno, poi... qual'è il messaggio che porta avanti questo film?

Mah... forse che c'è qualcuno che beve l'acqua del cesso?

Non solo, ipnotizzati dalla ricerca del messaggio con annessa tavola rotonda e riflessioni sul declino della società, non ci si accorge che questa è solidissima fantascienza, e se non si è in grado di riconoscere della pura originale fantascienza, qui abbiamo un grosso problema, e forse è vero che il mondo si sta popolando di scemi.



Ma la SF è seria, si è mai visto un film di SF che non sia serio?

Solo per dirne due, Brazil e The Truman Show, comunque se si deve dare una definizione, se c'è bisogno di un'etichetta per non far scivolare via questo film, come se fantascienza fosse diventato un termine troppo alto che richiede serietà e pensieri profondi sul senso della vita, allora si può parlare di favola.

Idiocracy è una favola.
Ma non una favola -nera-.
Le favole non sono nere bianche o gialle, e neanche le zuccherose imitazioni di oggi, sotto il "c'era una volta" c'è molta più oscurità di quello che si vuole ammettere o ricordare, e Idiocracy è un film amaro minaccioso cattivo, anche se il tutto è ricoperto d'ironia e leggerezza.
Una favola, così c'è lo straniero che ha fatto "il lungo viaggio", ci sono le prove da superare inclusa quella finale, c'è un "regno" di cui diventare "Re" insieme ad una regina, avere tanti figli e vivere felici e contenti e, non manca neanche il drago alla fine, o almeno le fiamme... e il tutto è folle idiota o meglio stupido, perché questo è un film sulla stupidità, su un futuro stupido dal QI tendente al piatto, un mondo nel quale l'acqua ha un solo scopo, ed è inconcepibile usarla per altri scopi.

"Ma tu bevi l'acqua del cesso?".

Così questa è una favola, e anche il suo finale si adegua ma, non basta che alla fine ci sia il lieto fine, un po di oscurità alla fine resta insieme al dubbio:

Ma non è che stiamo diventando tutti degli idioti?
Magari degli idioti che si credono intelligenti?
O siamo davvero tanto furbi da essere degli idioti?



Forse il problema di questo film è proprio "il come finisce": indigesto per gli stereotipati cultori del -baddy end is better-, adoratori del tanto peggio tanto meglio, e allo stesso tempo troppo ambiguo per gli adoratori -del volemose bene iz bettar-, questo perché con gli occhi giusti, ci si accorge che il finale di Idiocracy è molto più ambiguo di quanto appare.

Un po di acqua per schiarirsi le idee?

Ma parlare del finale senza aver parlato del resto sembra strano, oppure in tema col film, così tornando all'inizio non si può non parlare di chi ha realizzato il film.

Mike Judge, ovvero Beavis & Butt-head. Sua la regia il soggetto e parte della sceneggiatura oltre che produzione... Ed Wood avrebbe approvato, riguardo alla qualità il risultato è qualcosa di forte, valido, innovativo, e in questo contribuisce la buona prova del cast di attori: Luke Wilson, Maya Rudolph, Terry Crews, Dax Shepard, Justin Long.

Quanto all'idea su cui ruota tutto, alla base c'è la domanda:
cosa accadrebbe se un domani, se oggi, iniziasse la deselezione naturale per l'umanità?


Darwin riflette sulla Devoluzione.

Come sarebbe il futuro dopo centinaia di anni di devoluzione?
Dopodiché esperimenti militari segreti, animazione sospesa, distopia o utopia [a seconda dei gusti], catastrofismo in salsa idiota e, perfino l'accenno ad una macchina del tempo... SF cento per cento, con buona pace di chi non se ne rende conto.

E c'è anche altro, non manca in maniera ingigantita enfatizzata la trasposizione di alcune tendenze del momento.



Di nuovo il dubbio:

il futuro, quel futuro è vicino?

O forse non ci sono più le mezze stagioni?

OK, non è 2001 odissea nello spazio, non è Blade Runner, ma è pur sempre un buon film, senza contare che non è l'ennesimo remake, spin off, reboot... quindi cosa chiedere di più?

Due devoluzionisti felici del passato.

Nessun commento: