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mercoledì 3 ottobre 2012

Labyrinth, dove tutto è possibile.




Labyrinth è un film del 1986 di genere Fantasy, una favola per grande schermo nella quale attori e muppets si mescolano nel raccontare una storia avventurosa in un mondo bizzarro, tanto simile ad un parco di divertimenti dove però non mancano angoli bui.

A prima vista sembrerebbe un film per bambini o adolescenti, eppure c'è anche molto di più, con più chiavi di lettura di quanto s'immagini.

Non un caso, il regista e autore era Jim Henson, il creatore di Kermit la rana e di molti altri Muppets, nonché regista e autore di un altro film, con soli muppets, dalle tinte più cupe : the Crystal Dark [1982]



un titolo che aveva lasciato un grande segno.[1]

Poi gli attori principali, David Bowie perfetto nel ruolo del Re dei Goblin [Jareth] , e Jennifer Connelly [Sarah], attrice allora giovanissima ma che aveva già avuto un ruolo da protagonista in Phenomena di Dario Argento.
E come detto tanti muppets come co-protagonisti e, ognuno di loro riesce in pieno nel ruolo che gli è stato dato, nonostante siano "solo" dei pupazzi.
Già perché muppets=pupazzi
Così ci potrebbe essere da ridire sul valore di questo film, del resto quando si parla di pupazzi o burattini c'è una una nota d'ironia, sottovalutazione, e in italiano queste parole non di rado hanno un significato negativo che oscilla tra l'offensivo e il dispregiativo... invece la storia è valida, riesce, e non "nonostante" i pupazzi, ma anche grazie a loro.

Un narrazione funzionante anche se la trama è in fondo molto semplice:
le peripezie della protagonista in un mondo incantato mentre è alla ricerca del fratello, rapito dal del Re dei goblin.
Nulla di diverso a pensarci rispetto a tante altre storie.
Ritrova la Principessa, salva il Re, salva l'eroe... ma in Labyrinth c'è anche qulcosa di più oltre il tema del salvataggio.

C'è lo scontro tra reale e immaginario.
Il conflitto tra una giovane adolescente e la sua famiglia.
La transizione dal mondo della giovinezza a quello dell'età adulta.
Il legame madre figlia.
L'incomprensione figlia matrigna.
La scoperta di nuovi sentimenti.
E c'è il viaggio come evoluzione del personaggio.

Così alla fine questa è una storia dalle tante sfumature, e in più aggiungo da parte mia, c'è un film che rispecchia la fine di un'epoca per il genere fantastico, e non solo, sul grande e piccolo schermo.

Così molto di più di un semplice film d'intrattenimento, anche se a prima vista non si direbbe, anche se sullo sfondo ci sono muppets che agiscono da comprimari, o da antagonisti col ruolo di "cattivi" che in fondo riesce difficile prendere sul serio, anche se i paeseggi gli inganni le prove i trabocchetti sono in stile fiaba.



L'inizio è leggero, complesso.
C'è una Sarah che vive in un mondo reale, quello di sempre, ma che nello stesso tempo vorrebbe vivere in un altro, uno fatto di favole sogni, c'è la sua voglia di non crescere, di non voler cambiare, di non voler far parte di quel mondo reale, c'è un rapporto familiare conflittuale, una nuova compagna del padre che Sarah vede come una matrigna delle favole, c'è una madre assente, c'è il figlio della nuova coppia che viene sentito come un intruso.

E in quel mondo reale di tutti i giorni, fatti di bollette conti da pagare ripicche incomprensioni piccole speranze grandi amarezze che il Re dei Goblin fa la sua apparizione.



C'è la proposta di uno scambio, quel fratello che per lei è un estraneo in cambio dei suoi sogni, di quello che più desidera, uno scambio, un patto.
Ma qui c'è il rifiuto, nessun patto verra accettato, e allora Sarah avrà da quel momento solo 13 ore di tempo per ritrovare suo fratello nel mondo labirinto di Jareth, oppure, fallire e perderlo per sempre.
La storia, il viaggio inizia in quel momento con quel primo passo.
Accettare, sarebbe un lasciare tutto com'è, sarebbe una falsa promessa un inganno un invecchiare giorno per giorno senza mai diventare grandi.
E' la rivelazione che ha Henry Bowers del proprio destino contrapposto a quello dei perdenti, è il patto che accetta con se stesso il tamburino di latta tranne poi decidere di cambiare idea[2], è il patto che Sarah decide subito di non accettare.
C'è solo il tempo di dire

Non è giusto...

Non è giusto non è giusto... sai dire solo questo Sarah?


Nella vita reale a volte niente è giusto, come nulla è bianco o nero, ed è così che inizia il viaggio nel labirinto, fuori dal mondo reale e dentro quello della fantasia.
Un lungo viaggio, dove non mancheranno gli ostacoli, i nemici gli amici, i tradimenti e nel mezzo un ballo, un sogno che in un mondo di fantasia non è sogno ma realtà, un ballo magico inquientante con la scoperta di sensazioni nuove, che confondono, un ballo dove però non c'è il rassicurante anonimo principe azzurro ma Jareth, in un gioco di attrazione e repulsione.



Ma poi c'è il risveglio e il viaggio ricomincia fino al confronto finale tra Jareth e Sarah in un palazzo la cui struttura è illogica, come illogico e distorto appare il passaggio dall'adolescenza alla maturità, o come a volte appare la vita, o come illogici contorti sono certi demoni della mente che appaiono invincibili, contro i quali non servono medicine ma capire che c'è una sola strada da seguire, solo delle parole da capire e dire...



-Tu non hai alcun potere su di me.-


Labyrint è molto di più di quel che sembra, si può vedere come una storia avventurosa, oppure per certi versi romantica o anche, ci si può fermare al lato leggero con Gogol Bubo Sir Didymus & Ambrogio.



Ma comunque pur se è "solo" un film con i pupazzi[3], resta un film ben fatto, come dire che non servono grandi attori o storie ultraspeciali per avere un buon film.

Ma questo è anche il punto in cui nei favolosi(?) anni 80s, il lato leggero ottimista e spensierato lentamente si fà da parte, insieme ad un epoca, alle sue paure alle sue speranze alle sue grandi certezze.
Forse non è un caso che sia proprio Labyrinth a segnare il confine tra due epoche, così come non è un caso che sia Star Wars a tracciare un confine tra le cupe atmosfere dei 70s e quelle luminose degli 80s, ma tornando a Labyrint c'è da dire per finire che non ebbe un grande riscontro al cinema, non riusci neanche a incassare la metà di quanto era costato.
Un fallimento.
Ma anche un film che è diventato un successo nelle edizioni home-video su vhs poi dvd e infine per blue-ray.



Oltre ad essere diventato un film di culto.
E rispetto a certi grandi successi finiti nel dimenticatoio non è poco.
Davvero, non male per essere, come potrebbe dire qulcuno, solo un film fatto con i pupazzi...



[1]Tranne in qualche posto, dove la gente è seria, con i piedi piantati per terra, e dove non si guardano certe scemenze...

[2]IT, il Tamburo di Latta.

[3]Secoli fà non mi perdevo mai il muppets show, avessi avuto un centesimo per ogni volta che ho sentito dire da qualcuno che fesseria... sarei miliardario.

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