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domenica 19 agosto 2012

Karel Thole.








Una delle cose che più ricordo con affetto e magia della fantascienza di un tempo, sono i vecchi libri Urania, e ancor più le sue copertine che insieme alla breve sinossi sul retro, erano il mezzo migliore per capire l'argomento, per giudicare se l'urania adocchiato valeva la spesa, e molte volte erano un richiamo al quale era difficile resistere.






Anche quando si cercava tra le bancarelle dei libri usati[1], le pile di Urania spiccavano su tutti gli altri grazie a quelle copertine, ed era bello perdersi tra gli Urania, tra tutte quelle illustrazioni mentre si cercavano quelli ancora non letti, il tutto quasi fossero figurine con quelle doppie e quelle mancanti, una ricerca che andava avanti tra pile di libri accatastati alla ricerca di nuove storie romanzi o antologie, tutte da cercare scoprire leggere.
Molte di quelle copertine sono state l'opera di un grande disegnatore e illustratore:
Karel Thole.



Olandese in seguito trasferitosi in Italia, prese il posto di un altro grande illustratore italiano Kurt Caesar, nella creazione delle copertine degli Urania dalla fine degli anni 50 fin quasi agli anni 2000, e se gli Urania hanno fatto storia e sono stati al loro modo una presenza costante negli anni, molto di quel merito va anche a lui.



Nei tempi in cui internet era lontana e gli altri media distanti, ogni copertina di un Urania era a suo modo un piccolo manifesto del genere, un modo efficace per ottenere visibilità in un'edicola attirando l'attenzione di chi altrimenti si sarebbe perso tra tante illustrazioni e copertine.
Così rendo onore ad un grande della fantascienza come lui, perché Karel Thole questo è stato, in quanto non di sola parola scritta o film telefilm è fatto questo genere, ma anche di chi senza parole e con una sola immagine ha gettato lo sguardo verso il futuro in tutte le sue sfumature.



E questa è anche la ragione per cui a volte ricreo false copertine di Urania.
Un modo per tornare a quei tempi di grande fantascienza scritta e, illustrata da un grande artista.

Ok Karel, il confronto non lo reggo, sei tu il migliore.


[1] Una volta le bancarelle di libri usati erano una miniera d'oro, per chi aveva pochi soldi e tanta voglia di leggere.
Bastava trovarne una per dimenticare tutto e perdersi in epiche ricerche, il tutto tra l'indifferenza dei passanti, la nervosa concorrenza degli altri "cercatori" e la benevola presenza del proprietario del banchetto.
In fondo per lui noi eravamo quelli buoni, cercavamo rovistavamo si ma con cura senza rovinare niente, apprezzavamo i libri e cosa più importante non andavamo mai via a mani vuote.
E da parte nostra a volte si trovavano perle come questa.


Saranno secoli che non ne vedo più una...

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