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giovedì 9 agosto 2012

Dragon's Lair & laserdisc. Gioie e dolori.






Nel 1983 in piena crisi dei videogiochi, mentre si iniziava a pensare di seppellire nel new mexico le tante cartucce invendute di ET, in compagnia di scorie nucleari e dischi volanti, usci un titolo che per gli standard del periodo era incredibile.
Se a quei tempi Scramble aveva una buona grafica...



Dragon's Lair [1983] era stupefacente.



Non era un videogioco per consolle[1] o computer ma un arcade, un videogioco da sala giochi, e il suo punto di forza era una grafica irraggiungibile allora, e a dire il vero, per molto tempo anche in seguito.

Come era stato possibile? Com'era possibile una cosa simile quando ancora anni dopo con Doom la grafica sarebbe stata ad anni luce di distanza?


Ommioddio quant'è pixelloso!!!


Con un'idea molto semplice.
Abbinare un lettore laserdisc ad un software in grado di leggere gli impulsi inviati dal giocatore tramite tasti e joystck. In questo modo Dragon's Lair altro non era che un cartone animato interattivo, in pratica il laserdisc faceva partire il filmato, dopodiché in certi momenti prestabiliti il giocatore poteva dare dei comandi col joystick o col pulasnte; a questo punto il software avrebbe interpretato la sequenza di comandi e, nel caso di sequenza esatta, avrebbe fatto continuare la storia, in caso d'errore avrebbe fatto partire sul laserdisc una spezzone col filmato della morte del protagonista con relativa perdita di una delle tre vite, o con la fine della partita.
In questo modo non c'era bisogno di un hardware potente, non era necessaria l'ultima scheda video nvidia o radeon.
Ma queste riflessioni sulla tecnica utilizzata interessavano poco allora, la cosa che più affascinava era la qualità dell'immagine e del sonoro.
E non a caso.
Dietro c'era la Don Bluth Productions, così se Dragon's Lair era tanto affascinante era perché ideato da un cast che proveniva dalla Disney, e che aveva al suo attivo eperienza e capacità.

-Brisby e il Segreto del NIMH-


Da parte sua anche la trama per quanto non originale era a suo modo molto accattivante.
Lo scopo del gioco era quello di guidare il protagonista [Dirk][2] dentro un castello pieno di pericoli trappole e nemici, alla ricerca di una principessa [Daphne][3] tenuta prigioniera da un drago.


E alla fine vissero felici e contenti. Il Drago un po meno...

Una storia semplice ma che prendeva con la sua grafica da cartone animato, che attraeva si faceva guardare, un titolo che avrebbe avuto successo e che avrebbe aperto la strada a molti altri titoli simili usciti in seguito, e non solo arcade ma anche per PC o consolle.
Oltre l'immancabile sequel, Dragon's Lair 2 [1991].

Sembrerebbe la storia di un grande successo, e lo è ma non per il sistema usato, in fondo quanti videogiochi laserdisc o cd disc o dvd disc si vedono in giro?

Dopo un pò Dragon's Lair pur rimanendo bello da vedere, cessava di essere bello da giocare, e questo perché se un arcade normale per quanto pixxelloso e con l'audio pessimo, dava pur sempre la possibilità di seguire una strategia, di avere uno stile di gioco, invece nei videogame a lasedisc il ruolo del giocatore finiva per essere un sempre uguale:
-premi bottone, tira joystick sinistra, premi bottone, sposta joystick a destra-


Un binario nel quale non contava nessuna abilità, ma solo la conoscenza della sequenza di comandi giusti da dare nel momento giusto.
E questo alla lunga eliminava ogni interesse.
Se perfino in uno space invaders si poteva scegliere se essere aggressivi o prudenti, giocando partite nelle quali nessuna era mai uguale alla precedente, Dragon's lair invece pur con tutto il suo fascino dopo un po diventava ripetitivo e noioso.
E non poteva essere diversamente, alla fine si trattava "solo" di un cartone animato interattivo in cui tutte le scelte possibili del giocatore erano già state predefinite fin dall'inizio, e non era possibile la varietà presente in un arcade normale con una grafica 2d o perfino finto 3d [Doom] che si generava in tempo reale in base alle scelte del giocatore.

Vedere per la duecentesima volta lo stesso filmato sull'arrivo del cavaliere nero, identico in tutto e per tutto alle volte precedenti, usare la stessa sequenza di sempre per passare oltre, sempre la stessa... beh non era il massimo del divertimento.


Com'era? Ah, Joystick a sinistra...


Perfino un librogame di lupo solitario ha tante di quelle opzioni scelte possibilità strategie che, al confronto, Dragon's Lair è di una piattezza spaventosa.



Così alla fine gli altri arcade si presero la loro rivincita, pur con tutti i loro limiti di grafica e sonoro. In fondo [loro] potevano offrire azione divertimento e, partite sempre diverse.



Giusto come coincidenza temporale, solo poco tempo dopo, per pc e consolle sarebbe uscito un titolo come Elite [1984], un ibrido tra un gestionale ed un simulatore d'astronave che, pur con tutti i limiti della grafica vettoriale, avrebbe lasciato un segno ben più tangibile di tanti videogiochi laserdisc.


Di tanti ma, nonostante tutto, non del primo.



[1] Consolle o console? Boh?
[2] Da notare come non sia in versione swarzy, e non è da poco negli 80s.
[3] Pare ci furono polemiche sul personaggio, qualcosa riguardo il solito stereotipo sessista, almeno credo. In ogni caso Who cares?
[4] La caratteristica principale di Doom non fù l'ultraviolenza, non il sangue le uccisioni o i pixel giganteschi presenti anche anche nella "modalità a massima definizione", ma bensì la sua grafica in prima persona finto 3D, che altro non era che una "2D e mezzo".



1 commento:

Anonimo ha detto...

attento Coriolà !!!! hahahah
sig. Diuke