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lunedì 9 luglio 2012

La fuga di Logan, -Logan's Run-. Il crepuscolo della fantascienza "pesante" dei 70s.






Il decennio dei 70s, il decennio dei film di fantascienza dai risvolti complessi, oltre che il decennio dell'impegno, della denuncia, della lotta, della crisi sociale ed economica, della contrapposizione est-ovest, potere-antipotere, informazione-controinformazione, del conflitto, del terrorismo, della messa in discussione di valori fino ad allora intoccabili, del gesto che per quanto piccolo ha valenza politica.

Nel 1976 quando esce la Fuga di Logan [Logan's run], trasposizione del romanzo omonimo di William Francis Nolan e George Clayton Johnson [1967], si è in pieno nei 70s, il decennio dalle tinte forti, eppure i tempi stanno per cambiare.
Già un anno dopo inizierà ad essere ben visibile la voglia di mettersi tutto alle spalle, di ricominciare con più fiducia a guardarsi avanti, di vivere meglio il presente. L'inatteso successo di film come Guerre stellari e La febbre del Sabato sera saranno il piccolo segnale che un tempo un modo di pensare stà per cambiare portandosi via i chiaroscuri e le restanti luci psichedeliche dei 70s.
Gli anni 80s si stanno avvicinando, e solo otto anni dopo uscirà uno dei film più leggeri di fantascienza degli 80s -Elettric Dreams-.
Otto anni, ma per certi versi c'è una differenza di secoli.

Ma quando esce la Fuga di Logan [Logan's Run] nel 1976, tutto questo è ancora lontano ed inimmaginabile.



Il film fu diretto da Michael Anderson e i due attori principali furono Michael York e Jenny Agutter.
Quanto a Michael York ,in seguito ebbe altre parti da protagonista, tra cui una in uno sceneggiato della Rai, -Il segreto del Sahara-, dai contorni fantascientifici[?] fantastici[?] avventurosi.
Se a differenza di altri sceneggiati dei 70s come Il segno del comando, Ritratto di donna velata o di A come Andromeda, questo sceneggiato finì nel [meritato] dimenticatoio, una ragione ci sarà...
Ma tornando al film, esso è composto da tanti temi incastrati tra loro.
Un mondo devastato da una guerra nucleare.
Una città iper tecnologica protetta da una cupola impenetrabile che la isola da tutto.
Una comunità autosufficente ed isolata che si rinnova tramite clonazione, che vive in una società utopistica, nella quale è concesso vivere fino a trentanni, dopodiché una gemma posta sul palmo della mano, che cambia colore al trascorrere del tempo, diventa dapprima rossa e poi nera, momento in cui si deve partecipare ad una pubblica festosa cerimonia, il carousel, nella quale si viene rinnovati, ma in realtà eliminati per limitare la sovrappopolazione.
Dei dissidenti che mettono in dubbio la verità ufficiale, suggono al carousel e cercano rifugio in un luogo chiamato "il santuario".
Una casta che agisce da guardiani dell'ordine ma che ha il compito principale di cercare ed eliminare chi sfugge al rinnovamento.
Un computer centrale che guida e controlla tutta la citta.

Molti argomenti, invece la trama è in apparenza alquanto semplice e lineare:

Uno dei migliori guardiani [Logan 5] riceve il compito di infiltrarsi tra i dissidenti e di scoprire quanto più può, ma il suo compito principale è quello di trovare la posizione del santuario.
Nel portare a termine la sua missione avrà modo di cambiare idea, e da cacciatore si ritroverà ad essere inseguito a sua volta, cosicché in compagnia di un'altra fuggitiva [Jessica 6] inizierà la ricerca del santuario, ricerca diventata una questione di vita o di morte.




Una trama in un incastro di tanti temi che molto erano sentiti in quel periodo.

La guerra atomica era una paura ben presente, la contrapposizione e il dualismo tra verità ufficiale e controinformazione era anche un'altra cosa molto sentita, poi forte si percepiva il problema della sovrappopolazione, e grande era il timore per la fine delle risorse.

In tutto il film c'era la trasposizione della società del momento, delle sue paure, dei suoi dubbi, delle sue domande, del modo con cui percepiva il futuro.
Il film era la vita di tutti i giorni vista attraverso le lenti deformanti della fantascienza,

Ma anche la forma esteriore degli anni 70s viene rappresentata, nei vestiti di scena che riprendevano le mode del momento, nella grafica, nelle scenografie, nei colori, nelle musiche.



Come avverrà per per Ritorno al futuro, il film riflette come uno specchio il decennio in cui è stato prodotto, ma a differenza di quello ne riflette tutti i lati.

Anche il finale è molto legato al tempo.
Alla fine Logan troverà il santuario, ma non sarà come si aspettava.

Non a caso quasi si ripete il finale di -Soylent Green- [1973], e ancora una volta i protagonisti tornati nella citta per raccontare a tutti la verità, non verranno creduti, forse neanche ascoltati.
L'essere portatori di una verità troppo scomoda per essere accettata, o solo ascoltata, la sfiducia verso la massa che non può o non vuole capire, un altro tassello del periodo, anche se questa volta non finirà con una sconfitta.

E non mancano le simbologie, forse volute, forse no.



La chiave per il santuario che si contrappone al carousel, è un ankh, l'antico simbolo egizio della vita.
Il rifugio viene chiamato santuario, come un luogo di culto, come il luogo dove l'uomo incontra la divinità.
Il carousel è la giostra, come la giostra della vita, come il cerchio della vita, come la ruota del destino.
Logan 5 è la quinta clonazione di quel dna, ma in un certo senso si potrebbe dire che è anche la quinta reincarnazione del primo Logan, e in molte religioni il cerchio delle reincarnazioni può essere spezzato solo trovando la verità, la stessa cosa che accade al protagonista.
Il colore della gemma posta sul palmo della mano cambia colore con l'età, verso la fine diventa rossa, nera, grigia.
Poi una gemma sulla mano come un marchio simile a quello che è citato nell'apocalisse di Giovanni, o anche simile all'occhio della mano di Fatima [Miriam]...[*]



Ma la cosa principale che c'è in questo come in altri film del periodo, è che pur con tanti temi di SF, pur strizzando l'occhio a simboli e icone, pur rifacendosi al periodo come estetica, pur confezionando un film di buonissima fattura, questo più che un film di fantascienza era un film che parlava del presente, che voleva far riflettere sul suo presente e costringere lo spettatore ad andare oltre la semplice visione.

Al confronto Guerre stellari è puro e vuoto intrattenimento.[**]

Nel complesso c'è qualche errata ingenuità, come in tutti i film dove si cerca d'immaginare e rappresentare un futuro lontano, ma sono piccole cose che non vale la pena neanche di evidenziare, per il resto è un film duro, complesso, nel quale c'è più di quello che viene raccontato, e lo si può vedere superficialmente, oppure guardarlo in maniera più accurata, e magari scorgerci qualche sprazzo degli anni 2000.



[*]   Amuleto potente, tranne nelle case dove ci sia muffa, un "certo tipo di muffa"...
[**] Sia chiaro che penso tutto il bene possibile di Guerre Stellari, almeno i primi tre film...

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