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mercoledì 25 luglio 2012

Gli anni 50s e la mantide omicida. Quando la SF invase il cinema.






Anni 50s.
Gli anni dell'inizio, del boom della fantascienza al cinema, il momento in cui sul grande schermo si comincia a declinare la fantascienza in tutte le sue forme, spesso in maniera artigianale a volte rasentando il ridicolo ma non di rado con ottimi risultati, nonostante lo stato degli effetti speciali del periodo.
E' il tempo dell'invasione della fantascienza nel cinema, e non può essere diversamente:
c'è stato il progetto segreto Manhattan nel quale si è ideata e costruita la bomba atomica, nuova arma che è stata anche usata mostrando tutto il suo potere distruttivo, ma l'energia atomica inizia ad essere utilizzata anche per scopi civili, si sente più spesso parlare di computer e robot, si è in competizione per i viaggi spaziali.
E' il momento in cui tutto sembra possibile a portata di mano, la scienza e la tecnologia sembrano non avere confini e non ci si chiede se qualcosa è fattibile, ma solo quando lo sarà.



Ma c'è anche la guerra fredda, il timore di una guerra atomica, si ha la sensazione che tutta la civiltà possa essere spazzata o rispedita nell'età della pietra, si inizia a sentir parlare di fallout[1], si proiettano documentari sul come proteggersi col duck and cover, e nel frattempo si teme che i comunisti si stiano infiltrando in massa un po' ovunque diffondendo la loro ideologia.
Ed è iniziato il fenomeno ufo.
Dischi volanti od altri oggetti sconosciuti entrano a far parte dell'immaginario collettivo, l'idea di altre civiltà extraterrestri inizia a farsi strada in tutti.
Così gli anni 50s sono perfetti per rendere credibili i viaggi interstellari, i mutanti, le guerre atomiche, le distopie future, gli alieni, e allo stesso tempo far si che fantascienza e cinema diventino un binomio pronto a dominare nel genere fino agli anni 90s[2].



La mantide omicida, film del 1957 in B/N diretto da Nathan Juran, è uno di quei film, non il migliore e neanche il peggiore, un discreto "film de mostri", dove la protagonista è una gigantesca mantide religiosa, che intrappolata in un blocco di ghiaccio nell'artico, viene liberata e riportata in vita.
Appartiene al genere insetti giganti, ma in questo caso a differenza delle formiche giganti di -Assalto alla terra-[Them 1954] o di altri film simili, le sue dimensioni non sono dovute alle radiazioni o a strani esperimenti, ma è un fossile vivente di un periodo antico della terra.

Tutto comincia con avvenimenti misteriosi nell'artico che coinvolgono il personale di una base avanzata dell'aviazione americana. Si va dalla distruzione di avamposti e sparizione del personale, ad aerei che precipitano insipiegabilmente per finire a sfuggenti eco radar. Tutto appare inspiegabile, e oltre a delle strane tracce sulla neve, non si riesce a dare un senso a quanto accade finché durante il sopralluogo nei pressi di un aereo è precipitato, si scopre uno strano oggetto che non fa parte del carico.
Subito viene inviato al pentagono, e dopo lunghi esami da parte degli scienziati, si scopre che è parte di un essere vivente, e sarà un paleontologo a scoprire che quello altro non è che l'artiglio di un gigantesco insetto, una mantide religiosa.
Da questo momento anche il mostro si svelerà, e dopo aver attaccato un villaggio eschimese sposterà l'attenzione verso la base militare americana dove nel frattempo, si trovano anche il paleontologo con una giornalista scientifica per ulteriori indagini. Ne seguirà uno scontro, in seguito al quale, respinta dalla reazione dei militari, la mantide prenderà il volo verso sud dirigendosi verso l'America.



E' un film che a suo modo rappresenta molto cinema di SF del periodo.

C'è la piena fiducia ed identificazione nell'autorità, e in questo caso l'autorità è quella militare, inoltre c'è un compiaciuto sfoggio di forze mezzi e coraggio, da parte loro i militari fanno sempre la cosa giusta, e l'America ha l'esercito migliore del mondo è il messaggio sottinteso che passa, poi se non si vince è solo perché gli altri, mostri alieni invasori, sono invincibili, ma sulla terra non hanno rivali...
Per quanto riguarda la scienza e lo scienziato in generale, qui sono visti come una risorsa per la vittoria. A differenza degli infidi e poco marziali scienziati de -La cosa da un altro mondo- [the Thing 1951], qui ci si chiede poco da dove arrivi la mantide, né ci si fanno tante domande.
Una volta capito con cosa si ha a che fare, distruggere il mostro è l'unico scopo da seguire.
Poi non manca la figura femminile.
E' quella classica della donna [dama] in pericolo. C'è qualche accenno di indipendenza, ma per il resto non si va oltre, anni dopo la Ripley di Alien aprirà la strada alle donne protagoniste "on steroids", ma nella maggior parte delle produzioni del periodo non si và oltre.
Altro punto comune ad altri film, è il luogo esotico o sperduto.
Che sia l'Artico, una sperduta isola dei mari del sud oppure una landa nascosta nel deserto, il pericolo proviene sempre da una di quelle piccole zone bianche che ancora esistono nelle carte geografiche, ma ci sono le eccezioni, altre volte lo scenario sono i luoghi familiari dell'american way, e spesso in quei casi è in atto un'invasione silenziosa, per certi versi un misto tra una sostituzione ed un indottrinamento, il caso più classico è quello de -L'invasione degli ultracorpi-[1956] ed è palese il riferimento alla ben più temuta invasione dell'deologia comunista, ideologia che come gli ultracorpi o come gli esseri venuti dallo spazio con astronavi o meteore lascia apparentemente inalterato l'aspetto fisico cambiandone però il modo di pensare, trasformando in nemici insidiosi e implacabili anche i più insospettabili.
In fondo il maccartismo era finito da poco.
Ma non solo invasori, gli alieni possono anche essere portatori di importanti messaggi come in -Ultimatum alla terra-[1951], ma più spesso e volentieri vengono per sterminare e conquistare come -Nella guerra dei mondi-[1953].[3]



E un'altra cosa si nota nelle produzioni targate 50s: il tutto viene narrato in modo [molto] serio.
L'ironia l'autoironia non sono presenti. Un film come -Grosso guaio a Chinatown- è impensabile per il periodo, non per la trama ma è impensabile che si possa prendere il tutto così leggermente, come è impensabile combattere il mostro o gli alieni di turno inframezzando l'azione con qualche battuta alla Spiderman.
Ogni narrazione è melodrammatica, ci può essere qualche sprazzo di casta leggerezza e ci può essere orrore e raccapriccio ma, il tutto entro precisi limiti.
E allora si può immaginare il pericolo venire da una donna gigante, si può fare un film con un tizio con un costume da scimmione e un casco in testa ed una radio che fà le bolle[4] come .Robot Monster- [1953], ma non si trova alcuna ironia.
Tutto è serio, maledettamente serio.

Ma in tanta serietà c'è anche spazio per i film di serie Z, così è impossibile non citare il grande visionario Ed Wood.[5]
Un genio pasticcione, un visionario dagli scarsi [nulli] mezzi, resta il fatto che mescolare invasori alieni con ghoul/vampiri è un'idea che rasenta la genialità [Plan 9 from Outer Space, 1959, regia, sceneggiatura, montaggio, e soggetto di Ed Wood].

Ma c'è tanto altro ancora nella fantascienza dei 50s, ci sono i viaggi stellari de -Il pianeta proibito-[1956] con annesse perdute civilta extraterrestri, ci sono i film giapponesi tra cui spicca Godzilla e tanto tanto altro ancora.




Un vero e proprio boom sul grande schermo, per certi versi non dissimile da quello che ci sarà negli 80s, e non a caso i due periodi hanno più di un punto in comune, ma se allorà si tratterà dell'acquisizione di piena dignità, in questo caso è il suo inizio pioneristico.
In un certo senso la scoperta di un nuovo mondo, il tempo di una nuova frontiera. 



[1] E non a caso la serie di videogame Fallout ha forti richiami ai 50s e alla SF di quel periodo.
[2] Nei 90s la tv ed i videogiochi iniziano a prendere il posto del cinema, finisce un'epoca, ne inizia un'altra.
[3] Per il tempo grandi effetti speciali e, cosa rara, l'uso del colore.
[4] Una radio a bolle! Si propio a bolle di sapone!! Lo scimmione col casco posso arrivare a capirlo ma... le bolle?!
[5] Ispiratore e santo patrono di questo sito, il che suppongo la dica lunga su questo blog...

4 commenti:

Angelo ha detto...

Un bel viaggio, non c’è che dire. Parlando di Ed Wood, cosa ne diresti di un articolo sui suoi lavori a tema SF per la blogzine? E’ un personaggio molto citato ma poco conosciuto e credo varrebbe la pena dedicargli la giusta attenzione.

Coriolano ha detto...

Hola.
Ti ringrazio anche per il post precedente, ma c'erano leggeri problemi...
Si mi farebbe piacere, e mi onora questa richiesta di partecipazione ma, di quale Ed Wood si dovrebbe parlare?
A mia volta non lo conoscevo, citazioni un sentito dire qua e la, ma non avevo neanche mai visto nulla di suo, poi pian piano partendo dalla wikipedia mi sono accorto che Ed Wood non finisce al "Planet 9".
I suoi film SF/horror sono solo una piccola parte del suo mondo, nel quale i chiaroscuri non mancano, insieme alle parti "indigeste" o amare...
Per me va bene. Se non hai cambiato idea mandami pure una mail per farmi sapere maggiori dettagli, oppure fammelo sapere qui.

Coriolano ha detto...

Nel caso avessi mal interpretato il tuo post, fà finta che non abbia detto nulla. ;)

angelobenuzzi ha detto...

Scusami ma non ho la tua email, per cortesia scrivimi a:
angelo.benuzzi@gmail.com