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martedì 26 giugno 2012

Poco Lovecraft in Prometheus, o meglio: Prometheus isn't lovecraftian!








Ripensandoci, la colpa principale che davo a Prometheus nel post precedente, era quello d'aver rinnegato il senso lovecraftiano della serie.
Già, ma cosa significa lovecraftiano?
Premessa.
Su Lovecraft si è scritto tanto.
C'è chi ne ha parlato a sproposito come Houellebecq, chi ha fatto un grande lavoro di razionalizzazione dei suoi scritti e divulgazione come S.T.Joshi, e chi a titolo amatoriale ha esaminato studiato e parlato del mondo del gentiluomo di Provvidence da svariati punti di vista.
Spesso con risultati eccellenti.
Quindi nessuna pretesa di aggiungere qualcosa di più.
Molto è stato già detto, e meglio.
Tuttavia, cosa significa lovecraftiano?


Quando si ha a che fare con l'argomento Lovecraft, tutto sembra facile.
Sembra facile parlarne raccontarne la storia o solo copiarlo, invece è tutto molto più complicato di quel che sembra.
Comunque un elemento si può dire che sia sempre presente.
Lo "scontro" tra la normalità della vita quotidiana e una dimensione irreale, un incontro confronto tra ciò che è umano e ciò che non lo è.


La nostra vita il nostro modo di percepire l'esistenza è per lo più racchiusa in precise coordinate spaziotemporali, e da consuetudini credi speranze convenzioni sociali stili di comportamento miti.
La nostra storia spazia nell'ordine dei secoli, il nostro mondo è la terra, le nostre ideologie credi religioni si sono formate lentamente in secoli di storia, il nostro modo di agire e pensare deriva in parte da questa nostra storia e in parte all'evoluzione, dai geni che abbiamo avuto in eredità dai nostri antenati animali, inoltre siamo stata la sola razza intelligente che ha vissuto e vive su questo pianeta, pianeta dove sono ben salde le leggi della fisica
Questo è il nostro mondo, le nostre certezze.


Invece nelle sue storie Lovecraft non fa altro che spezzare tutte le nostre certezze, dalla prima all'ultima.

Partendo da una situazione di assoluta normalità ecco che piano piano tutto viene messo in discussione, stravolto.

Non siamo più i primi, altre razze ben più evolute ed antiche sono esistite ed esisteranno dopo di noi sulla terra e fuori di essa.
I confini temporali si dilatano oltre la nostra comprensione, non più secoli ma eoni su eoni di storia non umana è stata scritta.
Gli stessi confini spaziali si allargano fino a coincidere con tutto l'universo, e arrivano perfino oltre.
Le leggi della fisica vengono violate, le costruzioni in cui ci s'imbatte sono sempre gigantesche enormi anomale nella forma incomprensibili per lo scopo.
Gli artefatti che si scoprono sono sempre di materiali sconosciuti sulla terra dalle bizzarre caratteristiche fisiche.
Tutto ciò che s'incontra è inquietante, perché parte e simbolo di tutta quella dimensione sconosciuta che ci s'incontra.
Inquietano perché nulla incute più timore dell'ignoto.
I nostri miti le nostre speranze i nostri eroi tutto quello in cui l'uomo si aggrappa e crede cessa d'avere un senso, anzi cessa d'esistere se rapportato a quello che si cela dietro il reale, e al massimo hanno il valore di pietose menzogne in cui rifugiarsi per non impazzire.
Impazzire.
L'universo lovecraftiano non è un posto per umani, ne mette a dura prova il loro equilibrio mentale, sempre che non li uccida prima, e non ci sono eroi o divinità a cui appellarsi.
C'è solo indifferenza e silenzio nei cieli.
La Terra non è importante, solo un piccolo pianeta sperduto in mezzo l'universo.
Gli umani non sono importanti, non un pericolo o degli antagonisti ma solo piccoli esseri insignificanti.


Da quanto detto sembrerebbe facile copiare Lovecraft, quasi che basti poi aggiungere un Dagon qui o un Cthulhu là per ottenere lo stesso effetto.


Sbagliato.


Anche conoscendo questi "ingredienti", è quasi impossibile ricreare una storia alla lovecraft.e questo non è capitato solo ai tanti imitatori, più o meno importanti, del gentiluomo di Provvidence.
Difficile da copiare o ricreare, eppure...


Lovecraft non ha inventato dal nulla un genere, molte delle tematiche che lui usava erano già note e conosciute al tempo delle riviste pulp.
Abraham Merritt scrisse -Il popolo dell'abisso- 1918, e i temi non sono dissimili, eppure il risultato è diverso.




Un esploratore in cerca di oro trova le tracce di un'attichissima civiltà umana, seguendole finisce per imbattersi in una razza che non è umana e che vive in una citta costruita prima dell'uomo, una citta diversa assurda dove a partire dalla forme geometriche in poi tutto è alieno diverso sbagliato.


Molti spunti lovecraftiani verrebbe da dire, peccato che la storia sia stata scritta prima di Dagon, che gli spunti lovecraftiani in realtà fossero comuni a tante altre storie che si leggevano sulle riviste pulp in quel tempo.
Quanto è dissimile W.H. Hodgson con -La casa sull'abisso.-?


Quindi ci deve essere ancora una caratteristica per poter avere una storia lovecraftiana:
non deve essere autoconclusiva, ma in un certo qual senso deve generare una trama secondaria che nella testa del lettore non si concluda alla fine del racconto, ma deve proseguire quasi di vita propria.
Chi è Cthulhu?
Da dove viene il colore caduto dallo spazio?
Cosa c'è oltre le montagne della follia?
E' come se di ogni storia ci fosse una piccola parte raccontata e il resto, iniziasse a crearsi da se espandendosi acquistando concretezza fin quasi a diventare reale.


Difficile ricreare storie simili.

Quanti imitatori ci sono stati?
Quanti film si è provato a fare?
In quanti hanno saputo essere all'altezza dell'originale?
Pochi.
Eppure...
La serie di Alien e in particolare proprio il primo film girato da Ridley Scott, è stato quello che più s'è avvicinato ad essere una perfetta trasposizione di un racconto di Lovecraft.
Pur non essendolo.
Non una cosa da poco, peccato che poi si sia riscritto di fatto tutta la serie.
Peccato che poi sia arrivato Prometheus che con HPL c'entra quanto i cavoli a
merenda.
Chi siamo?
Da dove veniamo?

Non sono le stesse domande di sempre?

E poi...
Perché vogliono distruggere la terra e i terrestri?

Dov'è la novità?
...
Forse ci sono altre domande ma, forse non sono importanti anzi:
Who cares!


Prometheus è autoconclusivo, finito il film non ha più molto da offrire, è un universo per eroi, per grandi imprese, un universo su misura umana dove la trama base è per certi versi "stra-terrestre"... è come detto la solita SF di sempre, per certi versi un passo indietro nell'immaginario, e cosa più grave,
gravissima per un lovecraftiano come me,
è un insulto un'offesa, un occasione mancata oltre che un qualcosa che viene cancellato.


Ma c'è di peggio.
Sorpresa, sbaglia il prequel, e riscrivi in negativo tutto.


Poco importa se è un bellissimo film.
A Ottobre [solo da noi eh?!] si vedrà, ma in ogni caso:
Prometheus non è lovecraftiano, e ora non lo è più neanche Alien.

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