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venerdì 18 novembre 2011

The Elder Scrolls. Dagli inizi fino ad oggi.

                                          
                                                         The Elder scrolls arena [1994]

          


                                                The Elder Scrolls II: Daggerfall [1996]

                                                   
                                            The Elder Scrolls Legends: Battlespire[1997]

                                         
                                
                                           The Elder Scrolls Adventures: Redguard[1998]
                                             



                                                 The Elder Scrolls III: Morrowind[2002]







                                                   The Elder Scrolls IV: Oblivion[2006]




                                               






                                                         The Elder ScrollsV:Skyrim[2011]




                                               

lunedì 14 novembre 2011

NON DIMENTICHIAMO GLI OPERAI DELLA PANSAC.

NON DIMENTICHIAMO GLI OPERAI DELLA PANSAC.

Sig Monti ho poco da festeggiarla...

Questa è una dichiarazione pubblica, e contraddice le linee guida di questo blog, per certi versi fa di me un incoerente, peccato che non ho mai detto che sarei stato coerente.

L'argomento è il prescelto nuovo premier.

Che non ho votato.
Che non ha passato il giudizio degli elettori.
Che è spinto dai mercati.
Che è l'uomo dei mercati.
Che è l'uomo che deve molto lavorare contro i privilegi... quali privilegi sig Monti? Pensioni, sanità, welfare?

Ma bisogna agire vero? I privilegi frenano il mercato, frenano l'economia... ma quali privilegi?

Alcuni dei miei parenti erano Comunisti, con la C maiuscola, gente che aveva rispetto per il lavoro altrui, legati a vecchie concezioni ma pure avevano, una grande fiducia, una grande illusione, una enorme sicurezza nell'avvenire.

Morti da tempo, ma mi chiedo cosa avrebbero pensato se avessero potuto vedere l'arrivo del tecnico-messia dei mercati, che ci salva(? o  li salva?). Immagino che sarebbero rimasti sorpresi, e ancor più sarebbero rimasti sorpresi nel vedere il totale appoggio di tutti verso un rappresentante di quella casta, che è la prima responsabile di questa crisi globale.

Poi la sorpresa sarebbe stata senza fine nel vedere taluni partiti di, "sinistra", dirsi pronti ad appoggiare con entusiasmo appena mascherato, tale messia dei mercati.

Ci sono colpe
La maggioranza ha la colpa di non aver saputo gestire la crisi.
l'opposizione di non aver saputo trovare compattezza su un'alternativa.
Ma la casta a cui lei appartiene sig Monti, ha la colpa di averla creata questa crisi.

E ora quanti tagli, quanti diritti, quante privatizzazioni, quante lacrime e sangue mr Monti, per salvare quest'europa fatta di piccoli interessi di bottega, questa moneta zavorra che doveva proteggere gli stati,e che non protegge il Portogallo, non protegge la Spagna, non protegge l'Irlanda, non ha protetto la Grecia e non protegge noi?


Lei non ha mia fiducia ora, non l'ha per il modo con cui arriva alla presidenza, non l'avrebbe in nessun caso se vedo chi è che l'appoggia e l'ha portata li:
quegli stessi mercati che ci hanno attaccato con la speculazione fino all'altro ieri, quelle forze economiche che di fatto rendono questa nazione non più governata dalla politica ma dall'economia.

Già, paese governato dall'economia
quando invece sarebbe compito della politica farlo.
Il compito della politica è o dovrebbe essere quello di mediare tra le varie parti sociali per gestire un paese.
Invece:
il compito dell'economia è quello di ricavare profitti, soldi, guadagni, vantaggi.
A volte e sempre più spesso senza tirarsi indietro nel caso serva licenziare, smantellare, delocalizzare...


E ora cosa farà lei mr Monti?
Chi salvera?
L'Italia, l'euro o la UE?
E nel caso chi butterà giù dalla torre?
E come salverà questo paese?
Quanta macelleria sociale, quanta?
Svenderà eni enel e quel che resta in nome delle privatizzazioni?


Spero di sbagliarmi, ma in lei e in quello che lei rappresenta, non ho nessuna fiducia.

Mi auguro di essere smentito.

P.S.
Giusto per la precisione, non sono un elettore dell'ex premier, o della sua maggioranza.
Eh no, non ho festeggiato la sua caduta, c'è poco da festeggiare in questo momento
poi il tifo lo riservo solo alla mia squadra e ai miei colori.

lunedì 7 novembre 2011

Perché non vedrò il domani che verra, anche se avrei voluto.

C'è un vincitore! Per sapere cosa accadrà adesso, per richiedere la tessera al movimento rivoluzionario fantascientifico italiano, non resta che fare un salto da Her Doktor Benuzzi qui.




L'idea di base del film “il domani che verra” (tratto dai romanzi di John Marsden) non è nuova, basta ricordare “Alba rossa” del 1984



ed è riassumibile in poche righe:


un gruppo di teenager si ritrova a combattere una guerra, anzi un'invasione, che avviene senza nessun preavviso.
Ma se nel 1984 il nemico era l'Unione sovietica, e il film puntava a mostrare lo spirito combattivo e di sacrificio anche dei giovani americani oltre che di tutta l'America, in quest'altro film invece, ad essere in evidenza dovrebbero essere i rapporti tra i protagonisti e la loro trasformazione da semplici teenager a combattenti di una guerra di resistenza.

Altro non so, e i trailer (mai fidarsi dei trailer) per quel poco che mostrano sembrano molto interessanti, al punto da invogliare una visione al cinema, sennonché cercando più informazioni, mi sono imbattuto in una notizia che mi ha fatto cambiare idea.


Il Domani che Verrà.Tratto dal primo dei sette romanzi scritti da John Marsden...
Il film è tratto solo dal primo dei sette romanzi!

Sette?!

Mi si potrebbe rispondere


-si sono sette e allora qual'è il problema?-
Beh ecco, come dire, se sono uno di quelli che si è rifiutato di vedere la serie tv Lost perché troppo lunga, pur apprezzandola, forse un problema c'è ed è anche piuttosto grande.

Sono allergico ai film dove sai che è già pronto il sequel, alle serie di romanzi che non arrivano mai da nessuna parte, così l'idea di andar a vedere un film dove già si sa che è solo il primo... no grazie non fa per me.

Tutta colpa di David Gerrold e dei suoi Chtorr.



Quella serie mi piaceva, e ne ho letti molti libri con vero piacere ma, c'è un guaio, sono legato al vecchio concetto di inizio-svolgimento-fine, quella roba con la quale zelanti maestre mi contestavano i miei temi nei lugubri anni scolastici, e la serie sui Chtorr pare non avere una fine, una coclusione un THE END.
E con Gerrold ci sono rimasto molto male, anche perché la serie come detto si faceva piacere, riusciva ad attrarre, prendeva...

Non solo, ultimamente inizio a pensare che i tempi siano davvero cambiati, non so se per via delle variazioni climatiche le profezie Maya o se per l'ingordigia dei signori del marketing, ma da un po' di tempo a questa parte si sa quando si comincia una storia, con un film una serie o un libro ma, non si sa quando si finisce, e se finisce.

Tutto appare diluito allungato annacquato, tutto sembra studiato per non avere mai una conclusione, con una storia principale che non si sà come si concluderà, o che dura anni prima della conclusione. se c'è...

Maledizione c'è un inizio e uno svolgimento, ma non c'è più una stramaledetta fine!

Triologie quatriologie pentaologie, sequel, sequel di sequel, prequel, prequel di sequel...

E io mi sono già scottato con Gerrold...

Ora dai trailer (ma mai fidarsi dei trailer) Il domani che verrà sembra interessante, certo potrebbe deludermi, e la cosa finisce li, oppure potrebbe piacermi, e la cosa non finirebbe li ma... quanti altri capitoli? Tre? Cinque? Sette?

E dopo quanti maledetti anni dovrei sapere come finisce? (*)

No grazie, mi tiro dietro, almeno non faccio la fine di tanti lostofili delusi dall'ultimo episodio.

Però qualcuno mi potrebbe dire

ma tu non sei quello che parla bene di una serie interminabile come Doctor Who?
 
Si una serie lunghissima simile ad altre che ho visto in tv o letto sui libri, che però hanno tutte una caratteristica che sembra ormai perduta:
sono episodi autoconclusivi, con una FINE!





(*) Da non confondersi col finale aperto. Il finale aperto è una conclusione, l'andazzo degli ultimi anni e di NON avere una stramaledetta conclusione ma, al massimo una pausa... prima di ricominciare con un remake e una nuova serie di sequel e prequel!

domenica 6 novembre 2011

L'inaspettato legame tra Paul Norman & Lovecraft.

 
Chi è il vincitore sul ballottaggio sul logo? Cosa riserva il futuro? Si farà la rivoluzione SF al grido di "più fantascienza per tutti", oppure le forze dell'oscurità boicotteranno il tutto sommergendoci di romanzi mainstream, che narrano dell'angoscia di Piero al pensiero metafisico della sua post modernità(?)?
Per saperlo non dovete far altro che venire qui.




Ci sono nomi importanti che non dicono niente, li leggi e non ti portano alla mente nessun ricordo, poi magari sono molto noti, ma niente da fare.

Hey chi è quel tizio? Boh, non ricordo...

Altre volte non li si nota neanche, li si lascia scorrere senza farci caso, poi al limite si leggeranno le note, si guarderà su wikipedia, ma anche no, che importa.

Poi ci sono persone conosciute solo a pochi, agli appassionati o agli addetti ai lavori, nomi a suo modo importanti che hanno fatto la storia di qualcosa, beh non al livello dello scopritore della penicillina o dell'inventore della lampadina, ma pur sempre nomi a suo modo importanti che richiamano alla mente tempi lontani, non migliori o peggiori ma solo diversi.

Paul Norman appartiene a questa categoria, è una di quelle persone che se non avete vissuto gli 80s in compagnia di un Commodore 64, non vi dirà nulla, ma che altrimenti vi sarà ben noto insieme a “caverns of Khafka”, “Atzec challenge” o “Forbidden forest” (tutti della della Cosmi), per citare solo alcuni dei più noti videogiochi per C64 di cui Paul Norman è stato l'autore.

Ora da non appassionati si potrebbe pensare che rispetto ad adesso, quello fatto allora sia ben poca cosa, e in effetti è così, in fondo dai famosi 64k del commodore 64 si è passati a consolle e pc che viaggiano sull'ordine dei gigabyte, con non più microprocessori singoli ma dual, quad, e con abbinate schede dedicate solo per la parte video, audio e ultimamente anche per la riproduzione degli effetti fisici, ma nonostante il tempo passato quelli di Norman rimangono dei piccoli gioielli di atmosfera, e anche adesso sono pochi i titoli che stanno alla pari con quelli ideati da lui.
Possibile?
Un titolo come esempio: “Forbidden forest”.




Grafica datata e idea di gioco molto semplice:
uccidi i nemici a colpi di freccia e non farti uccidere.

Ma non c'è solo questo, c'è anche fascino che questo gioco riusciva e riesce a creare.

La struttura è semplice: si inizia combattendo contro ragni giganti, poi seguono vespe e rane, ma nel frattempo pian piano inizia a far notte, si alza la luna e la luce inizia a lasciare il posto al buio, la musica si fa più cupa e arrivano nuovi nemici più legati all'immaginario fantasy, così ecco draghi che sputano palle di fuoco, spettri che guidano scheletri guerrieri e giganteschi serpenti, fino al boss finale, un gigantesco idolo visibile nel buio più completo solo quando è illuminato da fugaci lampi, e tutto questo, lo si rende con una cura dei dettagli anche più piccoli, che non fa della limitazione dei mezzi a disposizione, un comodo alibi, così il trascorrere del tempo lo si rende il più possibile dettagliato, si evidenzia il sorgere e tramontare della luna piena rappresentadola con una faccia, come ci si aspetterebbe in un mondo stregato, si fanno apparire le stelle man mano che il tempo passa, e la scelta e sequenza delle musiche e dei nemici che proseguono in crescendo, appare curata e studiata.

Quando uscì ai suoi tempi fu un successo, e ancora adesso è uno dei titoli di Norman ricordati con più affetto.

Certo a quei tempi le aspettative erano diverse


il drago di forbidden forest all'attacco [1983] e...


...e quello di Skyrim [2011].

La differenza c'è, e non è poca, eppure Forbidden forest riesce ancora a conservare un pò della sua magia, pur con tutti i suoi limiti, non solo, ma evidenzia un sottile legame perfino con Lovecraft.

Anche se sembra, non sto tirando per la giacca il gentiluomo di Provvidence per farlo entrare a forza in un discorso che non lo riguarda, e il legame c'è ed è più forte di quello che si può pensare.

Mai letto Lovecraft?
Se non l'avete fatto rimediate, ne vale la pena, se lo avete letto, allora dovreste averlo notato:

per certi versi si potrebbe fare un intero manuale di scrittura sul come NON scrivere, utilizzando i racconti di Lovecraft.

Non che fosse scarso, ma quanto a limiti e regole di scrittura, HPL certe volte non era il massimo, e in qualche caso riusciva ad essere perfino pessimo, eppure è stato ed è un grande scrittore, ha saputo creare un oscuro mondo parallelo che ancora adesso non ha perso il suo fascino, eppure come accennato i suoi limiti stilistici sono grandi...

Ad esempio nel suo racconto “Il colore venuto dallo spazio”, c'è un monologo finale di uno degli sfortunati protagonisti della storia, ebbene preso fuori dal suo contesto ed esaminto, non sta in piedi.
Dovrebbero essere le ultime parole di una persona che sta per morire, ma ne esce fuori un interminabile monologo, pieno zeppo di puntini di sospensione, la cui credibilità è pari a zero. Un perfetto esempio negativo di pessimo discorso diretto, e allo stesso tempo di come non rappresentare la realta, eppure il racconto nel suo complesso è perfetto, con buona pace dello stile e del non così...

E qui c'è la magia, l'inganno lovecraftiano che fa credere a tanti che basti davvero poco, o niente, per scrivere qualcosa di simile o addirittura superiore, col risultato di fallire sempre in maniera più o meno ridicola.


Se lui scrive così male ma riesce forse il segreto sono i grandi antichi. Ora gli copio l'idea, ce ne metto un pò, e sai che capolavoro. Tanto scrivo meglio...(*)

Sbagliato.
Gli imitatori di Lovecraft sono tanti, quelli decenti pochi, quelli alla stessa altezza...non ne ricordo uno.
Lo stesso Stephen King quando ancora era il Re, beh neanche lui riuscì a eguagliarlo col suo racconto omaggio “ Orrore a Crouch End”.

Ma allora cosa rende Lovecraft grande e qual'è il legame con Paul Norman?

Non solo questo ma, molto stà nella ricerca dell'atmosfera, del climax, dell'ambientazione giusta, avendo cura nei dettagli, cercando di evitare incongruenze, senza che i limiti, tecnici o stilistici, diventino un ostacolo invalicabile.

Continuando con “Il colore venuto dallo spazio” (ma lo stesso discorso vale con tutti gli altri suoi racconti) non si ha un inizio esplosivo, ma in maniera lenta si crea un'ambientazione il più possibile coerente con quello che si vuole raccontare, non c'è la ricerca dell'effetto immediato, non ci si ferma allo stile ma lo si tralascia a favore della ricerca del climax, come lo stesso Lovecraft scrisse in una sua lettera 

Le accludo “The Color Out of Space”, che potrà restituirmi quando vorrà. Probabilmente gli mancano unità e crescendo drammatico, ma d’altra parte va preso come uno studio d’ambiente e di atmosfera più che come un vero e proprio racconto...”

non si vuole impressionare il lettore, non gli vuole portare una storia che verra tramandata nei secoli, ma lui per certi versi cerca di "vendere il colosseo" al lettore della sua storia... e il suo tentativo riesce in pieno creando una favola nera che è difficile dimenticare.
Allo stesso modo Paul Norman riesce a creare qualcosa di valido che resta nella memoria mentre tanti altri titoli, anche recenti, sono stati dimenticati, e ci riesce non puntando sull'effetto immediato o su una grafica appariscente più audio Dolby Surround [cose che non poteva avere allora], ma invece cercando di creare un'atmosfera particolare piena di richiami e allusioni al genere fantastico, ci mette il simbolismo del giorno e della notte, del trascorrere del tempo, ne cura i dettagli in modo che se anche stilizzati siano ben visibili e così, riesce a creare con poco un piccolo gioiello pieno di magia come Forbidden forest, che anzichè venir spazzato dai ricordi col passar del tempo finisce per diventare come di culto per molti. 

Inoltre entrambi sembrano riuscire a piegare, e non farsi piegare, dai propi limiti, quasi lasciando un messaggio:

quello che videogame libro o film che sia, ogni cosa può avere successo indipendentemente dallo stile e dai mezzi disponibili.
Che si può arrivare a fare delle grandi belle storie pur andando in apparenza contro ogni legge e regola, e solo con la giusta ambientazione solo provocando il giusto stato d'animo in chi segue la storia, mettendo cura nei dettagli, anche quando questo sembrerebbe inutile, e controllando tutto quello che si sta creando in tutto il suo insieme.
e fanno apparire tutto questo facile, ma questo è un inganno...

Violare le regole o i limiti non è per tutti. 

Andare a 300 all'ora è difficile, in molti già a 100 finiscono fuori strada...

ci sono stati molti titoli simili a quelli di Paul Norman, anche recenti che potevano contare su effetti grafici e audio di ultima generazione, pure non hanno avuto il minimo successo ma sono finiti nel dimenticatoio.
Ci sono stati tanti che hanno cercato di copiare Lovecraft, senza riuscirci, magari fallendo in modo ridicolo...

e anche questo li lega tra loro...

(*) C'e anche la categoria degli entusiasti, i lovecraftiani che copiano Lovecraft per rendergli omaggio, "malattia" dalla quale è difficile sfuggire... ma i cui risultati a volte sono nettamente migliori di quelli di tanti scrittori "seri".

venerdì 4 novembre 2011

Gli horror? Ormai dei reality show.

Si rivota  qui fino alle 23 59 del 6 Novembre per il ballottaggio sul logo, non mancate, votare è un diritto dovere!



Quando si vedono film horror è difficile non pensare che i protagonisti siano degli idioti, per giunta sfortunati, che combattono contro nemici invincibili, ma forse sbaglio e tanto idioti non sono, anzi a pensarci meglio:

chi di noi non si riunirebbe con degli amici per far baldoria in una casa, già scenario di misteriose uccisioni di altre comitive di fancazzisti?
A chi entrando in un laboratorio pieno corpi chiusi dentro strani contenitori, non verrebbe voglia di aprirne uno?
Chi non scalpiterebbe all'idea di esplorare delle vecchie fogne dove molta gente è sparita senza lasciar traccia?
Poi quanto a comportamenti, è ovvio che affrontare un pericolo dividendosi è la scelta più saggia.
Nel caso di rumori inquietanti in una cantina buia priva d'illuminazione elettrica e piena di correnti d'aria, chi non andrebbe a controllare con un cerino o una candela?
E chi intravvedendo un'ombra fuori dalla finestra, che potrebbe essere l'assassino che ha già colpito, non correrebbe fuori da solo nel buio e senza nessun'arma?

Quindi perché idioti, non sono forse tutte cose, ovvie, che faremmo tutti?
... o no?

Ma nei film horror c'è un'altra costante oltre l'intellighenzia dei protagonisti, la loro (S)fortuna.

Ci si sperde in un bosco di notte? Al 100% si finirà in una zona infestata da lupi mannari.
Si fa una nuotata in un laghetto? Carramba che sorpresa ci sono i piranha.
La catapecchia sperduta scelta per rifugiarsi e passare la notte, è piena di mostri cannibali. Affamati.
Si, nelle catacombe il mostro c'è per davvero e li sta pure aspettando.
Il libro che stanno leggendo a voce alta è un vero libro di magia nera, anzi è proprio il Necronomicon.
Tra tanti il killer seriale c'è l'ha con loro, solo con loro.
La macchina con la quale si vuole fuggire ha sempre la batteria a terra.
Inutile scappare, s'inciampa sempre in qualche ostacolo.

E i nemici? Mostri o pazzi che siano, sono invincibili, immortali.

Il serial killer che muore alla fine del primo film, in realtà si è salvato ed è già pronto per il sequel.
Non tutti i mostri sono morti, durante i titoli di coda se ne vede sempre uno o più sbucare da qualche parte.
Pensi d'averlo ucciso? Prova a girarti e a dargli le spalle...
E' lento e ti pare d'averlo seminato, vero? Beh guarda un po' chi c'è davanti a te...

Eppure c'è una cosa che ancora nessuno pare aver notato:

l'horror ormai è un reality show.

No?
Vediamone uno, il grande fratello, ebbene pensateci bene:
una casa dalla quale non si può uscire (scappare), dei concorrenti spesso giovani, e un sistema ad eliminazione che ne fa fuori a volte uno, a volte due, e altre volte anche di più per volta, e di solito si nominano e si eliminano per primi quelli strafottenti, quelli che fanno troppo gli spavaldi, le gatte morte e relativi spasimanti, quelli troppo sicuri di farcela, quanto ai neri sono tra i primi, poi oltre al televoto per eliminare i concorrenti si ricorre talvolta ad altri sistemi, gare di abilita o di fortuna, a volte molto stupide e altre molto astute ed elaborate...

Ricorda niente?

E gli scenari, non ricordano per certi versi quelli del genere?

La casa (uno, due, tre), la fattoria (maledetta), l'isola (dei morti viventi)...

Chissa, forse è per questo che sempre più il genere de paura fà meno paura, senza volerlo si è trasformato in un reality, l'inquietante l'angoscia il timore la paura che circondavano i vari Ash Scott Cheryl nella casa, hanno lasciato il posto a quello che sembrano i problemi dei vari Roberto Giovanni Stefania alle prese con un GF e il televoto.
Si guarda il film, si vede il solito gruppo di teenager o di "insieme per caso", e ci si chiede


chi è il primo? Secondo me è quello, troppo antipatico... 
Eh già è stato nominato...



martedì 1 novembre 2011

Si può essere stupidi fino a questo punto?

Si rivota  qui fino alle 23 59 del 6 Novembre per il ballottaggio sul logo, non mancate, votare è un diritto dovere!

Qui solo un'anticipazione della "genialata" targata siae.

Si può essere stupidi fino al punto di andare contro i propri interessi in cambio di qualche lira subito?
A quanto pare i "signori" della siae hanno deciso che è ora di farsi pagare i trailer presenti su siti e blog, in parole povere tali "signori" vorrebbero che chi pubblicizza mostra diffonde la pubblicità di un'opera, a volte solo gratuitamente e per passione, paghi.

Un momento... non solo vi si fà pubblicità, ma voi battete cassa?
Ha senso una cosa del genere?
E dopo?
Se si paga la siae per i supporti vergini, perché non pagare per il possesso di due occhi e due orecchie che potrebbero potenzialmente essere usati per ascoltare e vedere cose protette(?) dalle leggi sul diritto d'autore?
Sembra una battuta, non è che è solo il futuro prossimo?

Se fossi un colto e non un pataccaro alla Ed Wood, citerei Kafka.
Già, questa per molti rischia di trasformarsi in una situazione kafkiana col ragazzino che mette il trailer del suo film preferito sul suo blog o sul suo profilo di facebook, e la siae che gli bussa alla porta per chiedere tanti soldi, tanti soldi per aver fatto della gratuita pubblicità...

E in tutta questa situazione, la confusione che regna non fà che aumentare l'insicurezza, non fà che produrre una forma di strisciante censura.

Una situazione kafkiana, ma non sono un colto, così mi limito a dire che questo è uno schifo.

Come ho potuto e dove ho potuto ho sparso la notizia, ho chiesto di non stare a guardare, voi fate altrettanto.

Servono parole?

La votazione indetta da Angelo Benuzzi sul suo blog sul logo e slogan per una via italiana alla fantascienza,  si è conclusa.
Chi avrà vinto? Quali saranno stati i risultati? Ci saranno ballottaggi?
Per saperlo non resta che andare qui e vedere cosa riserva il futuro. Da parte mia un grazie a tutti coloro che hanno espresso un giudizio, al suo promotore, a chi ha proposto iniziative collaterali e a tutti i partecipanti.
Comunque finisca, sarà un successo.






V ma non come V per vendetta
V come Visitors
Perché per prendere certe decisioni
Bisogna venire da un altro pianeta
O dal passato
O entrambe le cose
E allora tornate da dove siete venuti
Cancellatevi
Siete inutili
Siete dannosi

Cosa dice l'art 21 della costituzione
Eh già