Pagine

domenica 2 ottobre 2011

Stanislaw Lem: Il congresso di futurologia & I viaggi del pilota Pirx.

Per tutto il mese di ottobre sarà possibile votare per il concorso di SF di Angelo Benuzzi qui nel quale si chiedeva uno slogan e un logo che aggregasse tutte le anime della fantascienza italiana, e per maggiori informazioni il bando e le ragioni del concorso le trovate qui, Se volevate partecipare... beh siete arrivati in ritardo, ma per votare fate ancora in tempo, ed è possibile farlo fino alle 23,59 del 31 Ottobre 2011. 

Lem è uno di quei autori di SF che ogni tanto si cita ma che non sempre si legge, lo si cita sulla fiducia come capita per molti classici, e ci si limita a nominare la sua opera più importante, Solaris.
Per cominciare devo ammettere che non ho mai letto Solaris, ci ho provato senza mai andare oltre le prime pagine, a mia ulteriore colpa devo aggiungere che nessuno dei due film tratti da quel libro mi è piaciuto, invece ho apprezzato molto, tra tante, altre due sue opere: Il congresso di futurologia e la raccolta di racconti I viaggi del pilota Pirx, e le cose che ho più gradito di queste due opere sono l'ironia sempre presente, mai forzata o fuori luogo, mescolata talvolta alla malinconia, e la robusta, nella sostanza, narrazione fantascientifica.

Nel “Il congresso di futurologia” si parla di un ipotetico congresso di futurologi riuniti per discutere sul futuro dell'umanità, congresso che prenderà una piega diversa dal previsto, nella quale il protagonista si troverà a toccare con mano quanto sia labile il confine tra realtà e illusione, per certi versi nella storia c'è molto PK Dick anche se in forma non seriosa quasi leggera, ma per questo non meno potente.

Invece nei racconti “I viaggi del pilota Pirx” il tema sono i viaggi nello spazio con tutte le sue sfumature trattati con tono normale quotidiano, quasi bonario, eppure allo stesso tempo lasciando trasparire un sottile senso di meraviglia per storie mai banali, che il protagonista il pilota Pirx, che non è un eroe o un antieroe ma un personaggio reale, si trova ad affrontare durante la sua vita, a volte come testimone, altre come protagonista, storie che sembrano lineari ma che alla fine si mostrano più complesse di quello che appaiono.

Così seguiamo un giovane Pirx nel suo primo volo come cadetto, primo volo che si dimostrerà più di un semplice esame di abilitazione, poi lo seguiamo alle prese nel suo primo viaggio da comandante di una astronave che trasporta rifornimenti su Marte, all'apparenza niente di diverso da un capitano di un cargo merci come ci sono adesso, ma la vecchia astronave che ha preso in consegna riserverà non poche sorprese riguardo al proprio passato, poi in un altro racconto lo ritroviamo alle prese con una gigantesca caccia al robot sulle distese lunari.
Insomma c'è un po' di tutto:
i robot, slegati però dall'immaginario asimoviano delle tre leggi della robotica, misteriosi fenomeni spaziali e perfino l'antico relitto di un'astronave aliena che fa breve mostra di se, ma soprattutto ci sono i problemi che i viaggi nello spazio o lo stesso evolversi della tecnologia possono portare.

Nel complesso è fantascienza con basi solide, anche se in alcuni punti la si potrebbe sentire datata, in fondo sono opere dei primi anni 70s, ma non è un difetto, è quasi un modo per prendere le distanze da un certo tipo di SF tutta immagine e poca sostanza.
Così nel congresso di futurologia è la chimica a creare visioni e realtà alternative, mentre nei viaggi del pilota Pirx le differenze sono ancora più marcate, i computer non hanno schermi ma finestrelle dove far scorrere numeri, le stesse astronavi sono simili a quelle della fantascienza anni 50s- 60s dalla forma che ricorda grossi razzi che molto, in comune, sembrano avere con i razzi di Bradbury di Cronache marziane, e la stessa propulsione non è ad antimateria né ci sono motori a impulsi o fotonici, ma si ricorre all'energia di grosse pile atomiche.

Eppure anche così basta poco per accettare il tutto, anzi per non notarlo.

Una valida lettura consigliata per chi vuole farsi un viaggio nella SF classica che, non sia quella canonica, fatta di pistole laser invasioni scontri galattici o terre desertiche postnucleari.



Nessun commento: