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lunedì 10 ottobre 2011

Stalker il film e...



Per tutto il mese di ottobre sarà possibile votare per il concorso di SF di Angelo Benuzzi qui nel quale si chiedeva uno slogan e un logo che aggregasse tutte le anime della fantascienza italiana, e per maggiori informazioni il bando e le ragioni del concorso le trovate qui, Se volevate partecipare... beh siete arrivati in ritardo, ma per votare fate ancora in tempo, ed è possibile farlo fino alle 23,59 del 31 Ottobre 2011. 



Stalker è un film del 1979 di Andrej Tarkovskij che solo recentemente ho avuto modo di vedere. A dire il vero non sapevo neanche che esistesse e, a essere del tutto sincero, è un film che avrei giudicato noioso solo qualche anno prima.
Se dovessi descriverlo forse farei prima a dire cosa non è:
non è un film d'azione, neanche uno dove l'elemento fantastico viene mostrato in primo piano, e tanto meno è uno di quelli con molti personaggi, per gran parte del film ci sono solo tre protagonisti.
Se poi volessi sintetizzarlo in poche parole, direi che è il racconto di un viaggio avventuroso dove tutti i pericoli e gli ostacoli si mantengono minacciosamente nell'ombra, lasciando il posto ad una calma apparente.
Si potrebbe dire "un film molto di testa e poco di pancia, ma senza pretese intellettuali, da parte del regista non c'è il cenno furbo verso un ipotetico pubblico cosidetto alto, come capita in certi film di adesso quando si vuol far intendere che
accidenti, questa è robbba seria che te credi? Via co a citttazione corta come dimostrazzzione...
ma procede dritto per la sua strada, poi c'è lo scenario della storia, per certi versi il vero protagonista, un posto dove le leggi della fisica sono stravolte, un posto pieno di trappole e pericoli dove molta gente è morta o sparita, un posto al cui interno da qualche parte si dice che ci sia una costruzione in rovina con una stanza dove ogni desiderio, più segreto e intimo, può essere realizzato, e quel posto è la zona, il cui accesso è proibito e controllato dai militari, ma ci sono guide che violano quel divieto e si avventurano nella zona accompagnando la gente più disparata, a volte persone in cerca di risposte, altre volte ricchi curiosi, turisti, altre volte gente che cerca la misteriosa stanza. Loro, le guide, sono chiamati stalker, e sono gli unici che hanno la capacità l'esperienza il coraggio, e forse anche la pazzia, per affrontare i pericoli della zona.
Nel film questi pericoli restano sullo sfondo, però si vedono i segni di quello che la zona può fare, le carcasse delle auto o dei camion, i resti di alcuni mezzi militari tra cui un carroarmato a testimonianza di un tentativo di forzare la zona da parte delle autorità, poi tralicci rotaie case ormai disabitate e in rovina i cui abitanti sono stati i primi a sparire senza lasciare traccia.
Ma come dicevo niente di tutto questo viene enfatizzato, tutto resta sullo sfondo, tutto sembra tranquillo come per una tregua o un'attesa.

La trama iniziale e semplice:
uno stalker viene ingaggiato da due persone, lo scienziato e lo scrittore, che tra loro non si conoscono, ma che hanno il comune obiettivo di trovare la misteriosa stanza, così i tre si forzano il bolcco e si avventurano nella zona, e mentre tutto sembra inoffensivo lo stalker non fa che mettere in guardia sui pericoli del posto, procede con grande attenzione e in certi passaggi usa bulloni per capire se il cammino è sicuro o meno, ma mentre lo scienziato segue alla lettera i consigli e gli avvertimenti, lo scrittore ai pericoli della zona non crede e mal volentieri si adegua alle indicazioni dello stalker, e così procede la storia nel confronto tra i tre, ma c'è anche un quarto protagonista che è presente solo grazie ai racconti dello stalker, il Porcospino, una delle migliori guide oltre a essere quello che ha insegnato allo stalker a sopravvivere nella zona. Un quarto protagonista ben presente pur nella sua assenza, e che cela il mistero, il perché del suo suicidio avvenuto dopo un'improvvisa ricchezza, mistero che verrà svelato alla fine e che si mostrerà legato a doppio filo con la stanza dei desideri.

Un film dove a dominare non è quello che accade ma a ciò che è stato o potrebbe essere, il tutto mentre le immagini parlano di una natura “contaminata”, con boschi corsi d'acqua prati verdi ma, con qua e la, i segni e le tracce dell'uomo, poi c'è il confronto tra i tre protagonisti, ci sono domande filosofiche ragionamenti e c'è la zona la cui calma pare potersi interrompere da un momento all'altro...
Da notare la scelta di usare il bianco e nero per le scene iniziali e finali, e di riservare il colore per il viaggio nella zona, quasi che solo in quel momento tutto sia reale, vivo. 


Lo ammetto, è un film che mi ha sorpreso, molto diverso da quello che si è abituati a vedere di solito, ma devo aggiungere che è anche un film che avrei smesso di vedere dopo i primi minuti, se mi fosse capitato di vederlo per caso... cosa mi ha reso questo film interessante?

Beh non ho pretese di fare l'intellettuale, il mio avatar guida è mr Wood il peggiore, il maestro della cartapesta, quindi non ho nessun problema a dire che a farmi apprezzare il film Stalker sia stato il videogioco, o meglio una serie, quella di S.T.A.LK.E.R.

e devo anche aggiungere che non sono stato il solo a passare dall'uno all'altro, anzi... in molti spinti dalla curiosità abbiamo visto il film e, non siamo rimasti delusi. 
I punti in comune sono molti:
c'è la zona, ci sono i militari a impedirne l'accesso, ci sono gli stalker e si impersona uno di loro, ma poi le cose differiscono, i pericoli e le minacce sono ben visibili e presenti, l'azione è tanta...
Per trovare maggiori punti di differenza si potrebbe dire che S.T.A.LK.E.R. oltre al film si ispira molto all'incidente del 1986 della centrale atomica di Chernobyl, e ai suoi dintorni disabitati e radioattivi, ma quasi a chiudere il cerchio poi si deve sapere che anche il film è stato girato in quei stessi posti, al punto che può capitare di scorgere delle case diroccate e di non notare differenze tra film videogioco e i dintorni della vera Chernobyl, come se queste tre cose così diverse si fossero alla fine unite in un'unica realtà.
Su S.T.A.LK.E.R. Prima o poi forse tornerò, piuttosto resta un dubbio:
come può un videogioco far apprezzare un'opera che molti vedrebbero come “alta”?
Dando retta a certuni non dovrebbe, è risaputo che i videogiochi incitano alla violenza, poi come disse un tale su un programma tv

...incita alla violenza, e ci sono pure forum su quel videogioco dove si scambiano consigli sull'arma migliore per uccidere!
Ehm, per cominciare se sento un sociologo, uno che in teoria dovrebbe indicare la strada migliore per tutti, lasciarsi andare a luoghi comuni & frasi fatte e rifritte, magari per cercare facile consenso, beh in quel caso sono io che mi scandalizzo, e non poco, poi... l'arma che hai in seguito citato non và tanto bene, e non conviene spararci a raffiche, si lo sò fa tanto viulenza dirlo... però dopo i primi colpi tende a impennarsi di brutto, si manca il bersaglio e si finisce per svuotare il caricatore per niente...

Allora tralasciando i giudizi dei santoni del buono giusto vero... cos'è che ha fatto apprezzare quel film ai molti che hanno giocato a quel videogioco?

Una possibile risposta ce l'ho, ma porta altre domande.

Perché se si fosse visto quel film prima, sarebbe stato come entrare nella zona con gli occhi dello scrittore. Come lui non avremmo creduto ad una parola di chi ci guidava, nel nostro caso il regista, e saremmo rimasti scettici senza percepire nessun particolare della storia e, a differenza dello scrittore, non avremmo continuato il viaggio cambiando idea, ma l'avremmo interrotto subito.
Invece in questo modo abbiamo visto il film dal punto di vista dello stalker, la zona l'avevamo girata da tutte le parti, lo scenario non ci era nuovo ma familiare, abbiamo rivisto interni di case in rovina molto simili a quelli dove eravamo stati, poi i pericoli i trabocchetti e le minacce le avevamo provate tutte in tante occasioni insieme a tanta azione e, anche il gettare bulloni per scoprire pericoli nascosti era una cosa familiare...

certo, un videogioco non rende migliore un pessimo film, e viceversa, ma se entrambi sono sopra la media allora possono essere complementari, c'è sinergia e forse ci sarebbe da riflettere su questo...

Stalker? Adesso che "ci sono stato" posso dirlo, un ottimo film.

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