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mercoledì 26 ottobre 2011

Phantasm - Fantasmi 1979 di Don Coscarelli

Per tutto il mese di ottobre sarà possibile votare per il concorso di SF di Angelo Benuzzi qui nel quale si chiedeva uno slogan e un logo che aggregasse tutte le anime della fantascienza italiana, e per maggiori informazioni il bando e le ragioni del concorso le trovate qui, Se volevate partecipare... beh siete arrivati in ritardo, ma per votare fate ancora in tempo, ed è possibile farlo fino alle 23,59 del 31 Ottobre 2011. 






Che film è Phantasm?
Un horror, un fantasy, è fantascienza o è un film sull'uomo nero, oppure è sui sogni che si trasformano in incubi?
Di sicuro è un B movie, cosa da non confondere con film di serie b: un B movie è un film fatto in tempi brevi e/o disponendo di fondi bassi o ridicoli, film indipendenti dalle grosse case di produzione, magari fatti con idee scartate, cestinate, perché “il pubblico non non avrebbe capito”, e a volte è vero, a volte non sono granché, altre volte cercano uno stile alla Troma dove non si pretende di fare niente di più di quello che si offre, follia splatter e molto NON politically correct, ma a volta vengono fuori anche cose inaspettate che sorprendono, che fanno avanzare il genere con nuove idee e magari hanno anche successo immediato, e allora si creano seguiti più o meno validi, ma di rado sono migliori dell'originale, di quello fatto con poco e in una settimana.
I film di serie b invece possono anche essere molto costosi, magari sono film che a tavolino sono un successo, sono quelli dove il marketing ci scommette “che la gente capirà”, peccato che alla fine non apprezzi o anche in caso di successo già dopo un anno sono invecchiati male, dopo una sola visione sembrano visti mille volte...
così Phantasm è si un B movie, un po' Horror un po' fantasy e con qualche pizzico di fantascienza, ma è anche un bel film.
Cosa c'è?
C'è il brutto posto, e quale potrebbe essere se non un cimitero e annesso mausoleo?
Ma non solo è brutto, è anche un posto strano, misterioso ma, non c'è il male, non quello che uno si aspetterebbe, o forse non è neanche il male ma è altro... poi c'è l'uomo nero, un individuo alto, molto alto e forte, per giunta è il becchino, ma è meglio conosciuto come "the tall man", presenza silenziosa inquietante, ma non la sola, ci sono le strane sfere volanti di metallo che uccidono chiunque incontrino e che sembrano fare la guardia al mausoleo, horror nei modi di agire, SF nella concezione, poi la ragazza bionda, affascinate mortale, chi sarà mai e quale legame c'è col Tall man? E un portale, strani macchinari, una terra lontana forse un altro pianeta e, gnomi o nani o quello in cui vengono trasformati i morti per servire... a cosa?
Tante domande, poche, nessuna risposta.
Magia tanta, e un'ambientazione molto fine anni 70s e allo stesso tempo così asettica quasi atemporale, il tutto con una colonna sonora che è così lontana dal genere, ma quale genere(?), ma che si fonde perfettamente con tutto il film.
Opera a basso costo realizzato nel 1977 da Don Coscarelli, che ne ha curato anche la regia, e che è uscita nel 1979, quando in quei stessi tempi erano già usciti o stavano per farlo atri titoli che avrebbero rivoluzionato l'immaginario, ma non è con loro, né Star Wars né con Alien, che và fatto il raffronto, questi anche se del 1977 e 1979 appartengono ad un altro decennio, per certi versi erano in anticipo sui tempi, invece è con “La macchina nera” che va fatto il confronto, film pienamente saldato nel suo tempo (1977), e che a sua volta è un misto tra horror/fantastico/azione, ma che è differente in quanto film “normale”, non pessimo, per certi versi buono ma, niente di più.

Trama semplice, lineare.
Cè l'intruso cattivo, una macchina misteriosa che arriva da nulla e inizia a uccidere chiunque incontri, c'è un mistero che viene svelato a poco a poco, ci sono lutti che colpiscono i protagonisti, c'è la legge i volontari l'uomo che cerca vendetta tutti riuniti per la trappola resa dei conti e, c'è la rivelazione finale che tutto spiega, o quasi. La macchina nera che seminava morte e distruzione era indemoniata, era guidata dal male quello classico, quello che non può passare per luoghi consacrati, quello che puzza di zolfo.


Phantasm è altro, e anche se ci sono stati altri capitoli, anche se forse ce ne sarà un altro ancora, è sempre al primo che si guarda, dove il male è sconosciuto e dove il mistero sembra racchiuso in un altro mistero, dove l'orrore non si misura in litri di sangue versato, e niente spiegazione o spiegone finale.
Poi non ci sono (i soliti) teenager da veder morire uno ad uno, non ci sono i nostri da avvertire, non c'è una comunità che a poco a poco scopre cosa stia accadendo, c'è solo un ragazzo che ha perso i genitori, suo fratello un loro amico e, tanta paura di restare senza più nessuno, soli.
Davvero, c'è magia in quel film.


2 commenti:

Obsidian M ha detto...

Il fatto di non spiegare nulla e, spesso, di inserire clamorosi buchi bella sceneggiatura è forse proprio il bello di Phantasm che, come credo sia successo a molti, ha infestato i miei sogni di quand'ero bambino. Anyway, ti interesserà forse sapere che ho prelevato alcuni stralci del tuo articolo per un mio post recente (qui)

Coriolano ha detto...

Per cominciare benvenuto, quanto a Phantasm sono d'accordo con te, di questo film ho apprezzato anche il non spiegare ogni cosa, certo sarebbe stato possibile farlo, e sul momento alla prima visione un "pochino" ho avuto da ridire (ero giovane allora...), ma col megaspiegone credo che si sarebbe perso molto.
Non sulla prima visione, ma sulle successive, e una dei punti di forza di Phantasm è che si presta ad essere visto e rivisto, cosa che la mancanza dello "spiegonechetuttochiarisce" rende possibile, poi non è un documentario è un film, e credo che la fantasia di chi guarda a volte sia in grado di creare spiegazioni e toppe per la sceneggiatura, in modo molto più potente dello stesso sceneggiatore o regista di turno.