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mercoledì 12 ottobre 2011

ET l'extraterrestre tra Roswell e Alamogordo.

Per tutto il mese di ottobre sarà possibile votare per il concorso di SF di Angelo Benuzzi qui nel quale si chiedeva uno slogan e un logo che aggregasse tutte le anime della fantascienza italiana, e per maggiori informazioni il bando e le ragioni del concorso le trovate qui, Se volevate partecipare... beh siete arrivati in ritardo, ma per votare fate ancora in tempo, ed è possibile farlo fino alle 23,59 del 31 Ottobre 2011. 



Roswell e Alamogordo hanno in comune di trovarsi entrambe nel New Mexico, e soprattuto, entrambe si potrebbero prestare per un film di fantascienza o per un horror.
Dischi volanti o test nucleari?
Alieni cattivi o mostri mutanti?
Eppure Almogordo ha un quasi segreto in più rispetto a Roswell, una storia che si perde negli anni 80s.

Tutto comincia con uno dei più famosi film di Spilberg: ET l'extraterrestre.
Film del 1982 infarcito di buoni sentimenti, non brutto ben fatto e anche un successo, un grande successo.
Inevitabile scoppia la voglia di gadget e tra i tanti che pensano di sfruttare commercialmente la situazione c'è chi offre molti milioni di dollari per poter ottenere la licenza per creare un videogioco col film, ed è l'Atari che intende immettere sul mercato il videogioco per la propria console a Natale.
Riepiloghiamo, abbiamo il New Mexico terra di crash alieni e test atomici, c'è un film che ha un grande successo e c'è una grande azienda di videogiochi e console, l'Atari, che ottiene una licenza per ideare e produrre un titolo tratto dal film, e che intende farlo uscire per Natale.

Non è un'idea fantastica per un racconto?

Certo di serie b, magari con alieni mutanti cattivi che cercano di dominare il mondo attraverso un videogioco e...
Ma anche la realtà non è da meno.
Allora l'Atari da tempo per ideare il videogioco solo 5 settimane.
Beh, se spendi tra i 20 e i 25milioni di dollari per una licenza e poi dai solo, solo 5 settimane per progettare un titolo decente... forse cerchi rogna...

Qualcuno potrebbe dire
Hey ma allora i videogame erano tutti pixellosi, e non erano niente di speciale, mica come adesso...
Non tutti, Pitfall di quel periodo era un gran titolo, però in effetti buona parte dei titoli era scadente anche per gli standard del 1982, e infatti si sta per abbattere sul mondo videoludico la “crisi dei videogiochi” o secondo la saggista J.C. Herz la "seconda crisi dei videogiochi", la peste del software.
Cos'è successo?
I videogiochi che fino ad allora erano stati un successo continuo, iniziano a scadere in originalità e qualità e, allo stesso tempo ad aumentare in quantità.
Sempre più titoli vengono immessi sul mercato e sempre meno sono quelli validi; la maggior parte è brutta, il rimanente indecente, pochissimi si salvano, e nello stesso periodo in cui stà per avvenire questa crisi, l'Atari ha comprato per 20-25 milioni di dollari una licenza che intende sviluppare in 5 settimane...
A dire il vero avevano concesso 6 settimane di tempo... ma 5 settimane saranno.
Così alla fine il titolo è pronto giusto in tempo per Natale, e lo si inizia a commercializzare.
E' il !983 e i giovani acquirenti dopo averci giocato un pò decidono d'averne abbastanza e iniziano a riportare indietro all'Atari il videogioco.

ET torna a casa.

E non sono pochi, invece molte altre cartucce restano invendute e, non sono nastri floppy CD o DVD ma cartucce hardware molto più costose di quei supporti, nello stesso tempo tutto il mercato videoludico si blocca e c'è una vera e propria crisi di rigetto generale verso i videogiochi, i titoli sono mal fatti quelli che si salvano sono pochi ma alla fine tutti ci rimettono, ci sono pesanti perdite, fallimenti, la stessa Atari subisce un colpo durissimo, lo sviluppo dei videogame si arresta i personal computer erodono grosse fette di mercato alle console e... ci sono ancora quelle maledette cartucce invendute da smaltire.

Settembre 1983, diversi tir iniziano a recarsi in una discarica di Almogordo per smaltire rifiuti che non sono normali, i giornali si interessano alla cosa e scoprono che sono tante cartucce invendute dell'Atari che si sta facendo sparire "discretamente", l'Atari da parte sua cerca di sminuire il tutto mentre la gente del posto si risente, e alla fine si poibiscono nuove "sepolture", ma prima per sigillare il tutto ed evitare che il passato possa tornare indietro si copre il tutto con una bella colata di cemento.

Seppellire sotto tanto cemento. Come finale di una storia SF sarebbe fantastico.
Così in New Mexico c'è una discarica dove sotto una colata di cemento non ci sono scorie radioattive e neanche pericolose parti di astronavi aliene ma, tante cartucce di videogiochi triturate.
Però la maggior parte sono di ET l'extraterrestre, e in un certo senso così tutto torna...
Sembrerebbe che sia finita li ma, non è così.
Dopo un po' la notizia inizia a sembrare inverosimile fino a che ora, per molti, questa è diventa una leggenda metropolitana.

Potreste credere una cosa simile? Non sembra inverosimile?
Non male per uno stato come il New Mexico:

dischi volanti test atomici e vecchi videogiochi.

Ma l'Atari non avrebbe fatto meglio a comprare i diritti de "La cosa" di Carpenter?
Li avrebbero pagati molto meno, il film fu un vero insuccesso allora, e poi chissà, forse il risultato sarebbe stato migliore del resto si sà:
da space invaders in poi, sono gli alieni cattivi a tirare il mercato, non quelli buoni...



2 commenti:

Anonimo ha detto...

Secondo me in quel periodo da parte dell'Atari ci fu un errore di marketing e calcolo sul numero di pezzi di cartucce da produrre.
Forse se il gioco fosse stato molto pubblicizzato e poi sul mercato ne fosse stato immesso un quantitativo da "conta-gocce" molto probabilmente il titolo avrebbe venduto molto di più.
Ad ogni modo ricordo vagamente la consolle Atari ma quale era la 2600? Per quei tempi era paragonabile a chi oggi puo permettersi un super pc casalingo con super scheda video e casomai collegato ad un 50" con lo standard 3D
ciao il Sig.Duke

Coriolano ha detto...

>Duke
Che sorpresa, mr Duke viene a trovarmi... allora:
la consolle dove doveva girare il gioco, era ben presente nelle case delle famiglie americane, poi non dimentichiamoci che quelli erano gli inizi degli anni 80s, per molti versi una situazione economica migliore di quella di ora, poi parliamo dell'America, se stessimo parlando dell'Italia avremmo avuto una diffusione molto molto minore se non nulla, a quei tempi, ora tra x-box e playstation non direi, ed è con queste consolle ben presenti sul mercato che si deve fare un ipotetico raffronto temporale, e non con un pc super accessoriato.

Poi il gioco vendette agli inizi ma poi, tornò a casa... non c'era trategia di marketing allora, come ora, che possa risollevare un titolo che abbia così poco, o niente, da proporre, e quel videogame fatto in poche settimane oltre al fattore traino del film, per il resto non aveva niente che lo potesse salvare.